LA PINETA DEL LITORALE ROMANO CONTINUA AD ARDERE , PROTEZIONE CIVILE E VIGILI DEL FUOCO IN PRIMA LINEA PER CERCARE DI ESTINGUERE I ROGHI

L’Italia prende fuoco, letteralmente parlando dal meridione al settentrione , lo stivale purtroppo si tinge di color rosso. Molteplici, infatti, i casi in questa ultima settimana di incendi nella nostra amata penisola. La cosa peggiore sembra che si tratti di una sorta di effetto domino e che, insieme ad il caldo asfissiante, anche i fumi degli incendi non accennino a cessare. Nel 2000, a 17 anni di distanza, indimenticabile l’incendio che colpì la pineta di Castel Fusano , sul litorale romano. All’epoca centinaia di ettari di verde andarono in  cenere, un campeggio fu evacuato, decine di cavalli morti carbonizzati, case incendiate, diversi senzatetto persero la vita e strade chiuse per ore. Ma l’incubo purtroppo è ritornato, e la pineta di Castel Fusano continua a bruciare. La storia ,purtroppo, si ripete e da lunedì le fiamme imperversano nell’area verde di Ostia, decine gli interventi di pompieri e protezione civile per tentare di ridurre i danni al minimo. La coltre di fumo, ormai presente da giorni, rende inoltre irrespirabile l’aria. Da Acilia ad Ostia i cittadini lamentano il forte odore di bruciato. « Abito qui vicino e con la mia famiglia sono dovuto scappare a  Roma da parenti » – ci dice Luigi, spaventato e preoccupato. Da lunedì il litorale romano ha avuto un orrendo risveglio … avvolto da una nube di fumo. La Cristoforo Colombo, strada che collega la capitale al suo mare e adiacente alla pineta, è a tutt oggi chiusa in due delle sue tre carreggiate. I roghi  sono divampati soprattutto nell’area di via del Circuito, zona più vicina all’abitato di Casalpalocco. Dopo l’incendio il paesaggio è inquietante : terra bruciata e alberi spezzati su via della Villa di Plinio, ettari ed ettari completamente distrutti. Un 63enne romano con precedenti non specifici è stato arrestato ieri dai carabinieri mentre tentava di appiccare fuoco. La persona è stata bloccata dalle forze dell’ordine e la sua posizione è al vaglio degli inquirenti. Il giorno stesso dell’incendio è stato arrestato un ragazzo di 22 anni che portava con se  fazzolettini di carta e un accendino e cercava di mimetizzarsi tra i cespugli per nascondersi.
Gli inquirenti stanno analizzando proprio in queste ore il cellulare del 22enne arrestato, in quanto sembrerebbe non essere stato solo nel compiere questo orrendo ed inspiegabile gesto. Le ricerche si stanno focalizzando sulle telefonate ricevute e fatte dal giovane prima di appiccare il fuoco. L’arrestato vive ad Ostia da due mesi, dove si è trasferito da Busto Arsizio.  Nei suoi confronti la Procura contesta, al momento, il reato di tentato incendio. Domani intanto è fissato, nel carcere di Regina Coeli, l’interrogatorio di convalida del presunto piromane fermato dai carabinieri.
«Stavamo al mare – hanno detto alcuni bagnanti – quando abbiamo visto una nuvola nera espandersi e sentito un forte odore di bruciato e così siamo fuggiti via». L’incendio a Castel Fusano ha mandato in fumo oltre 150 ettari di pineta. Legambiente Lazio si pronuncia amaramente affermando che le colpe sono da attribuire alla mancata cura del polmone verde, delle vie tagliafuoco e nel predisporre un presidio antincendio laddove ogni anno sono esplosi piccoli e grandi roghi. Ad aggravare la situazione, sicuramente, la completa assenza di precipitazioni che potrebbero quantomeno placare            questo susseguirsi di incendi.
Intanto è ancora emergenza: i focolai hanno ripreso a fumare all’interno della pineta. Proseguono, quindi, gli interventi da parte dei canadair e di tutte le autorità competenti.