Cronache di Roma

ASPETTANDO IL GIUBILEO

Roma si appresta a ospitare tra poco più di due mesi l’Anno Santo Straordinario indetto da Papa Francesco. Milioni di pellegrini si riverseranno nella Capitale alle prese con tanti problemi.

Roma- Buche, tante e troppe. Trasporti a singhiozzo e opere incompiute o che non decollano. Ecco Roma che dall’8 dicembre dovrà ospitare il Giubileo della Misericordia. Una città che vive ogni giorno in balia degli eventi, sgualcita dalle polemiche di Mafia Capitale e abbrutita dalla sporcizia. Un uomo sempre più al comando, il prefetto Gabrielli e un sindaco sempre più di facciata, Ignazio Marino. Abbandonato dal partito e dai romani. Perfino quelli più famosi sono stanchi della mala gestione: Gigi Proietti, Carlo Verdone e Enrico Montesano non hanno risparmiato le loro critiche all’amministrazione. Alessandro Gassmann si è dovuto attrezzare con la scopa e lanciare l’iniziativa “Roma sono io” per avere un marciapiede pulito. La si metta come si vuole, la sostanza è questa. E ci manca Albertone. Se fosse ancora tra noi, forse la scopa l’avrebbe tirata in testa a qualcuno. “Quel brutto parcheggio”, come aveva definito la città eterna tempo fa, oggi è ancora più brutto. Vengono e ci parcheggiano davvero tutti: auto blu, panda rosse e carrozze con i cavalli. Le biciclette, quelle poche. Perché c’è chi se le porta via.

Crocevia e punto strategico per tanti. Venditori di panini, centurioni con le nike ai piedi, finti ciechi che chiedono l’elemosina, abusivi e senza tetto che un cesso pur lo devono trovare. La metro funziona così e così perché i conducenti sono in stato di agitazione perenne, soprattutto il venerdì. Uno ogni tre c’è uno sciopero. I turisti ancora non hanno capito se per andare a San Pietro la direzione giusta è Anagnina o Battistini. Non va meglio in aeroporto. Se la valigia arriva, la prendi dopo un’ora sempre ammesso che si sia riusciti a scendere dal boeing, e se ci sono le scalette. I sampietrini stanno sparendo. Sembra che il problema di questa città siano le storiche pietre.

La “cabina di regia”, voluta dal governo, per il momento sta trasmettendo un film dove la pellicola è rovinata e ciò che viene proiettato sul grande schermo della realtà è una visione di quelle con le righe, disturbata. Ecco, serve una botta per sistemare. Una di quelle che si dava alle tv in bianco e nero di una volta, quando l’antenna direzionale non prendeva bene. Gli appalti, no. Quelli, invece, procedono. Nonostante la stretta voluta di recente da sindaco, prefetto e assessore alla legalità. Se da una parte c’è la voglia di trasparenza, dall’altra la conferma – purtroppo- che ditte già coinvolte nell’inchiesta Mafia Capitale stanno già partecipando ai nuovi bandi. Come se nulla fosse successo. Questa è Roma, dove tutto va al contrario. Anche il suo detto popolare: chi viene qui non è vero che perde la poltrona. La trova.

 

Mirko Polisano   

 

 

Mirko Polisano

Giornalista embedded a seguito del contingente italiano nelle aree di crisi. E'stato inviato in Kosovo, Afghanistan e Libano. Ha seguito il terremoto de L'Aquila e il G8; l'emergenza immigrazione della Sicilia, la crisi libica e la Primavera Araba, inviato in Maghreb ad un anno dalla Rivoluzione. Ha raccontato le divisioni di Belfast e gli orrori di Auschwitz e Birkenau nel Giorno della Memoria. E' autore del libro "Storie Lontane. Racconti di vita in Afghanistan". È collaboratore del quotidiano Il Messaggero.

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