Oltre il Ponte

CRISI D’IDENTITÀ E NUOVA POSSIBILITÀ

La sfida del cristianesimo nel mondo di oggi: l’evangelizzazione.

Roma – Il cristianesimo oscilla costantemente tra crisi d’identità e nuova possibilità; il mondo ha subito profondamente l’influsso del cristianesimo ma poi se ne è distaccato.

L’analisi e la conoscenza quotidiana mettono in evidenza la qualità dell’esperienza del credente; si coglie – spesso – la fatica delle comunità ad essere luce e sale della terra nel tentativo di alimentare e fecondare mediante la proposta evangelica, perché ciò che è accaduto alle origini continua lungo tutto il corso della storia.

D’altronde, il punto di partenza trova il suo fondamento proprio nella Sacra Scrittura mediante la quale viene attestato che Gesù – incaricato dal Padre ad annunciare il Vangelo – invita tutti gli uomini alla conversione e alla fede, e dopo la sua Resurrezione affida agli Apostoli la continuazione della sua missione evangelizzatrice (prima evangelizzazione) affinché tutti diventino un solo gregge e un solo pastore per mezzo della Chiesa.

Quest’ultima – infatti – fin dal giorno di Pentecoste ha manifestato l’universalità del suo mandato avente come dimensione primaria l’impegno non solo di far conoscere ma anche di vivere e far vivere il Vangelo così che tutti incontrino Cristo per mezzo della fede.

Ecco perché l’odierno relativismo – applicato anche in ambito religioso – non è un motivo valido per venir meno a questo impegnativo ma affascinante incarico, appartenente alla natura stessa della Chiesa tanto da esserne suo compito primario perché come afferma S. Paolo «Caritas Christi urget nos» (2 Cor 5, 14).

Pertanto – considerato che è questa la parola chiave attorno alla quale ruota questo elaborato – è essenziale specificare anzitutto il significato del termine evangelizzazione.

La Congregazione per la Dottrina della Fede il 3 dicembre del 2007 si è in merito così espressa:

“2. Il termine evangelizzazione ha un significato molto ricco[4]. In senso ampio, esso riassume l’intera missione della Chiesa: tutta la sua vita infatti consiste nel realizzare la traditio Evangelii, l’annuncio e la trasmissione del Vangelo, che è «potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede» (Rm 1, 16) e che in ultima essenza si identifica con Gesù Cristo (cf. 1 Cor 1, 24). Perciò, così intesa, l’evangelizzazione ha come destinataria tutta l’umanità. In ogni caso, evangelizzare significa non soltanto insegnare una dottrina bensì annunciare il Signore Gesù con parole ed azioni, cioè farsi strumento della sua presenza e azione nel mondo ”.

I documenti del Magistero, da prendere in considerazione e con i quali confrontarsi su questo tema, sono le quattro encicliche:
Evangelii nuntiandi di Paolo VI; 
Catechesi Tradendae di Giovanni Paolo II; 
Redemptoris Missio di Giovanni Paolo II; 
Evangelii Gaudium di Papa Francesco.

Esse sono solidali proprio nel considerare che ogni persona deve usufruire del diritto – conferito dal Signore stesso – di udire la “buona novella” così da poter giungere – più speditamente e più pienamente – alla pienezza della propria vocazione.

L’evangelizzazione delle culture è necessaria per raggiungere e sconvolgere – mediante il vangelo – quei modelli di vita contrastanti il disegno della salvezza; ovviamente affinché l’evangelizzazione possa essere completa è fondamentale – come enuncia saggiamente Paolo VI – considerare il reciproco appello che si fanno il Vangelo e la vita concreta poiché ci sia il necessario adattamento alle diverse situazioni personali, sociali.

    

                                                                                                                            Emanuele Cheloni                                                                                                  

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Emanuele Cheloni

È laureato in Scienze Religiose, Summa cum Laude probatus, presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, con una tesi su "L' umanesimo di Gesù: universalità ed universalismo". È impegnato a Roma con la Società San Vincenzo de' Paoli, nell'ascolto e aiuto delle difficoltà e povertà urbane. È professore di Religione.

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