Dei due non si ha traccia dalla giornata di domenica

Daniele Nardi, noto alpinista di 42 anni, di Latina e molto famoso per avere aperto numerose vie sui massicci più impervi anche dell’Appennino, ad oggi risulta disperso sul Nanga Parbat insieme all’alpinista inglese Tom Ballard figlio  di Alison Hargreaves – nota scalatrice morta sul K2 nel 1995 

Dei due non si ha più traccia dalla giornata di domenica quando le condizioni meteorologiche hanno messo fine alle comunicazioni sia del telefono satellitare, con il quale Nardi era in contatto con l’Italia, che  della radio con la quale i due erano in contatto con il Campo Base.

L’assenza delle comunicazioni era stata messa in conto, nel senso che con le gelide temperature del Parbat non sarebbe stato poi così strano che le batterie dei mezzi di comunicazione fossero andate a terra. Oltretutto come stabilito con il servizio meteorologico del loro team, non era nemmeno così strano che non fossero tornati giù in quanto fino a mercoledì i due avrebbero potuto sfruttare condizioni meteorologiche buone per la scalata.

La preoccupazione è però cominciata a salire quando dei due non si è più avuta traccia una volta che la montagna si è liberata dalle nubi.

Ieri mattina alle ore 06:30  c’è stato il primo collegamento con il campo base che dopo aver osservato attentamente il percorso e le possibili vie di fuga, come la discesa dalla via Kinshofer, ha escluso la presenza di alpinisti in movimento. 

Come viene spiegato sul profilo ufficiale di Nardi, si è attivato il sistema di soccorso pakistano chiedendo un elicottero per una perlustrazione sulla montagna. L’agenzia di Nardi in collaborazione con Evk2CNR Pk ha attivato la società Askari, che ha la concessione governativa per l’uso di elicotteri militari per il soccorso civile, e in poche ore si sono concertate tutte le procedure burocratiche tanto che alle 9,30, ora italiana, l’elicottero era pronto al decollo dall’eliporto di Skardu, a 40 minuti di volo dal campo base del Nanga Parbat sul versante Diamir. L’agenzia pakistana aveva peraltro ottenuto l’assenso di Ali Sadpara, alpinista pakistano che ha salito il Nanga in inverno due anni fa, a supportare i piloti nella ricognizione e nell’eventuale azione di soccorso.

Purtroppo, dopo poco tempo, a causa di una emergenza nazionale legata al conflitto tra Pakistan e India, della quale tutte le agenzie di stampa hanno data notizia, lo spazio aereo pakistano è stato chiuso e l’elicottero in stand by a Skardu non è potuto decollare.

E’ stato necessario l’intervento dell’ambasciatore italiano in Pakistan, Stefano Pontecorvo, che ha ottenuto l’autorizzazione per far partire il volo, che però è stato riprogrammato perchè giunti al tramonto. Anche di notte sono così continuate le osservazioni dal campo base, alla ricerca di un segnale dei due magari proveniente da una torcia frontale.

Ogni aggiornamento ufficiale è possibile trovarlo sulla pagina di Daniele Nardi, sperando che i due possano tornare presto a terra.

EMANUELE VALERI