Il Premier ha difeso le politiche del governo, basate sui concetti di sovranità e popolo richiamati nella Costituzione; e ha presentato all’Assemblea gli obiettivi interni e internazionali dell’Italia.

 

New York – Ieri, mercoledì 26 settembre, il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte ha parlato per la prima volta all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il principale organo dell’ONU, nella Grande Mela. Il discorso è durato poco meno di dieci minuti, nei quali Conte è intervenuto sui vari temi delle Nazioni Unite e dell’azione del governo italiano, pensando alle sfide della contemporaneità.
«In un contesto globale sempre più frammentato e multipolare servono multilateralismo e Nazioni Unite rafforzate», ha dichiarato Conte, ammonendo la platea sul fronte dei migranti. Il Premier ha mostrato un’Italia abbandonata nel salvataggio delle vite umane nel Mediterraneo, invocando una responsabilità condivisa nella gestione dei flussi migratori. «Il rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo è uno dei pilastri sui quali si fonda la Repubblica Italiana; il nostro faro, anche e soprattutto oggi che siamo chiamati ad affrontare le sfide immani poste dalle gravi e prolungate crisi nell’area euro-mediterranea, inclusi i flussi migratori», ha assicurato Conte. Che, promuovendo la candidatura dell’Italia al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, ha aggiunto: «da anni l’Italia è impegnata in operazioni di soccorso e salvataggio nel Mar Mediterraneo e ha sottratto così alla morte decine di migliaia di persone, spesso da sola, come è stato più volte riconosciuto dalle stesse istituzioni europee quando affermarono che l’Italia aveva salvato l’onore dell’Europa. I fenomeni migratori con i quali ci misuriamo richiedono una risposta strutturata, multilivello e di breve, medio e lungo periodo da parte dell’intera Comunità internazionale. Su tali basi sosteniamo i Global Compact su migrazioni e rifugiati». «Si tratta di una sfida che può e deve essere raccolta con un approccio di responsabilità condivisa, in una logica di partenariato tra Paesi di origine, transito e destinazione dei flussi, che tenga conto dell’esigenza prioritaria di garantire la dignità delle persone ma anche con la ferma determinazione di combattere chi questa dignità e la stessa esistenza calpesta con il traffico di esseri umani» ha continuato.
Riguardo il contributo italiano al lavoro delle Nazioni Unite e alle missioni di pace nel mondo, Conte ha rivendicato il ruolo dell’Italia parlando della prossima conferenza di pace sulla Libia che si terrà nelle prossime settimane: «l’Italia ospiterà una Conferenza sulla Libia che avrà come obiettivo principale proprio quello di sostenere un percorso politico condiviso tale da contribuire a stabilizzare politicamente il Paese. Tale percorso sarà fondato sul più ampio coinvolgimento degli stessi attori libici, che restano i padroni del loro destino, e sulla centralità delle Nazioni Unite, il cui Piano d’Azione costituisce l’elemento verso cui far convergere i contributi dei principali stakeholders internazionali e regionali». Secondo il Presidente del Consiglio italiano sarà necessario riformare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il quale non può più prescindere dall’esigenza che «ogni membro della famiglia umana possa riconoscere nelle Nazioni Unite una reale leadership globale a cui guardare con rinnovata fiducia».
Quello del Premier è stato un discorso anche a difesa del nuovo esecutivo giallo-verde, osservato speciale a livello internazionale e spesso visto come minaccia alla democrazia e ai suoi valori. Conte ha chiaramente respinto ogni accusa: «quando qualcuno ci accusa di sovranismo e populismo, vorrei ricordare che sovranità e popolo sono richiamati dall’articolo 1 della Costituzione, ed è in quella previsione che interpreto il concetto di sovranità e il suo esercizio da parte del popolo. Non considero, prima ancora che politicamente, moralmente accettabile un’azione di governo che non si preoccupi adeguatamente di assicurare a tutti i cittadini condizioni di vita eque e pienamente dignitose». Poi la rassicurazione verso gli alleati:  «tale impostazione non modifica la tradizionale posizione dell’Italia all’interno della comunità internazionale e di conseguenza nei confronti delle Nazioni Unite. Sicurezza, difesa della pace e dei valori che meglio la preservano, promozione dello sviluppo e dei diritti umani sono obiettivi che condividiamo e vogliamo continuare a perseguire con coraggio e convinzione, dal piano nazionale a quello globale».
L’avvocato difensore degli italiani ha definito infine l’obiettivo del futuro che tutti dovrebbero porsi all’Onu: «Vogliamo Nazioni Unite vicine alle persone, in grado di rispondere alle loro esigenze di sicurezza e di benessere, pronte a proteggerle dalle insidie della globalizzazione, che offre molte opportunità ma è capace anche di produrre effetti perversi. Sono queste le medesime priorità che il governo italiano ha posto alla base della sua azione».

Gli altri temi del discorso
Durante la conferenza stampa Conte ha parlato anche delle misure interne al Paese dell’esecutivo. Primo punto il reddito di cittadinanza, come «capitolo importante» dell’azione del suo governo: «non potremmo perseguire una manovra economica con 4,7 milioni di poveri,  non adottando misure adeguate che possano recuperare le persone “drop out”, tagliate fuori, al circuito del lavoro e di una vita economica e sociale piena». Interpellato dai giornalisti ha risposto deciso: «Reddito di cittadinanza? Recuperiamo 4,7 milioni di poveri. Ci sarà il reddito di cittadinanza in manovra? Noi siamo attenti alla giustizia sociale. Ci adopereremo per recuperare 4,7 milioni di poveri».
Sul deficit, tema delicato e di scontro tra Governo, ministero dell’Economia e Unione Europea, Conte ha detto, parlando dal floor del New York Stock Exchange ai microfoni di Cnbc: «supererà il 2%? Non do numeri sino a quando non delibereremo. Lo saprete dopo il Consiglio dei ministri. Con la manovra ci sono tutte le potenzialità per crescere, dobbiamo solo intervenire per liberare le risorse economiche per un piano infrastrutturale serio».
In campo internazionale Conte si è soffermato su tre situazioni complesse da risolvere: sulla questione siriana, il premier ha spiegato che «il lungo conflitto che da sette anni tormenta la Siria dimostra tutti i limiti delle soluzioni militari» e che «abbiamo il dovere di sostenere l’azione dell’Onu e del suo inviato De Mistura»; sull’Iran, «vanno evitate crisi geopolitiche gravi, l’Italia è in linea con la Ue sull’Iran». Il Premier successivamente ha incontrato proprio il Presidente dell’Iran Rohani, a margine dell’Assemblea Onu.
Terzo punto il Caso Regeni: incontrato il presidente egiziano Al Sisi, Conte ha ottenuto il sostegno del Cairo alla conferenza, oltre al rinnovato impegno a far luce sulla morte di Giulio Regeni. Lo ha detto lo stesso presidente italiano: «Ad Al Sisi ho chiesto verità e giustizia, e che i colpevoli vengano portati in Tribunale. Al Sisi mi ha dato assicurazioni».

 

Emanuele Forlivesi