Storie dal Mondo

ARRIVA IL PRIMO RED DISTRICT DEL REGNO UNITO

In Gran Bretagna è attivo da poco tempo il primo distretto a luci rosse “controllato”. Creato in un quartiere ai margini della città di Leeds non sembra però garantire la sicurezza alle operatrici del sesso a pagamento. E le statistiche non sono confortanti

Leeds (UK) dalla nostra corrispondente- Dopo Francia e Olanda anche il Regno Unito ha il suo «Red District», il quartiere a luci rosse. Sorge nella periferia di Leeds. Meno pulito, meno colorato, con meno coppiette che passeggiano romanticamente, ma ugualmente legale.

Holbeck, un sobborgo su cui si affacciano scintillanti grattacieli della città di Leeds, è diventato, dopo un progetto pilota di 12 mesi, il primo quartiere a luci rosse dove la prostituzione legalizzata è stata resa permanente. Ogni sera a partire dalle 19 e fino alle 7 del mattino, le prostitute possono operare purché rimangano entro i confini di una dozzina di strade desolate note come «l’area gestita». La corsia lunga solo poche centinaia di iarde, viene occupata fino ad un massimo di dieci donne, che restano in piedi sul marciapiede, fissando le automobili, chiacchierando tra loro tra una sigaretta e l’altra circondate da nubi di fumo.

Durante il giorno, se si guida lungo Holbeck Lane a Leeds, si vedono solamente nail-bar e auto concessionarie che fanno apparire il quartiere  più o meno come qualsiasi zona industriale fuori città. Se invece guidiamo in questa zona la sera dopo le 19, la situazione come già detto cambia totalmente.

Questa zona gestita è stata creata dopo tre settimane dall’ omicidio di una prostituta avvenuto appunto in Holbeck Lane e conseguente a una serie di stupri e violenze. Alcuni però sono preoccupati che, se pur le intenzioni siano buone su carta, in pratica qualcosa non funzioni. Janie Davies, addetto stampa per il femminismo a Londra ha detto che «una recente indagine stampa ha riferito che nessuna auto della polizia è stata avvistata nel quartiere per alcune ore durante alcune notti, sollevando timori che questa scelta  abbia creato soltanto una zona dove protettori e scommettitori sono liberi di violare le donne, o addirittura ucciderle».

>>>> FOTOGALLERY<<<<

Di fatti, se per esempio guardiamo alla Germania, sappiamo  che dopo la legalizzazione del commercio sessuale, c’è stato un aumento indicibile della violenza contro le donne. Anche l’Olanda è  alle prese con gli effetti disastrosi della legalizzazione e lo stesso scenario si sta svolgendo in  Nuova Zelanda.

In Svezia nei sedici anni  trascorsi da quando il governo svedese ha approvato una legge nota come “modello nordico”, composto da norme che puniscono il cliente, non una donna prostituita è stata assassinata.

«Ci sono modi migliori e più sicuri per affrontare la prostituzione che la creazione di una zona pericolosa », ha scritto l’eurodeputato Honeyball sul suo blog, The Honeyball Buzz.

Nick Mattingly, giornalista della BBC ha parlato invece con alcune delle prostitute, avvertendo in prima persona la paura che le donne hanno salendo sulla macchina di uno sconosciuto, perché sanno che potrebbero non fare ritorno. Il giornalista ha trascorso intere giornate in loro compagnia, cercando di scoprire la ragione che ha spinto loro a scegliere questo mestiere. Nel tempo trascorso insieme, fra l’altro ha potuto appurare che le prostitute fanno uso massiccio di droghe per farsi coraggio ad affrontare i problemi che questo lavoro comporta.

I dubbi e le preoccupazioni sono ancora tanti.

 

Livia Iraci

Livia Iraci

L’ultima dei romantici. Scrive da quando ne ha memoria, anche da piccola in classe appuntava tutto quello che capitava su un quaderno che doveva invece servire a fare esercizi matematici. Laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul linguaggio non verbale, ha collaborato con giornali Online ed è alla ricerca di se stessa e per farlo ha cominciato da Scarborough piccolo paese dell’ Inghilterra.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button