Le autorità camerunensi, hanno reso noti i nomi dei sette militari arrestati dopo il video scandalo diffuso nel luglio scorso,  nel quale soldati dell’esercito avevano  giustiziato con inaudita violenza due donne e i loro figli perché sospettati di far parte del gruppo terroristico islamico Boko Haram. Tra gli arrestati c’è un ufficiale e soldati semplici. L’annuncio degli arresti è stato diffuso attraverso emittenti radiofoniche nazionali.  L’11 luglio, l’opinione pubblica camerunese e internazionale fu scossa quando sui social fu pubblicato il video vergogna, in cui vengono mostrate le immagini del massacro.  Il portavoce del presidente Paul Biya disse che si trattava di una fake news e di un montaggio costruito ad arte per screditare la figura del leader africano. Successivamente il governo cambiò versione e annunciò di avere aperto una inchiesta.  Il Camerun  da molti anni,  oltre ad un conflitto aperto  con il gruppo terrorista nigeriano Boko Haram nell’estremo nord del paese, è anche  in guerra contro gruppi di secessionisti nelle regioni anglofone al confine con la Repubblica Centrafricana. In tutti questi conflitti sono stati segnalati numerosi abusi sui civili da parte dei militari, nonostante il governo abbia sempre smentito. Nei giorni scorsi,  Amnesty International ha denunciato un nuovo massacro ai danni di civili da parte dell’esercito camerunese.  In un video vi sono prove inconfutabili dei gravi crimini commessi dalle forze militari nel paese. Il filmato mostra soldati trucidare persone indifese durante perlustrazioni nelle zone nord-occidentali dello stato africano. Sembra che il video sarebbe stato girato dagli stessi soldati. Le immagini mostrano miliari armati sparare contro persone accovacciate di fronte a un muro nel villaggio di Achigaya. Amnesty International ha chiesto al governo una approfondita indagine. Sembra che rispetto al passato in cui venivano negate inchieste in merito a queste esecuzioni, questa volta le autorità, attraverso il ministro delle comunicazioni Issa Bakary Tchiroma hanno dimostrato massima disponibilità.  Il video sarà oggetto di una inchiesta, seppur lo stesso ministro ritiene che il governo ed il presidente Paul Biya da alcuni mesi sono vittime di una campagna persecutoria in previsione delle prossime elezioni di ottobre.