Dossier

ATTIMI DI TERRORE AL CONCERTO DI ARIANA GRANDE

Panico, terrore, ambulanze a sirene spiegate fuori dall’Arena, elicotteri e persone sanguinanti. Questo lo scenario che si presenta a Manchester dopo l’esplosione firmata Isis.

L’epidemia Isis continua a mietere vittime, questa volta nel mirino famiglie con bambini, gruppi di amiche e coppie di fidanzati che si trovavano all’Arena di Manchester per godere di una serata di gioia che si è trasformata in un vero e proprio incubo.  Erano le 23.35 italiane quando la pop star Ariana Grande aveva appena concluso il suo concerto e le luci si erano alzate quando all’improvviso un’esplosione crea  un boato di caos e dolore.  Circa 20 mila persone si ritrovano nel panico ed iniziano a fuggire alla ricerca di una via d’uscita che in quel momento, costretti all’interno del Palazzetto, sembra impossibile. Sono attimi, questi, di puro terrore in cui nel lasso di pochi secondi un momento di condivisione si trasforma nel peggiore degli incubi.

Si tratta del più grande degli attentati nel Regno Unito dal 7 luglio 2005, quando una serie di attacchi suicidi uccise 52 persone, lasciando a terra ben 700 feriti.

Al momento il bilancio è di 22 morti e 59 feriti; si parla, inoltre, di 12 persone disperse.  Il gesto è stato prontamente rivendicato dall’Isis attraverso un messaggio su Telegram nel quale dichiarano: “Uno dei nostri soldati del Califfato è riuscito a piazzare un dispositivo esplosivo all’interno di un raduno dei Crociati nella città di Manchester”, tesi confermata anche dal corpo di polizia inglese che conferma l’attacco da parte di un attentatore che aveva con sé un dispositivo che ha detonato facendosi saltare in aria. L’uomo è stato identificato, si trattava di Salman Abedi, 22enne inglese di origini libiche, arrivato a Londra un paio di mesi fa in treno.

L’allerta di un secondo attacco rimane alta. Intanto tutta la nazione è scioccata e ad intervenire non è solo la premier Theresa May che dichiara “si è trattato di un attacco codardo contro persone innocenti e giovani indifesi” ma anche la Regina Elisabetta II che ha affidato ad un comunicato la sua vicinanza alle vittime: “So di parlare a nome di tutti nel portare il mio affetto e la vicinanza a tutti coloro che sono stati colpiti da questo atto barbaro e soprattutto alle famiglie e agli amici di chi è morto o è rimasto ferito”.

Francesca Interlandi

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Francesca Interlandi

Ha iniziato con KIM la sua carriera giornalistica. Un amore nato da piccola, dalla passione per la scrittura che le permetteva di esprimere quello che a parole non riusciva a comunicare. 24 anni, è laureata in Informazione, Editoria e Giornalismo presso l’Università degli Studi di Roma Tre. Ha collaborato come stagista in una redazione giornalistica, scrivendo di eventi, cinema e cucina; ma ciò che la affascina davvero sono le storie di fatti reali, meglio se poco conosciuti.

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