IL CONDUTTORE TV LASCIA UN VUOTO DIFFICILMENTE COLMABILE. SERIO PROFESSIONISTA, AVEVA EDUCAZIONE E PROFESSIONALITÀ, DONI RARI CHE LO AVEVANO PORTATO GIOVANISSIMO ALLA RIBALTA A PARTIRE DALLE TRASMISSIONI PER I PIÙ PICCOLI FINO ALLA PRIMA SERATA

Roma – Uno di casa. Come un amico che bussa alla porta chiedendo permesso e con il suo largo sorriso e la sua educazione chiede di poter entrare.
Questa l’immagine che lascia Fabrizio Frizzi, scomparso a 60 anni ma che in realtà non aveva età tanta era la sua voglia di vivere, tanto era l’amore per il suo lavoro e tanto quanto altrettanto fosse l’amore per la sua Carlotta e per la sua Stella di soli cinque anni.
Tra la schiera dei conduttori della generazione che ha sostituito i Bongiorno, i Corrado, i Tortora ed i Baudo, Frizzi era forse quello che racchiudeva il meglio dei suoi predecessori.
Eleganza, stile, simpatia, professionalità, tutto quadrava alla perfezione ed una immagine di bravo ragazzo che fotografava appieno quello che lui era.
In tempi in cui la volgarità e la supponenza la fanno da padroni, Fabrizio Frizzi rappresentava l’uomo senza tempo, quello che non ha bisogno di gossip per vivere, quello che non vive di Instagram a tutti i costi e che è consapevole di fare un mestiere sì, un po’ speciale e privilegiato ma pur sempre un mestiere.

Quel malore dello scorso ottobre ha messo il freno all’entusiasmo di aver trovato appagamento in un’età non proprio giovanile; un completamento alla sua esistenza così piena eppure così breve.
Un malore che lo aveva segnato ma aveva fiducia e appena ha potuto è tornato al suo lavoro a L’Eredità. A disposizione del pubblico e della Rai, come un impiegato per i suoi utenti e per la sua azienda.
Qualche dubbio lo aveva: “Non è ancora finita. Se guarirò – sottolineò – racconterò tutto nei dettagli, perché diventerò testimone della ricerca. Ora è la ricerca che mi sta aiutando”.
Ed invece una emorragia cerebrale gli ha tolto questa possibilità che, ancora una volta, dimostrava il suo carattere, la sua indole. Salvarsi certo ma anche per poter aiutare gli altri.
Una carriera in crescendo di pari passo con la sua età. Dalla TV dei ragazzi, e lui era ragazzo, agli spettacoli di prima serata, del sabato sera. Citiamo a memoria “Scommettiamo che?”, “Europa Europa” e poi il quiz e l’accoglienza dei concorrenti che trovavano in lui un cortese padrone di casa.
Sempre pronto a prendere parte a manifestazioni di solidarietà, dalle partite del cuore alle maratone Tv per la ricerca.
Un percorso non solo come testimonial ma come persona ed infatti nel 1994 Frizzi aveva fatto un prelievo del sangue e si era iscritto nel registro dei donatori di midollo osseo. Compatibile con una bambina malata di leucemia, donando il suo midollo le salvò la vita.
Facile il gioco di parole ma è così: Fabrizio lascia una bella eredità.