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CHE BRUTTA SCOPERTA!

Statue nude dei Musei Capitolini inscatolate per non urtare la sensibilità del presidente dell’Iran Hassan Rouhani. Ennesima pessima figura…

Roma- E vai…! Per qualche giorno abbiamo di che parlare. Di cosa? Ma è ovvio, le statue nude coperte ai Musei Capitolini.

I salotti televisivi si sono affrettati a chiamare personaggi di ogni genere e così, la vicenda della visita del presidente della Repubblica dell’Iran, Rouhani, diventa un affare di Stato ed una buona occasione per l’opposizione che attacca Governo e quant’altro.

Di chi è la colpa? Chi ha preso l’iniziativa di inscatolare i capolavori capitolini per non suscitare la sensibilità dell’ospite? C’è qualcuno da licenziare? Presidente del Consiglio e ministro per i Beni Culturali dicono di non aver saputo nulla in merito e così la Soprintendenza.

Pochi in queste ore hanno ricordato che un fatto analogo era accaduto a Firenze, in ottobre, a Palazzo Vecchio dove il nudo di Jeff Koons era stato coperto con un paravento, “per non urtare la sensibilità” in quel caso, dello sceicco Mohammed Bin Zayed Al Nahyan.

Bene. Anzi, male. Esistono gli uffici dei cerimoniale che si parlano molti giorni e a volte anche molti mesi prima, proprio per mettere nero su bianco e nei minimi dettagli la visita ufficiale del personaggio di turno. Dal cibo, alle abitudini personali fino ai discorsi passando per gli itinerari da stabilire anche per ragioni ovvie di sicurezza. Ma al di là di questo, ammesso e non concesso che Rouhani o chi per lui avesse espresso di non voler vedere statue nude… beh che bisogno c’era di portarlo ai Capitolini. E poi, facendo un giro per Roma, nell’andare dal Presidente Mattarella, non ha visto che davanti al Quirinale c’è la Fontana dei Dioscuri, nudi anche loro. Non c’è passato Rouhani? E chissà se è passato in piazza della Repubblica dove altro che nudi alla Fontana delle Naiadi!!!!

Per non parlare poi del Mar’Aurelio! No, lui non è nudo, ma il cavallo sì. Insomma, sembra esserci una idiota regia e francamente la figura degli idioti viene raddoppiata dalla dichiarazione del presidente iraniano.  “Non ci sono stati contatti a questo proposito. Posso dire solo che gli italiani sono molto ospitali, cercano di fare di tutto per mettere a proprio agio gli ospiti…”.

Una considerazione, non sappiamo che titolo di studio abbia Rouhani, non sappiamo se abbia mai visto libri d’arte, fotografie della Cappella Sistina dove i nudi ad esempio non si contano così come nei capolavori di Caravaggio e via dicendo. O se non ha mai sfogliato un libro di storia.

Sappiamo che Roma e l’Italia intera hanno un patrimonio da coccolare e da difendere con le unghie e con i denti. Un patrimonio culturale da mostrare nel rispetto di tutti (reciproco) e che tutti ci invidiano. Perché gettarlo così alle ortiche?

Emanuela Sirchia

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Emanuela Sirchia

Nel 1983 si iscrive all'Università di giornalismo di Camerino. Nell'ottobre del 1988 approda al neo nato "Il Giornale di Ostia", dove rimarrà per 25 anni. Dal marzo 1991 è iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Già collaboratrice per Paese Sera, ha scritto per il giornale aziendale dell'Acea e per il settimanale Free Magazine. Dal 2008 al 2013, è nell'ufficio stampa e pubbliche relazioni del Municipio X e dal 2006 a tutt'oggi ricopre l’incarico di addetto stampa del teatro Nino Manfredi. Ha scritto di cronaca nera, bianca, sport, spettacolo, arte e cultura. Tra i personaggi da lei intervistati: Tito Stagno, l’uomo della luna, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Paola Gassman, Valeria Valeri, Gianrico Tedeschi e vari campioni sportivi come Bruno Conti, Rudi Voeller e Beppe Giannini. Per la giudiziaria, ha seguito la vicenda dei fratellini Brigida, il caso Marta Russo e l’omicidio di via Poma. E’ stata inviata per il Giubileo del 2000 e dal 1994 è accreditata in Campidoglio. Dice di sé: “ogni volto, ogni storia, ogni mostra visitata, ha lasciato un segno indelebile, esperienze di vita che non hanno eguali”.

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