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CHARLIE HA SBAGLIATO

Roma- «Inumana e immorale». Così il papà del piccolo Aylan, il bambino morto nel naufragio sulla spiaggia turca, commenta la vignetta pubblicata dal settimanale satirico Charlie Hebdo. «Oggi sono più triste di quanto ho perso lui e la mia famiglia» ha commentato Abdullah Kurdi, che poi paragona la vignetta alle azioni di «terroristi e criminali di guerra che uccidono persone innocenti e le costringono a lasciare il proprio Paese». Nella vignetta, a firma del direttore Riss, e che faceva riferimento ai fatti di Colonia, è raffigurato un migrante con la faccia da maiale che rincorre una ragazza. E la didascalia è: «Cosa sarebbe diventato il piccolo Aylan se fosse cresciuto? Palpatore di sederi in Germania».

La lotta tra satira e potere da sempre è aspra e dura. Sacrosanto il diritto di critica e di presa in giro. Ma forse in questo caso la satira non c’entra. C’entra un certo modo di sapersi comportare. E qui il piede è stato posto decisamente oltre la linea di confine del buongusto.

Mirko Polisano

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Mirko Polisano

Giornalista embedded a seguito del contingente italiano nelle aree di crisi. E'stato inviato in Kosovo, Afghanistan e Libano. Ha seguito il terremoto de L'Aquila e il G8; l'emergenza immigrazione della Sicilia, la crisi libica e la Primavera Araba, inviato in Maghreb ad un anno dalla Rivoluzione. Ha raccontato le divisioni di Belfast e gli orrori di Auschwitz e Birkenau nel Giorno della Memoria. E' autore del libro "Storie Lontane. Racconti di vita in Afghanistan". È collaboratore del quotidiano Il Messaggero.

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