Milan e Inter a confronto. Le squadre all’ombra del Duomo sono abituate a dominare in Italia e in Europa, ma oggi si ritrovano in difficoltà…

Milano- Sì è proprio cosi, le Milanesi non dominano più. Sono finiti i tempi dei grandi campioni,ora entrambe le società sono costrette a ripiegare su giocatori di seconda fascia. Il Milan una squadra dal blasone unico, un palmares straordinario, è situata, nel calcio odierno, nelle zone meno nobili dei vertici. Il Milan ricordiamo che ha vinto 18 campionati italiani, 5 coppe Italie e 6 Supercoppe italiane (record italiano) e può vantare un altrettanto sostanzioso bottino europeo: 7 Champions League (record italiano), 2 coppe delle coppe (record italiano), 5 supercoppe Uefa (record europeo) 3 coppe intercontinentali (record europeo) e 1 mondiale per club. Oltre alle esigue risorse economiche manca l’idea di un progetto. Molti giocatori vengono acquistati a parametro zero, con contratti lunghi e ingaggi pesanti. La strada intrapresa non è tra le più invitanti se si pensa che il Milan ha un’età media di 30 anni. Un altro elemento lapalissiano si esprime con la qualità tecnica, difatti non ci sono piu’ quei giocatori di affermata fama come (Costacurta, Baresi, Maldini, Albertini, Nesta, Rivera solo per citarne alcuni). Prima c’erano nel Milan bomber di caratura mondiale, tra questi gli indimenticabili Gullit e Van Basten, quest’ultimo con 90 reti all’attivo. L’indiscusso Nils Liedholm che in rossonero segnò 81 gol, i brasiliani Altafini e Kakà – in tempi recenti- e gli italiani Rivera e Pippo Inzaghi, oggi mister della squadra. Ora invece, i centravanti sono di una caratura decisamente inferiore. Ci sono giocatori come Destro, Pazzini che con tutto il rispetto non sono campioni affermati. Ma il fattore che fa più scalpore è il non voler puntare sul settore giovanile, che in mancanza di risorse offre sempre risposte adeguate. C’è una notevole differenza tra il Milan di ieri e il Milan di oggi. La parola che manca al Milan quindi sembra essere programmazione.

L’Inter,l’altra milanese orfana dei successi, ha un pizzico di solidità in più. Il passaggio societario da Moratti a Thohir è un cambio radicale, ha segnato il passaggio di una nuova era. I nerazzurri hanno iniziato a gettare le basi per il futuro. Qui la programmazione sembra esserci ma a mancare sono gli investimenti pesanti e una dirigenza non proprio competente. Il tecnico Roberto Mancini è preparato, ha vinto molto in carriera e sa come allenare una grande squadra, a differenza del collega Inzaghi. Anche l’Inter ha un palmares importantissimo, difatti possiede 18 Scudetti;7 Coppe Italia;5 Supercoppe italiane;3 Coppe dei Campioni/Champions League;3 Coppe UEFA/Europa League;2 Coppe Intercontinentali e 1 Coppa del mondo per club. Oggi non ci sono giocatori all’altezza dei record dell’Inter. Il passato ha annoverato giocatori gloriosi che ne hanno scritto la storia: Zanetti, la bandiera Bergomi, Giacinto Facchetti, Sandro Mazzola, Giuseppe Baresi, Mario Corso, Walter Zenga, Tarcisio Burgnich, Alessandro Altobelli e Iván Córdoba. Notiamo che i giocatori del passato sono molto più solidi, affermati e coriacei di quelli del presente. L’Inter è l’unica squadra in Italia ad aver vinto il “Triplete” nel 2010, ossia la conquista triplice dei seguenti trofei: (campionato nazionale,coppa italia e champions League) nella stessa stagione sportiva. Tra i bomber nerazzurri di tutti i tempi, ci sono Giuseppe Meazza con 284 gol, Roberto Boninsegna con 171, Sandro Mazzola con 158 reti, Christian Vieri con 123 e Mario Corso con 94. Queste squadre hanno fatto la storia del calcio Italiano e Europeo. Ma si prospettano anni bui e con pochi successi.

Romano Savini