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Coronavirus, Martelli: “Mancano posti letto riapriamo il Forlanini”

“Il Lazio è una regione a rischio nel caso dovesse diffondersi il virus, non abbiamo posti letto di terapia intensiva, al sud la situazione è drammatica”

Lo ha spiegato, in un’intervista a Kim International Magazine, il Prof. Massimo Martelli, ex primario di chirurgia toracica dell’Ospedale Carlo Forlanini di Roma, che ha chiuso i battenti nel 2015 a causa dei tagli alla sanità. Ha salvato migliaia di vite, il mago del bisturi tra i più accreditati per gli interventi sui tumori al polmoni, oggi è in prima linea per la riapertura dell’ex nosocomio.

“Abbiamo bisogno di posti letto attrezzati per la terapia intensiva con respiratori automatici, dobbiamo essere pronti a gestire pazienti che devono essere intubati, allestire delle tende non è certo una soluzione.  Nel 2015 hanno chiuso il ‘Forlanini’ io ho combattuto con forza questa scelta che ritengo scriteriata, è stato commesso un grave errore, è un ospedale totalmente isolato con 18 ettari di terreno, dedicato alle malattie polmonari, nato con la diffusione della tubercolosi. Oggi sarebbe stata una soluzione importante per tutta la regione, invece ci troviamo scoperti”. Il prof. Martelli ci tiene a sottolineare.  “Se il picco fosse arrivato nel Lazio come è arrivato in Lombardia, oggi la situazione sarebbe drammatica. Abbiamo la necessità di trovare immediatamente 50 posti di terapia intensiva e sub intensiva, il ‘Forlanini’ con accanto l’Istituto Lazzaro Spallanzani centro di riferimento nazionale per la ricerca e cura sulle malattie infettive, dove oggi si concentra la lotta al Covid-19, sarebbe la soluzione migliore per gestire i pazienti positivi al virus”. L’ex primario, ironicamente tira in ballo l’ospedale di Wuhan costruito in poche settimane. “Noi non pretendiamo tanto, non è necessario ristrutturare tutto il Forlanini ci vorrebbe molto tempo e notevoli spese, a noi servirebbe solo il terzo piano della palazzina centrale quella più importante dove un tempo c’era la chirurgia toracica, non bisogna fare delle grandi opere ma piccoli lavori di ristrutturazione, credo che in 20 massimo 30 giorni si possa attivare il reparto”.

Il ‘Forlanini’ potrebbe essere un polo anche per i pazienti proveniente dal sud Italia spiega il Prof. Martelli. “La situazione al sud è sicuramente peggiore, se nel Lazio abbiamo carenza di posti terapia intensiva le regioni meridionali sono quasi totalmente sprovviste”. Il medico è ottimista ma non crede che il virus abbia vita breve. “Non siamo arrivati al picco massimo, come tutte le malattie segue la curva di Gauss, grande impennata e poi discesa a campana, questa è la fase di ascesa, il picco lo dobbiamo raggiungere”. Un appello ai giovani ed al loro senso di responsabilità. “Capisco che è difficile ma cominciate a stare a casa, prendete un libro e leggete o fate altro, solo così si può isolare la diffusione del virus”.

L’intervista: https://www.youtube.com/watch?v=s8GKyY123_Q

Pierluigi Bussi

Pierluigi Bussi è giornalista dal 2003 e inviato in zone di guerra e all'estero. E’ stato, tre gli altri paesi in Afghanistan e Tunisia. Si è laureato in Relazioni Internazionali presso L’Università La Sapienza di Roma con approfondimenti sui conflitti nel Corno d’Africa e Medio Oriente. Da anni segue le sorti politiche e sociali afgane. Tra i vari ruoli ricoperti è stato capo redattore del mensile Europe Today, ha collaborato con i quotidiani Pubblico, Roma News, Il Mezzogiorno d’Italia, con approfondimenti in materia di politica estera. Ha scritto, inoltre, per Storia in Network. Attualmente collabora con la Repubblica e La Stampa.

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