Storie dall'Italia

Consegna del diario “io sono un soldato” e discorso del Generale di Brigata Giuseppe FARAGLIA

E’ stato consegnato lo scorso 10 luglio, a premessa del giuramento dei Volontari in ferma prefissata di un anno (VFP-1) dell’Esercito Italiano, appartenenti al 1° blocco del 2019, il diario “Io sono un Soldato

Il diario – simbolo di una generazione che tramandava per iscritto le proprie memorie – nasce allo scopo di rimarcare l’importanza e la trasmissione di quei valori e quegli ideali che, senza memoria, rischiano di andare persi.

La consegna del diario è avvenuta a seguito del coinvolgente discorso del Generale di Brigata Giuseppe Faraglia: Comandante della Scuola di Fanteria; Istituto di formazione dell’Esercito Italiano da cui dipendono i Reggimenti Addestrativi tra cui anche il 17°Reggimento “Acqui”.

Il Generale di Brigata Giuseppe Faraglia durante il Suo discorso ai giovani allievi.

 

“Se siete qui, è perché avete l’aspirazione di provare a fare qualcosa di importante: essere un Soldato. Chi vi accoglie vuole dare un significato simbolico importante a questo momento. Il diario, nelle vecchie società, era il passaggio simbolico delle esperienze e delle tradizioni morali. Oggi, con un piccolo gesto, è questo che cerchiamo di sottolineare. Il mio augurio è che al termine del corso basico possiate affrontare la vostra vita di soldati con grande onore, con qualcosa dentro che sia anche il senso di ciò che volete dalla vita. A prescindere dal tempo in cui indosserete l’uniforme, fosse anche solo un anno, fatelo con onore e con valore, perché un soldato è di valore se si fa trovare pronto, se trasmette sicurezza ed è un punto di riferimento per chi lo guarda”.

 

 

 

I Comandanti e gli Istruttori, primi responsabili della crescita professionale e morale dei VFP-1 dell’Esercito Italiano, hanno distribuito – ai giurandi – il diario; simbolo di valori ed identità, allo scopo di ricordare – ad ogni giovane soldato – le virtù a cui ispirarsi per onorare se stessi, l’Uniforme ed il Paese.

Cosa voglia dire essere giovani, possiamo scoprirlo solo dai più giovani; quelli che si ritrovano a fare scelte difficili e impegnative in prospettiva della loro vita futura.

Ogni generazione si ritrova a vivere in un mondo preconfezionato da noi adulti che – sbagliando o agendo bene – abbiamo creato la società in cui son tenuti a vivere.

In quest’ottica, diviene fondamentale mostrare ai giovani validi esempi, risvegliando – nel loro animo – curiosità, amor proprio, valori e identità.

Come sottolineato dal Generale di Brigata Faraglia durante il suo discorso: è importante essere leali con i giovani e con le loro aspettative future facendoli vivere in una società onesta.

E l’onestà, se non è un valore innato, come si insegna ai giovani che si apprestano a vestire l’Uniforme ma anche a quelli che – in altre vesti – varcheranno la soglia della società ed il mondo dei grandi?

L’esempio, resterà sempre il modo migliore di tramandare determinati valori ed insegnamenti, quello che – una volta – facevano i vecchi con i giovani, quello che i libri – certi libri di spessore – fanno con i lettori, quello che il diario – il diario “io sono un soldato” – si premette di fare con i giovani che si accingono a giurare fedeltà alla Patria e quello che i Comandanti, con onere e onore, trasmettono ai propri uomini. Ed è questo il focus del toccante discorso del Generale di Brigata Faraglia; uomo e Comandante di uomini che credendo fermamente nei giovani e guarda a loro come ad una risorsa – inesauribile – per il Paese.

 

 

di Maria Perillo

Maria Perillo

Maria Perillo è nata a Napoli il 07.12.1983. Graduato dell’Esercito Italiano, blogger, scrittrice e Life Coach. Appassionata di tecniche della comunicazione, attualmente studia presso una scuola di leadership e tecniche di comunicazione

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