Si accendono le luci di Overline, il festival dedicato ai graffiti e alla cultura hip-hop. La dodicesima edizione si arricchisce della mostra fotografica “Urban Writing” di Jacopo Naddeo e Antonio Caporaso, in cui sarà possibile viaggiare attraverso le edizioni passate dell’attesissima jam. 

Baronissi (Sa) – Tra venerdì 20 luglio e domenica 22 luglio la cittadina in provincia di Salerno sarà di nuovo pronta a ospitare i più grandi rappresentanti della street art italiana e internazionale. A far da teatro al nuovo appuntamento del festival Overline saranno i canonici 300 metri di muro sottostanti al convento francescano del Parco della Rinascita di Baronissi, dove writer provenienti da tutto il mondo daranno libero sfogo alla loro creatività in una jam attesissima dagli esperti in materia. Grande novità di quest’anno la mostra fotografica “Urban Writing”, che ospiterà sessanta scatti di Jacopo Naddeo e Antonio Caporaso: l’esposizione porta con sé la memoria delle edizioni passate, affiancando e integrando la kermesse alla sua dodicesima edizione. A cura di Massimo Bignardi e articolata in tre diverse sale della Galleria dei Frati, la rassegna dei due fotoreporter salernitani inaugurerà sabato 21 luglio e sarà disponibile visitarla fino al 2 settembre.

Nel dibattito culturale contemporaneo l’urban art è divenuta recentemente una controversa protagonista, conquistando i suoi primi spazi all’interno dei luoghi espositivi canonici. Gallerie e musei sono per molti dimensione di confino per una forma artistica che nasce al contatto più diretto con la città da cui trae energia e luce. Il lavoro portato avanti da più di cinque anni da Jacopo Naddeo e fin dagli anni Settanta da Antonio Caporaso permette la fruizione della street art all’interno di un luogo culturale convenzionale senza tradire il suo nerbo vitale. Attraverso la lente fotografica prende forma un mondo fatto di eterna illeceità e temporanee legittimazioni.

Quello proposto dai due fotografi è il primo archivio storico della jam Overline, ma non si limita a serbare la memoria della sola manifestazione. L’intero territorio campano è indagato attraverso ricerche notturne e alla luce del sole, ponendo l’attenzione da un lato alle murate autorizzate e non che decorano gli ambienti cittadini, dall’altro ai graffiti presenti sulla rete metro-ferroviaria regionale. Il mondo della street art è costituzionalmente legato al concetto di transitorietà: le sue espressioni sono soggette all’erosione del tempo, agli agenti atmosferici e all’incuria dei suoi spettatori/fruitori. Grazie al meticoloso lavoro di Naddeo e Caporaso, si celebra l’incontro tra fotografia e urban art, permettendo alla seconda di superare i propri limiti costitutivi e affidarsi alla memoria collettiva.

 

Serena Mauriello

Foto di Jacopo Naddeo