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COME MANZONI LI AVREBBE VOLUTI

IN LIBRERIA IL CAPOLAVORO DELLA LETTERATURA ITALIANA IN PROSA, CON UNA RIPROPOSTA DELLE ILLUSTRAZIONI DI GONIN, COME AVREBBE VOLUTO L’AUTORE MILANESE

Roma – Qualche mese fa il premier Matteo Renzi, rivolgendosi agli studenti della Libera Università Internazionale degli Studi Sociali “Guido Carli”, affermava convinto che la lettura dei Promessi Sposi dovrebbe essere proibita per legge, come già sostenuto da Umberto Eco a proposito della scarsa efficacia con cui il grande romanzo riesce da sempre a far presa sulle classi di ragazzi, probabilmente ancora inadatti per via della giovane età a coglierne il messaggio. «La penso come Umberto Eco» diceva Renzi «I Promessi Sposi andrebbero proibiti per legge, perché una volta proibiti diventano affascinanti, e si rivelano essere un capolavoro assoluto».

I Promessi Sposi nelle illustrazioni di Gonin

I Promessi Sposi nelle illustrazioni di Gonin

Con l’inizio delle scuole, e quello della sessione accademica di settembre, va segnalato che da non molto in libreria è tornata un’ulteriore versione del capolavoro manzoniano che si prefigge l’obiettivo di far riscoprire ai lettori l’opera degli sposi promessi, e solo alla fine riuniti in base ai piani della ‘provida sventura’, nella modalità voluta da Manzoni. Bur ha infatti pubblicato un’edizione dei Promessi Sposi intervallata dalle illustrazioni del pittore piemontese Francesco Gonin. Quest’ultima, diretta dal prof. Francesco de Cristofaro, docente di critica letteraria e letterature comparate presso l’ateneo partenopeo Federico II, ha potuto contare sull’apporto di un gruppo di studiosi multidisciplinare, tra cui si annoverano Matteo Palumbo, Giancarlo Alfano, Marco Viscardi e Nicola De Blasi.

E il risultato finale garantisce la realizzazione dello scopo centrale di tutta l’operazione: riconfermare l’insegnamento, peraltro attualissimo, del testo manzoniano attraverso tematiche e personaggi, in aggiunta a un originale intervento critico su aspetti stilistici, linguistici e concettuali, all’inclusione della Storia della Colonna infame – vera conclusione di tutto il romanzo, oltre che necessario racconto sulla drammatica realtà storica dei processi agli ‘untori’ – e, per la prima volta, a un’analisi accurata dei disegni di Gonin. Non tutti sanno, va detto, che tali illustrazioni furono volute dallo scrittore milanese e ritraggono momenti, luoghi e protagonisti fondamentali per il racconto nell’edizione definitiva, la cosiddetta ‘Quarantana’.

Dunque un’ottima occasione per chi ha già letto il romanzo manzoniano oppure per chi non ha ancora avuto modo di farlo, ignorandone l’utilità e quella grandezza che, al di là di ogni polemica e legge, dovrebbe essere riconosciuta indispensabilmente.

Simona Cappuccio

Simona Cappuccio

Laureata in Italianistica, le sue grandi passioni sono la letteratura, il cinema, il teatro, la scrittura creativa. Ha collaborato per anni con magazine online di letteratura e critica cinematografica. Lavora inoltre come ufficio stampa nell'ambito formazione.

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