Prima la lista dei giornalisti non graditi ai 5 Stelle, presentata da Luigi Di Maio all’Ordine dei giornalisti. Poi l’ennesimo titolo ad effetto del quotidiano Libero che sfrutta il caos di Roma Capitale ed in particolare l’imbarazzante situazione in cui si trova il sindaco Virginia Raggi.

Un atteggiamento peraltro non nuovo da parte del giornale che nel corso degli anni, ha sparato in prima pagina, con direttore Maurizio Belpietro, frasi del tipo “bastardo islamico” (dopo gli attentati parigini del 2015) e che nei mesi scorsi ha pubblicato impressionanti foto pornografiche di minori, in merito ad una inchiesta sul tema e motivo di censura per Vittorio Feltri da parte dello stesso Ordine dei giornalisti.

E cosa dire del finto dossier di una decina di anni fa ai danni di Romano Prodi?
Si alternano i direttori da Feltri a Belpietro e di nuovo Feltri, ma il risultato non cambia. Evidentemente qualcuno crede che il nome della testata, Libero, dia la patente per essere volgari, offensivi e maleducati.

Da una parte certa politica punta il dito sui giornalisti “colpevoli” di raccontare i fatti e nel caso di Roma purtroppo sono fatti sotto gli occhi di tutti. Falsi scoop? Fake news come ormai si usa dire e per i lettori riuscire a distinguere le vere dalla false notizie è praticamente impossibile. Dall’altra certa stampa che si rincorre in un gioco al massacro. La posta in palio è alta: riuscire a pubblicare le notizie per primi e sul web dove spesso non ci sono approfondimenti e verifiche.  E poi cercare la strada giusta in procura per ottenere le anticipazioni, le intercettazioni.

Ci sta tutto e il contrario di tutto. L’assessore Paolo Berdini ad esempio. Noto ed apprezzato urbanista, autore di approfondimenti su alcuni quotidiani della sinistra, catapultato in Campidoglio per mettere ordine nel caos urbanistico in cui è precipitata la città di Roma. Lo stesso che si dice dubbioso sul progetto dello stadio della Roma e che chiede una rivisitazione del progetto con tanto di abbassamento delle cubature. Lo stesso che poi si lascia andare prima, si dice, a confidenze con un non meglio identificato giornalista e che poi sembra abbia volutamente lanciato il sasso contro il suo sindaco e senza tanto nascondere la sua mano.

Uno scenario a dir poco disgustoso, un palcoscenico dove si ergono tutti a protagonisti, pronti a dire la loro battuta  peggio di un debuttante allo sbaraglio.
Rimettere le cose al loro posto non è semplice. La verità è che tutti, senza alcuna distinzione, dovrebbero fare non un passo indietro ma cento, mille. Utopia? Forse no se ognuno facesse bene il proprio lavoro con serietà, competenza  e coerenza, tutto potrebbe filare più liscio.

A cominciare dalla politica e con essa il giornalismo, la satira. Viceversa dalle fake news si passa alle trash news.