LA CAPITALE DANESE, META DI TURISTI È ALL’INSEGNA DEL GREEN. UNA CULTURA A LUNGO COLTIVATA CHE L’HA PORTATA AD ESSERE ALL’AVANGUARDIA PUR MANTENENDO IL SUO STILE

Copenaghen – Come tutti i luoghi che si affacciano sul mare, Copenaghen ha subito, subisce e subirà l’influenza dell’acqua. Grazie alla quale, oltre ad un fascino naturale, la città gode ancora di attività turistico/commerciali che la portano ad essere una delle capitali più amate e visitate d’Europa. Merito di una certa eleganza nel costruire edifici, nell’intendere il trasporto pubblico. Di uno stile di vita che richiama tutte le città del nord.

Merito anche del clima non generoso che invoglia a stare molto a casa o nei tantissimi locali della capitale danese dove ci si ritrova in compagnia e con davanti una bevanda calda tra le mani. Il sole dà precedenza alla pioggia ed al vento e per questo forse più apprezzato quando i raggi illuminano la città e tutto cambia aspetto. I palazzi colorati lungo il molo, i battelli pronti a salpare e ad attraversare i canali, consentendo di gettare qua e là lo sguardo alle viuzze tra le quali spiccano le guglie delle chiese.

Anche Copenaghen, come il resto d’Europa, durante la seconda guerra mondiale fu occupata dalle truppe tedesche per cinque lunghi anni. Dalla fine del conflitto, da villaggio marinaro, la città ha saputo trasformarsi fino a raggiungere gli attuali circa 600mila abitanti. Negli anni ’70 il volo verso una capitale moderna ed efficiente in particolare nei trasporti e dal 1962 il prestigio di aver istituito per la prima volta la pedonalizzazione di un centro storico. La capacità di essersi organizzata sotto tutti i punti di vista, ha portato Copenaghen ad essere anche tra le città mete preferite anche da chi cerca un lavoro. Tanto che sono numerose le etnie perfettamente integrate. Cultura e turismo ma anche sostenibilità ambientale sono preziose prerogative di un luogo che guarda al futuro, conservando uno stile personale ben intrecciato con la modernità. Edifici storici si alternano ad altri dal design e dall’architettura futurista.

E, a proposito di mare… nei pressi dell’hotel Admiral (nel 1700 un granaio) sul molo ci sono delle cabine in legno nelle quali svestirsi per fare un tuffo nell’acqua gelida per poi tuffarsi nelle grandi vasche con acqua calda dove gustare un drink e uno snack. Anche questo è Copenaghen. Come non andare a trovare la Sirenetta, sul lungomare della città. L’autore danese Hans Christian Andersen scrisse la favola nel 1837. Nel 1909, Carl Jacobs (mecenate e proprietario della birra Carlsberg), profondamente colpito dalla tragica storia d’amore rappresentata nel balletto “La Sirenetta”, commissionò allo scultore Eriksen una statua della sirenetta per abbellire il porto della città. Per raggiungerla, dal molo, si arriva ad un grande parco e, come è capitato a noi, in una splendida giornata di sole, lo scenario è semplicemente fantastico. Gli alberi fioriti, i prati verdi, i ruscelli azzurri, tutto è favola. 

E, per ogni favola che si rispetti, il palazzo reale è lì in una sorta di piazzetta con le celebri guardie dal singolare copricapo, pronte al cambio della guardia. Amalienborg è un castello reale a tutti gli effetti, anche se non ha torri e guglie. È la residenza invernale della regina ed è anche sede del famoso balcone, dal quale la famiglia reale saluta i convenuti. Un palazzo reale visitabile dove c’è di tutto: dai giochi per bimbi di antica data ai cimeli importati da paesi esotici alle splendide collezioni di porcellana a ricordo di pranzi sontuosi. E poi c’è Tivoli, parco di divertimenti suddiviso in sezioni che ricordano Cina, Giappone, Turchia etc…. Persino le toilette, una per ogni Paese rappresentato, ricalcano ogni singolo stile. Tivoli è il più antico parco di divertimenti del mondo e per chi vuole provare l’ebbrezza delle attrazioni, ecco le strazianti montagne russe Deamon. Il meraviglioso Castello di Kronborg a Elsinore, a 10 minuti di treno da Copenaghen, è uno dei più importanti castelli rinascimentali del Nord Europa. Conosciuto in tutto il mondo per l’Amleto di Shakespeare, questo castello ogni anno è visitato da circa 200mila persone, tra danesi e turisti provenienti da ogni parte del mondo.

LA CITTÀ HIPPIE

Qui il tempo si è fermato. Christiania Una trentina di ettari con bancarelle hippie, street art, caffè d’altri tempi, e la famosa “pusher street”. Verso pranzo è l’ora del Copenaghen Street Foodun mercato del cibo di strada dove per pochi euro si può scegliere tra decine di food-truck diversi. È nata nel 1971 ed oggi conta 50 collettivi diversi prevalentemente dediti all’artigianato e ad attività teatrali/musicali. C’è un asilo, una panetteria, una tipografia, una radio, laboratori, cinema. Si suona, si fuma (solo roba leggera) si vive in comunità.