E dopo quanto accaduto a fine ottobre a Lecco, ora è ad Ancona che avviene il crollo, causando due morti e tre feriti.

La coppia di coniugi Emidio Diomede e Antonella Viviani, erano a bordo della loro Nissan Qashqai quando il ponte sotto il quale stavano transitando crolla. I due erano sposati da 36 anni, gestivano un’azienda di confezioni ed ora lasciano a piangere la loro morte i due figli, Daniela e Daniele.

I feriti sono tre operai romeni della Delabech, la ditta che si stava occupando dei lavori di ampliamento a 3 corsie dell’autostrada per conto della Pavimental, titolare dell’appalto.

Non ci abbiamo capito niente, ad un certo punto è crollato tutto e ci siamo ritrovati per terra”, queste sono le prime dichiarazioni rilasciate dai tre uomini.  Secondo le prime ricostruzioni quello che si è verificato è il cedimento di una struttura provvisoria posizionata a sostegno del cavalcavia che era chiuso al traffico. La parte centrale del ponte si è spezzata ai lati, schiantandosi a terra proprio mentre passavano i coniugi Diomede.  A sua difesa Autostrade per l’Italia ha sottolineato che i lavori di sollevamento per l’ampliamento dell’autostrada a 3 corsie si sono svolti alle ore 11.30 e che alle 13, il personale stava svolgendo attività accessorie.  Evidentemente, però, qualcosa è andato storto. Ciò che è certo è che non è ammissibile svolgere lavori di tale portata senza chiudere l’A14.

Dichiarazioni dei superstiti

E c’è anche chi è riuscito ad evitare la morte fermandosi metri prima, come la signora Anna Maria Mancinelli che dichiara di sentirsi miracolata in quanto si trovava a viaggiare sull’A14 quando un centinaio di metri prima ha visto delle macchine ferme e poi un autoveicolo schiacciato, ed è li che ha realizzato quanto era accaduto. “ Me lo sono trovato davanti caduto, all’improvviso, siamo tutti sotto choc”, “siamo salvi per miracolo, una signora davanti a me ha fatto una frenata e si è trovata a 10 metri dal ponte”, “ mi sono accorto che l’auto che stavo superando stava frenando, ho alzato la testa proprio mentre il ponte crollava. Ci siamo fermati tutti”. Testimonianze che fanno raggelare il sangue e che ci danno la stima di quanto tutto ciò che ci circonda sia fragile. Basti pensare che solo pochi mesi fa piangevano un morto nella Brianza dove un ponte era crollato sotto il peso di un tir che trasportava bobine di acciaio.

Francesca Interlandi