Editoriali

CAPTAIN AMERICA E POLITICA

Captain Amica: Civil War, film Marvel del 2016 diretto da Anhony e Joe Russo, non è il tipico film sui supereroi al quale si è abituati nei quali, generalmente, si assiste ad una lotta senza quartiere tra buoni contro cattivi, con la certezza matematica che i cattivi faranno una brutta fine. Al di là della spettacolarità degli effetti speciali, ormai tipica nei film Marvel, Captain America propone una trama che riesce a toccare delicate questioni etiche e politiche, nonché morali e sociali. Tra tutte queste, è probabilmente il modo in cui viene trattata la questione politica quella che più interessa. La divisione che infatti si viene a creare tra i supereroi nel momento in cui, a causa di un ennesimo disastro nel quale vengono coinvolti, subentra la necessità da parte dei normali esseri umani, di porre in essere un sistema di controllo sull’attività dei suddetti supereroi. Tale necessità di sicurezza, però, non è accolta da tutti allo stesso modo. Da un lato si schierano coloro che accettano la volontà dei comuni umani, riconoscendo autorità ai politici della Terra e comprendendo il loro ruolo di supporto e non di decisori, dall’altro, vi sono invece coloro che, non fidandosi della politica, decidono di darsi alla macchia, mantenendo massima libertà di movimento e decisione.

L’operato dei vari Thor, Capitan America, IronMan e compagni sembra quindi parlare metaforicamente dell’operato delle Nazioni più potenti. Da chi accetta l’autorità di un Organizzazione internazionale capace di mediare tra le parti e porre dei binari sui quali la libertà d’azione degli Stati possa esprimersi, a chi invece non può accettare di perdere autorità e potere in favore di un sistema che potrebbe essere veicolato da interessi, capricci, corruzione e, appunto, politica.

Capitan America, in conclusione, appare come un film denso di significato da vedere almeno una volta, senza contare che la genialità dell’opera firmata Marvel permette comunque la visione di questo prodotto sia ai grandi che ai più piccoli.

Federico Molfese

Federico Molfese

Laureato in Relazioni internazionali presso l’Università di Roma La Sapienza, ha approfondito i suoi studi seguendo un master in Mediazione interculturale e interreligiosa presso l’Accademia di Scienze Umane e Sociali di Roma. Appassionato di geopolitica e attento a temi quali diritti umani, dialogo nelle sue più svariate forme, fondamentalismi e metodi per la risoluzione dei conflitti, ha svolto diverse conferenze presso alcuni istituti scolastici di Roma. Attraverso un periodo di stage presso l’Onlus “InMigrazione”, nel campo dell’accoglienza dei migranti in territorio nazionale, ha potuto ulteriormente approfondire la sua conoscenza riguardo il rapporto che intercorre tra lo Stato italiano, l’Unione Europea ed il fenomeno migratorio. Per diletto si interessa allo studio delle religioni e della simbologia sacra, nonché all’insegnamento di diverse discipline marziali. Ama storie fantasy di autori come Tolkien, Michaele Ende, Jule Verne e Stevenson e nutre una grande passione per la scrittura.

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