Cronache di Roma

BUON COMPLEANNO ROMA!

Derisa, calpestata, sconvolta dagli scandali, la Città Eterna compie 2769 anni e tra poco sarà chiamata ad eleggere un nuovo sindaco. Per cambiare davvero

Roma- Oggi più che mai gli auguri te li meriti. E non soltanto per i tuoi 2769 anni da festeggiare e da ricordare. Te li meriti Roma perché ultimamente e con sempre maggiore insistenza, il tuo nome è stato abusato, deriso, calpestato. Così come l’intera città chiamata il 5 giugno a scegliere la nuova amministrazione. Un’occasione da prendere al volo per un riscatto sinonimo di orgoglio e appartenenza. Già, nuova amministrazione e quindi nuovo sindaco e nuova giunta ma soprattutto, si spera, nuove idee da mettere in campo e con onestà intellettuale. Per questo auguri Roma! Perché a tutt’oggi, nomi e programmi raccontano poco o nulla di quel riscatto e di quell’orgoglio.

CANDIDATI (strani) A SINDACO: Quanti siete? Tanti, troppi e la buttate in caciara con il classico gioco delle parti. Come una commedia già scritta. Il nuovo non può venire dal senatore Antonio Razzi (Crozza ne ha fatto una icona al contrario) che annuncia la sua candidatura proclamando l’estinzione del problema topi con l’arrivo dall’Asia di 500mila gatti con gli occhi a mandorla “governati” dalle gattare romane. Il pensiero va ad una gattara Doc, Anna Magnani che abitava a Palazzo Altieri, a due passi dall’area archeologica di piazza Argentina dove c’è una delle colonie feline più note della città. Nannarella, nella scena finale del film Roma di Fellini, ai complimenti del regista de La dolce vita, rispondeva così: “A Federì, ma va a dormì?”. Sembra di sentirla ancora la Magnani, “a Razzi ma va a dormì?”. Scusi senatore, ha mai sentito parlare di raccolta rifiuti e decoro urbano?

Ed ecco Irene Pivetti, passata dallo scranno più alto della Camera ai salotti televisivi e che adesso torna ad indossare la camicia verde della Lega per essere capolista a Roma!

CAMBIO DI PASSO: Il cambio, la mutazione rispetto alle ultime più recenti amministrazioni, passano a nostro avviso da sei punti nei quali convogliano tutti i mali e di contro, tutto il bene della Capitale. Sei punti strettamente legati tra loro.

RIFIUTI: argomento tosto da affrontare cari candidati, vero? La raccolta differenziata, diciamolo, non funziona così. Con una mala gestione, una pessima raccolta e con una discarica, quella di Malagrotta, chiusa sì per fortuna, ma che non ha visto una valida alternativa con evidenti segnali di degrado e con altrettanto evidente dispendio di risorse economiche che si ripercuotono sull’economia capitolina e sulle tasche dei romani (tassa sui rifiuti).

DECORO URBANO: dal centro alle periferie, non c’è. Un problema unito a quello della gestione dei rifiuti e alla cura del verde. Eliminati i portarifiuti in ghisa risalenti al Giubileo del 2000, all’inizio dell’anno nel centro storico, sono apparsi orribili contenitori in plastica trasparente; si dice “per questioni di sicurezza così si vede cosa c’è dentro”. Infatti si vede eccome. L’ormai ex sindaco Marino ha di recente annunciato che a breve arriveranno migliaia di nuovi portarifiuti predisposti proprio da lui. Vedremo. Chissà che non abbia lasciato in eredità qualcosa di buono. Nuovi arredi e pulizia del verde e quindi dei parchi dovrebbero essere tra i punti cardine nei programmi di un candidato sindaco.

TRASPORTI: ci vuole coraggio! Chiudere il più possibile alle auto il centro storico di Roma è la priorità. Per farlo, creare alternative quali ad esempio la costruzione di nuove linee di tram sul modello della linea 8, pensiamo ad alcuni tratti del Lungotevere. E, a proposito di Lungotevere, perché non sfruttare i battelli e farli diventare linee urbane? Tranne qualche periodo legato alle piogge, sarebbe una valida alternativa e non solo per i turisti. Meno auto vuol dire anche riduzione dei tempi di percorso per i mezzi pubblici. Per quanto riguarda l’aspetto economico, non si sente parlare degli introiti che la pubblicità su bus, tram e nei corridoi delle stazioni metro, porta alle casse comunali. Quanti sono e dove vanno a finire?

BUROCRAZIA: brutta parola. Il grande Giorgio Albertazzi la definisce come il grande male per la cultura, intesa anche come non conoscenza. Ed è così. Lo abbiamo visto con la questione Mafia Capitale o Mondo di mezzo. Più burocrazia, più passaggi amministrativi, più malaffare, meno trasparenza e meno fiducia dei cittadini.

ASCOLTO DELLA CITTÀ: partecipazione. Se ne sente parlare poco. Con l’iniziativa La prossima Roma, ci ha pensato l’ex sindaco della Città Eterna, Francesco Rutelli. Portando alla ribalta alcune iniziative, molte delle quali nate in periferia; portando soprattutto persone. Qualcuno l’ha chiamata Laopolda romana. No, si è trattato di qualcosa di molto diverso. Qualcosa che ha visto la base proporre e i politici ascoltare. L’iniziativa è nata con l’intento di portare l’umore e i malumori della gente ai candidati a sindaco. Sarà così e cosa resta di questo progetto?

CULTURA: non solo apertura di mostre, riapertura del teatro Valle e dell’Eliseo e, si spera di quello di Tor Bella Monaca (per fortuna) ma collegamenti tra scuole, amministrazione ed enti culturali. Cultura e turismo da sostenere e fonte di sostegno economico per reinvestire in servizi.

Sei punti tutti collegati per formare una città. Ci sarebbe un altro punto, quello della sicurezza ma analizzando gli argomenti trattati si vedrà che è all’interno di essi che si trova la soluzione.

Il Prefetto Francesco Paolo Tronca ci sta provando con la questione patrimonio immobiliare (sfratti, abusi, imbrogli, affitti non pagati etc…). il nuovo sindaco, la nuova giunta saranno in grado di proseguire il percorso che oltre a portare alla legalità, porterebbe risorse economiche non indifferenti e indispensabili?. Con una buona politica della casa si vede una buona amministrazione. La candidata Giorgia Meloni annuncia l’abbattimento di brutti palazzi nelle periferie per costruire villette a misura d’uomo! Come il suo ex compagno di partito Alemanno che da sindaco aveva annunciato l’abbattimento delle torri di Tor Bella Monaca.

Tra le priorità di Roma c’è il ritorno alle assunzioni. E di questo nessuno parla. Mancano giardinieri, vigili che tornino a fare i vigili e tante altre figure necessarie alla città. Le assunzioni costano? Perché, non costano le cooperative alle quali assegnare bandi salvo poi scoprire l’acqua calda e cioè che è lì che si annida il malaffare. Non sarebbe meglio dare quelle risorse economiche ai propri dipendenti, gratificandoli, magari controllandoli? E sanzionandoli quando sbagliano.

Quando il Campidoglio, negli anni ’90, iniziò a coinvolgere le cooperative per alcuni servizi nulla poteva far pensare che con il passare del tempo le stesse cooperative prendessero il sopravvento sul Comune di Roma. Che prima o poi dovrà ripensare ad un nuovo modello di servizi sociali perché è uno degli ambiti dove l’associazionismo e le cooperative, trovano finanziamenti che portano a loschi affari.

Auguri Roma! E l’auspicio, senza retoriche è che pensare a te come la capitale del mondo non sia un sogno inteso come visione, ma come possibilità da realizzare.

 

Emanuela Sirchia

 

 

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Emanuela Sirchia

Nel 1983 si iscrive all'Università di giornalismo di Camerino. Nell'ottobre del 1988 approda al neo nato "Il Giornale di Ostia", dove rimarrà per 25 anni. Dal marzo 1991 è iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Già collaboratrice per Paese Sera, ha scritto per il giornale aziendale dell'Acea e per il settimanale Free Magazine. Dal 2008 al 2013, è nell'ufficio stampa e pubbliche relazioni del Municipio X e dal 2006 a tutt'oggi ricopre l’incarico di addetto stampa del teatro Nino Manfredi. Ha scritto di cronaca nera, bianca, sport, spettacolo, arte e cultura. Tra i personaggi da lei intervistati: Tito Stagno, l’uomo della luna, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Paola Gassman, Valeria Valeri, Gianrico Tedeschi e vari campioni sportivi come Bruno Conti, Rudi Voeller e Beppe Giannini. Per la giudiziaria, ha seguito la vicenda dei fratellini Brigida, il caso Marta Russo e l’omicidio di via Poma. E’ stata inviata per il Giubileo del 2000 e dal 1994 è accreditata in Campidoglio. Dice di sé: “ogni volto, ogni storia, ogni mostra visitata, ha lasciato un segno indelebile, esperienze di vita che non hanno eguali”.

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