Un jukebox letterario ha fatto innamorare la Sicilia proponendo poesie d’autore al posto di brani musicali. L’idea è di Mauro Cappotto, assessore alla cultura del comune di Ficarra e insegnante, pronto a portare il cimelio nei licei della regione.

Messina – Simbolo di una generazione passata, il jukebox ha animato le romantiche serate di un passato non poi così lontano. Icona giovanile della musica on demand, rivive oggi a Messina offrendo versi al posto di note. Mauro Cappotto, insegnante di Storia dell’Arte al liceo di Capo d’Orlando e Assessore alla cultura del Comune di Ficarra, ha rinnovato un jukebox originale degli anni Ottanta variandone l’offerta sonora. Il risultato del remake è stato a lungo conservato presso la Stanza della Seta del Museo di Palazzo Milio, sede di una collezione d’arte contemporanea e spazio riservato alle residenze d’artista.

Da Bufalino a Brancati, passando per Piccolo e Pirandello, sono molti gli scrittori le cui parole riecheggiano a Messina tramite la voce di professionisti del mestiere ma anche studenti e persone comuni. L’ascolto prende avvio con una semplice quanto originale monetina da 500 lire, che, portatrice di una memoria passata, contribuisce all’integrità della sua magia. Quanto sia stato inaspettato il successo del jukebox letterario è ben chiaro dalle parole del suo ideatore, Mauro Cappotto, pronto a diffonderne l’incanto attraverso un progetto itinerante che lo porterà in 15 scuole siciliane nel corso dei prossimi tre anni.

Si tratta di un jukebox funzionante degli anni ’80. Da dove viene e come è avvenuto riadattamento per il passaggio dalla musica alla poesia?

Sì, l’ho acquistato a Pescara tramite Internet. Semplicemente abbiamo registrato poesie lette da attori, giovani, studenti. Alla fine il Jukebox è rimasto invariato. Sono state modificate solo le copertine sul display del jukebox. È rimasto anche con le monete da 500 lire. È stato modificato molto poco. L’idea era quella del riuso di un oggetto.

Quali sono stati i criteri per la selezione dei testi da inserire nel Jukebox?

Io dirigo un centro letterario, un piccolo museo di arte contemporanea con residenze d’artista. All’interno c’è uno spazio dedicato a un autore siciliano, Enzo Piccolo, dove è nato questo jukebox. L’idea è soprattutto legata alla creazione di percorsi di poesia, possibilmente legati ad autori del ‘900 siciliano anche attraverso interconnessioni. C’è, ad esempio, un percorso sul vento.

Com’è nata l’idea di un Jukebox letterario?

L’idea è nata alla fine del 2014. Accanto alla Stanza della Seta c’è un caffè letterario, pensavo a un modo per sfruttare lo spazio anche in assenza di artisti. Il jukebox è stata un’idea per intrattenere i visitatori in assenza di eventi organizzati.

Quale è stata la reazione del pubblico?

Straordinaria. Il jukebox coniuga anche altre dimensioni con quella della poesia. Penso soprattutto alle persone della mia generazione, io sono un cinquantenne, e siamo un po’ tutti legati al jukebox con le canzoni, gli affetti, l’amore e i ricordi. È stato davvero interessante in questo senso, ancor di più con gli studenti.

Nel 2019 il jukebox approderà nelle scuole…

Sì, stiamo partendo ora con un progetto pilota nella scuola in cui insegno, il liceo Lucio Piccolo. Abbiamo già messo il jukebox nell’androne, vicino le macchine delle merendine, delle bevande. I ragazzi stanno cominciando ad usufruire del jukebox e ad ascoltare i brani che ci sono all’interno, poi cominceremo nella fase operativa con degli studi e a far registrare agli studenti le poesie. Alla fine ci sarà un momento di condivisione fra di loro. Questo progetto è stata concepito come itinerante, raggiungerà 15 scuole siciliane nel corso di 3 anni.                                                         

Serena Mauriello