Editoriali

CLICKBAIT: ESCA DA CLICK

Dopo il giornale, la radio, a Tv ed il cinema, è arrivato internet e tutte le piattaforme massmediali ad esso relative. Insomma, nuovi e sempre più potenti mezzi di informazione. Se è pur vero che la capacità umana di condividere notizie e informazioni sia aumentata in maniera esponenziale, allo stesso tempo si è assistito ad un forte calo della qualità dell’informazione veicolata dai nuovi mezzi di comunicazione. Un punto a favore della televisione e della radio sta probabilmente nel fatto che il numero di informazioni veicolabili da tali mezzi è limitato, anzitutto dal tempo che il mittente ha per inviare l’informazione al ricevente. Per quanto riguarda i giornali cartacei, invece, il punto a favore sta nel fatto che essi sono limitati nello spazio. Limite spaziale e limite temporale rappresentano un punto a favore in quanto possono spingere i mittenti a portare maggior attenzione alla qualità dei prodotti offerti (e quindi alle informazioni veicolate) dal momento in cui, appunto, non possono materialmente scrivere o mandare in onda qualsiasi cosa. Con internet questi limiti sono stati superati.

Tale superamento rappresenta però una medaglia con due facce. Una negativa e una positiva. Da un lato, la possibilità per chiunque di poter caricare sul Web qualsiasi informazione, senza doversi preoccupare di alcun limite fisico, è certamente un qualcosa di positivo. Non è assurdo sostenere che ne abbia giovato la libera informazione e il libero pensiero; per non parlare della possibilità che il Web offre di istruirsi comodamente da casa. Dall’altro lato, però, la possibilità di poter scrivere e caricare veramente di tutto ha creato un veicolo dell’informazione a tal punto sovraccarico che, nel tempo, si è assistito ad una vera e propria corsa allo sviluppo dei migliori mezzi per poter spiccare in questo enorme bacino di informazioni. Una sorta di corsa agli armamenti: chi trova il miglior modo di farsi notare e di ricevere un click, vince. Non importa quanto la notizia o l’informazione sia veritiera, l’importante è ricevere quel click, quel “mi piace”. Inutile dire quanto trovare una fonte attendibile sia ormai cosa ardua.

Il clickbait è probabilmente una delle più fastidiose tra queste armi. Si tratta fondamentalmente di utilizzare titoli accattivanti e sensazionalisti solo ed esclusivamente per attirare più utenti possibile, facendo leva sull’emotività di questi. Il Clickbait, come dice il nome, è difatti una vera e propria esca da click, o meglio, un’esca per polli (si pensi che molto spesso gli articoli clickbait riportano notizie nient’affatto legate al titolo dato all’articolo o, addirittura, false). Purtroppo non c’è ancora una regolamentazione adeguata a limitare questo genere di fenomeni e, così, la qualità dell’informazione reperibile dal Web non fa che calare. Non resta che sperare che al più presto si riesca a trovare una soluzione per i vari clickbait, per le bufale e per tutti coloro che, credendosi furbi, non fanno altro che rendere il Web un posto sempre più confusionario.

Federico Molfese

Federico Molfese

Laureato in Relazioni internazionali presso l’Università di Roma La Sapienza, ha approfondito i suoi studi seguendo un master in Mediazione interculturale e interreligiosa presso l’Accademia di Scienze Umane e Sociali di Roma. Appassionato di geopolitica e attento a temi quali diritti umani, dialogo nelle sue più svariate forme, fondamentalismi e metodi per la risoluzione dei conflitti, ha svolto diverse conferenze presso alcuni istituti scolastici di Roma. Attraverso un periodo di stage presso l’Onlus “InMigrazione”, nel campo dell’accoglienza dei migranti in territorio nazionale, ha potuto ulteriormente approfondire la sua conoscenza riguardo il rapporto che intercorre tra lo Stato italiano, l’Unione Europea ed il fenomeno migratorio. Per diletto si interessa allo studio delle religioni e della simbologia sacra, nonché all’insegnamento di diverse discipline marziali. Ama storie fantasy di autori come Tolkien, Michaele Ende, Jule Verne e Stevenson e nutre una grande passione per la scrittura.

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