Dossier

CHI SARA’ SINDACO?

I due candidati a sindaco di Roma sono al rush finale dopo i due faccia a faccia televisivi che ne hanno delineati i caratteri

Roma- E ballottaggio sia. Roberto Giachetti, sostenuto dal centrosinistra (ma non dalla cordata Fassina) o Virginia Raggi, esponente del Movimento 5 Stelle?

Non si scappa, dalle urne domenica 19 giugno, deve uscire il nuovo sindaco di Roma. Come accade alla vigilia di ogni ballottaggio che si rispetti, i candidati sconfitti propongono ai propri sostenitori chi votare.

A periodo storico anomalo e a campagna elettorale anomala (e lo abbiamo visto) corrispondono proposte anomale. E allora c’è chi annuncia di votare scheda nulla (Alessandro Onorato della lista Marchini) e lui Alfio che fa? L’imprenditore dice e non dice, non prende posizione ufficiale ma… “Dobbiamo dare un’indicazione chiara e precisa: noi saremo dalla parte da chi dimostrerà concretamente di amare Roma, aderendo ai nostri punti programmatici. Se uno dei due candidati dimostrerà con i fatti e non a parole di aderire al nostro programma, avrà il nostro appoggio“. Come dire, votate chi volete poi ce la vediamo in aula.

Giorgia Meloni, perso il ballottaggio, annuncia che non vota né Giachetti né Raggi. Mentre il suo alleato Matteo Salvini afferma: “Votare tutto tranne Renzi e il Pd”. Dunque Meloni e Salvini separati in casa.

A proposito di centrodestra, c’è l’area berlusconiana che alle elezioni del 5 giugno ha sostenuto Marchini sindaco. E adesso che fa? Annuncia scheda bianca. Il suo alleato Gasparri invece… “non andrò a votare”.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che si era apertamente schierata con una apposita lista a favore di Afio Marchini, per il ballottaggio annuncia di sostenere Giachetti. C’è poi Stefano Fassina e Sinistra italiana e anche lui è sicuro “non sosterrò ne la Raggi né Giachetti”. Quindi o nulla o bianca o non va a votare.

Identificarsi con chi? Seguire il portavoce del proprio partito? Oppure sciogliersi da lacci e lacciuoli e andare per la propria strada?. Come? Leggendo i programmi dei due candidati per esempio.

Questi ultimi giorni di campagna elettorale intanto hanno portato al primo faccia a faccia pubblico anche se televisivo. Domenica scorsa su RaiTre a “1/2 ora” di Lucia Annunziata. E a quello “spettacolare” dalla piazza del Campidoglio, su Sky, giovedì sera.

Senza scomodare un esperto di psicologia o di linguaggio del corpo, possiamo dire di aver avuto conferma in merito ad alcuni aspetti che riguardano le figure dei due contendenti alla poltrona di primo cittadino della Capitale.

Dando precedenza alla donna, di Virginia Raggi salta subito all’occhio la calma serafica. La pentastellata non si scompone mai nemmeno nel tono della voce, pacato, sicuro. Qualche tentennamento davanti a Palazzo Senatorio.

Roberto Giachetti è l’opposto. Da sempre appassionato, istrionico, sincero, l’attuale vice presidente della Camera ha contrastato e rispedito al mittente ogni tentativo della Raggi di farlo oscillare.

Peccato però che come per le strade, nei salotti Tv e sui giornali, il discorso sia stato troppo incentrato sulla candidatura o meno di Roma alle Olimpiadi del 2024. Pensiamo che quella dei Giochi Olimpici possa essere un’occasione per migliorare molte cose della città così come lo è stato nel 1960 e come è stato con il Giubileo. E su questo pensiamo tutti siano d’accordo anche se qualcuno non vuole ammetterlo.

Incentrare però tutto su questo evento, tralasciando la descrizione dei programmi dei due candidati, è francamente riduttivo e demagogico.

Già, i programmi. Giachetti annuncia di voler dare più luce alla Capitale “città buia” dal centro alle periferie. Ed ancora di risanare (e non soltanto dal punto di vista economico ma anche morale) Atac ed Ama.

L’altra questione, quella al centro delle campagne elettorali degli ultimi anni e non solo a Roma, è la faccenda campi Rom.

La Raggi parla di censimento e di mandare a lavorare chi è in grado di farlo. Giusto. Ma come possa avvenire all’atto pratico la chiusura dei campi, in realtà non lo ha detto chiaramente e non lo dice a tutt’oggi, nessuno. Tranne Matteo Salvini che manda le ruspe.

A Roma, come in altre località del Bel Paese, nei campi ci sono almeno due generazioni di italiani. Italiani e non comunque bisogna seguire le direttive europee.

È chiaro che, per togliere baracche e container, è necessario dare in alternativa, una casa. Come? Dove? Facendo partecipare ai bandi pubblici per alloggi popolari chi ne ha diritto per esempio. Apriti cielo! E chi è in attesa da anni tra anziani, sfrattati e disagiati non Rom? La vogliamo chiamare polveriera o guerra tra poveri? Su questo tema nessuno purtroppo mette le carte in tavola. Questa è la verità.

Su Sky finalmente si parla di sicurezza e per la Raggi servono più vigili in strada a controllare e sanzionare. Giachetti annuncia il piano luci e più telecamere di vieosorveglianza.

Rifiuti: Raggi pensa ad Ama come ad un contenitore unico e responsabile di tutta la filiera. Giachetti ha pronte 360 zone ecodistretti.

Buche: la candidata 5 Stelle auspica norme precise sugli appalti e più imprese a concorrere. Il candidato Pd afferma che in 100 giorni attiva la centrale unica più i riferimenti municipali con gare e più garanzia ed inoltre annuncia di tenere la scottante delega ai lavori pubblici e che il designato capo del suo Gabinetto sarà Alfonso Sabella che si occuperà della legalità dei bandi.

La Raggi, nelle ultime ore, fa sapere che lo statuto 5 Stelle non le permetterà di ricandidarsi (così come prevede la legge 81) per la seconda volta. Bastano 5 anni per risollevare le sorti di Roma? No problem, perché ci penserà chi la sostituirà (in caso di vittoria pentastellata anche alle prossime votazioni).

Ed ancora annuncia “tante delibere” (e ci mancherebbe) la prima sul risanamento del debito accumulato dall’azienda Roma Capitale ipotizzando anche la soluzione di rinegoziare lo stesso debito anche a costo di non pagarlo. Lascia perplessi il fatto che la sua giunta non sia ancora pronta e che, con ogni probabilità, sarà annunciata soltanto in caso di vittoria. Si tratterà di un “governo” tecnico ma probabilmente inesperto.

Giachetti ne ha pronte 3 di delibere: autobus gratis per ultra 70enni e biglietti a metà prezzo agli under 20, poi la messa su strada di 500 bus nuovi non inquinanti e il pronto intervento contro le buche in tutti i municipi, con particolare attenzione per la questione bandi. La sua è una corsa a convincere persona per persona; quelli che al primo turno hanno votato in altro modo. Poche ore e il duello darà il verdetto.

Emanuela Sirchia

 

 

 

 

 

 

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Emanuela Sirchia

Nel 1983 si iscrive all'Università di giornalismo di Camerino. Nell'ottobre del 1988 approda al neo nato "Il Giornale di Ostia", dove rimarrà per 25 anni. Dal marzo 1991 è iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Già collaboratrice per Paese Sera, ha scritto per il giornale aziendale dell'Acea e per il settimanale Free Magazine. Dal 2008 al 2013, è nell'ufficio stampa e pubbliche relazioni del Municipio X e dal 2006 a tutt'oggi ricopre l’incarico di addetto stampa del teatro Nino Manfredi. Ha scritto di cronaca nera, bianca, sport, spettacolo, arte e cultura. Tra i personaggi da lei intervistati: Tito Stagno, l’uomo della luna, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Paola Gassman, Valeria Valeri, Gianrico Tedeschi e vari campioni sportivi come Bruno Conti, Rudi Voeller e Beppe Giannini. Per la giudiziaria, ha seguito la vicenda dei fratellini Brigida, il caso Marta Russo e l’omicidio di via Poma. E’ stata inviata per il Giubileo del 2000 e dal 1994 è accreditata in Campidoglio. Dice di sé: “ogni volto, ogni storia, ogni mostra visitata, ha lasciato un segno indelebile, esperienze di vita che non hanno eguali”.

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