Nella chiesa ‘tendone da campo’Cardinal Vallini, vicario di Papa Francesco,sollecita Mons.Andreatta:Al più presto la cappella  e lo spazio idoneo a un Oratorio per bambini, ragazzi e famiglie.Anche una modulo a San Vincenzo in Ostia Nuova, ma importante edificare con la gente dei quartieri la Chiesa dei Cuori attorno al Vangelo.

CARDINAL VALLINI:AVANTI LA CHIESA ‘FRANCESCANA’A ‘SANT’AGOSTINO’,UN MODULO A‘SAN VINCENZO’,MA LA VERA CHIESA E’ INTORNO AL VANGELO

Don Salvatore: “Invito Papa Francesco ad aprire lui stesso questa porta di legno verso il cielo e il mare”.Si struttura la comunità nata nella semplicità e ora sede della Prefettura locale. Anche stanno nascendo nuovi gruppi, le Dame dell’Unitalsi di Prefettura: dall’Anno della Misericordia ogni terzo giovedì del mese si incontrano a Sant’Agostino per il Santo Rosario

In occasione della visita del Cardinale Agostino Vallini, vicario di Papa Francesco per Roma, presso la Comunità di Sant’Agostino Vescovo, svoltasi nel periodo Natalizio, sembra davvero importante il suo messaggio rivolto non soltanto ai parrocchiani ma un po’ a tutto Territorio Lidense.

“Il Cardinale –fa sapere alla Redazione in una nota scritta dalla Segreteria particolare – sollecita Mons. Andreatta, direttore dell’Ufficio per l’Edilizia di Culto,  affinché  al più presto inizino i lavori  della cappella  e anche quelli per lo spazio idoneo a un  Oratorio per bambini, ragazzi e famiglie”.

La notizia è importante aznitutto perché la prefettura locale ha scelto da qualche tempo di ‘abitare’ ed edificarsi nella semplicità più coerente con ilVangelo e con le parole di Papa Bergoglio, presso un vero e proprio ‘tendone da campo’(addirittura la prima Cappella ‘delle Beatitudini’ fu con Monsignor Plinio Poncina oggi Parroco di Stella Maris) ed ora va strutturandosi offredo ai fedeli spazi più adeguati; secondo luogo il fatto è da sottolinearsi perché il periodo del Santo Natale, da poco concluso,  porta con sé la Buona Notizia per eccellenza, l’annuncio che fa nuove tutte le cose e a Ostia e al suo Territorio serve novità, ‘otri nuove per vino nuovo’ si direbbe: l’informazione porta dunque con sé un messaggio per tutta la Città, utile a farla splendere di più della sua Bellezza in un terreno arso dall’egoismo, dal conflitto, assetato di giustizia.

Chiesa ‘francescana’, in legno e nella Natura, per Sant’Agostino e anche verrà collocato a Ostia Nuova un modulo utile alle attività della Comunità di San Vincenzo. Questo ci riporta il Cardinale,  ma forse è ancora più importante la sua omelia la quale più che fare da contorno alla notizia attesa dai Parrocchiani e dai Cittadini del Quartiere ne è piuttosto il Cuore. Di ciò già se ne poteva dedurre dal suo saluto iniziale nel qualespecifica di essere ben attento a questo Territorio, come Ostia gli stia particolarmente a cuore. Per questo Agostino Cardinale raccomanda tutti nel comprendere come la Chiesa importante da edificare non sia delle strutture  ma quella che consente uno spazio a Dio nella vita di ciascuno di noi. Costruiamo anzitutto la Chiesa dei Cuori, dei fratelli, attorno al Vangelo.

 “Vorrei che sia Papa Francesco – dichiara in risposta al saluto  iniziale  don Salvatore Tanzillo – ad aprire la porta di legno della nuova Chiesa, tra la meravigliosa natura ostiense, una porta che si spalanca sul mare e sul cielo”.

Il Cardinal Vicario di Roma ci introduce poi nel Cuore del messaggio attraverso l’Omelia facendoci riflettere su come questa festa del Natale debba farci comprendere meglio il senso profondo delle cose nuove. Una certa visione del mondo rischia infatti di ridurla a una cosa secondaria. 

Dalle parole di Vallini emerge come sia importante non perdere il motivo vero che ci dona gioia, coraggio, voglia di fare, di impegnarci; riflettendo sulle parole del Profeta Isai, una profezia infatti sta per compiersi, comprendiamo come le parole di un profeta portano sempre la Speranza. Infatti si sofferma a sottlineare come un segno sarà dato, una vergine concepirà e partorirà l’Emmanuele. Il Profeta ci introduce a percepire un Segno di Dio. E’ importante ragionare su questo, come Qualcosa viene dal Cielo, non dipende necessariamente dalla cooperazione degli uomini, ma è un Segno che viene da Dio per tutti: è l’Emmanuele che significa ‘Dio con noi’. Quando un popolo è scoraggiato il profeta annuncia il segno di Dio, le promesse di Dio, la Speranza. 

Ecco che il Cardinale ci indica come il Cuore del Natale, il senso vero, sia proprio  questo: Dio con noi.  Non è qualcosa da consiederarsi scontata; sebbene possiamo rimanere incantati da una vita va avanti con fretta, velocità, la realtà ci fa sentire Dio distante, l’Omelia ci porta a considerare che così non è affatto anzi è necessario percepire che Dio si è fatto e si fa conoscere nella persona di Gesù di Nazaret. Come essere sicuri? La sua storia e la conclusione della sua vita. E’ passato facendo del bene e risanando tutti. E stato ucciso ed è risorto dai morti. Gesù non è semplicemente un sapiente, non è solo un saggio. E’ risorto come aveva detto. Nessun uomo può tornare dalla morte: è Dio. Non solo, ma rivela che la potenza di Dio fa risorgere. Ci troviamo di fronte ad un Mistero: Dio si fa vicino a noi, in Lui, Gesù, Dio ci è vicino. Ancora: come facciamo a sapere che  Gesù è Dio? Gesù ci appare come un benefattore dell’umanità e poi muore. E’da lì che il Vicario di Roma ci sottolinea come parta tutto: risorto cerca in tutti i modi di far capire che non è un fantasma. Questo lo ha fatto nella storia dei vangeli e lo fa oggi con ciascuno di noi. E’ la sua Pedagogia.

L’effusione dello Spirito Santo ci permette di entrare in questa esperienza. Può arrivare la Grazia di Dio, questo avviene con la nostra Fede e con il Battesimo che è la nostra Resurrezione. La cosa più importante è il giorno del Battesimo; Agostino Vallini racconta un personale aneddotto con il Papa Berglio che ha rivelato ai fratelli Cardinale come lo sia davvero per lui perché in quel giorno è rinato, come tutti i battezzati. Perché da quel giorno, disse Papa Francesco, Dio è con me. Durante la vita concreta c’è Dio con la sua Grazia. Questa una domanda fondamentale che a detta del Cardinale occorre porsi spesso.

Il Natale è iniziare da capo, di fronte alle nostre zone d’ombra, i peccati, c’è possibilità di cambiare. E questo avviene anche con un altro dono di Dio che è con noi: attraverso il ‘perdono’. Vallini lo definisce: l’Amore difficile’. Contemplare la croce sapendo che Gesù è risorto da quella morte e così io posso sapere che Dio è con me e cambia le cose.

In conclusione il Vicario di Papa Francesco per Roma ci raccomanda di riflettere su come qui a Ostia, che tutto può rinnovarsi. Ma la domanda che ci dobbiamo fare è: che spazio ha Dio in ciascuno di noi? Che significa? Che modello è per noi? Guardando intorno, alla nostra Roma, oggi che sono a Ostia, quante ingiustizie ho visto, quante cattiverie, violenze, lotte, sangue… In particolar modo mi ferisce l’aggressione alle donne. Allora mi domando: a Roma, a Ostia, dove sono i Cristiani? Si rinchiudono nelle Chiese o sentono invece un fremito dentro di loro? Questo è Cristo che è vivo.

E allora è importante interrogarsi sul senso della Comunità, anche quella di Sant’Agostino ancora senza una Struttura: il punto vero sembra snodarsi attorno al tema di edificare la Chiesa dei Cuori anzitutto, dei Fratelli, attorno al Vangelo. Questo deve rifluire nella nostra Società: Cristo deve poter entrare nelle vostre vite, non i sacerdoti,lì dove nessuno deve entrarci, E allora occorre chiamare Lui ‘Vieni Emmanuel’: questo è il Natale’.

In ultimo il Cardinale raccomanda di tener ben a mente questi giorni  accompagniamoli con il Presepe  e riflettere sulla povertà di Gesù, l’emarginazione ma anche il coraggio di Cristo che infine ha vinto la morte. Per questo alla Comunità viene indicata La Pace che però ci impegna ad essere fuori dalla Tenda, fuori per portare ‘Dio che è con noi’.