Storie dal Mondo

AMSTERDAM NEL CUORE

Il fascino di una città trasgressiva ma nelle regole. I canali, i ponti, le biciclette, la voglia di vivere, il museo Van Gogh, la casa di Anna Frank, il quartiere Jordaan

Amsterdam – Da quanto tempo c’era il desiderio di andare ad Amsterdam! E finalmente ecco l’occasione e via in volo verso quella che è ritenuta una delle città più trasgressive del mondo. E lo è, ma nel rispetto delle regole. Persino per fumare marijuana è necessario sottostare ad indicazioni ben precise. Immaginare una città, un luogo ed avere la sorpresa che la realtà supera di almeno dieci volte la fantasia. Amsterdam è bellissima. Bella scoperta dirà qualcuno. Beh, proviamo a raccontarla così come viene partendo dai canali, dai ponti, dai mulini a vento, dalla gioventù e, perché no, dal famoso quartiere a luci rosse. I canali sono… 165! I ponti, 1281, gli abitanti oltre 700mila e le biciclette circa 600mila. Come dire che tranne i neonati, tutti vanno in bici e, come peraltro nel resto d’Europa, prova un po’ ad invadere le piste ciclabili… A proposito di regole.
In una città in fondo così piccola rispetto alle altre metropoli europee, tanti tram, tanti parchi, tanti musei e quindi, tanta cultura. Attraversando stradine e ponti, ecco le case, edifici uno attaccato all’altro e, inclinati. Sì, proprio così, sporgono in avanti (sono state costruite strette per pagare meno tasse) e per arredare gli appartamenti, ecco travi e ganci per tirare su mobili e merci. Non c’è edificio che non valga la pena di essere ammirato; decorazioni, stemmi, date, tutto affascinante. I canali vengono svuotati durante la notte così da evitare odori sgradevoli. A proposito di case, ci sono quelle galleggianti, con regolare registrazione di affitto o proprietà, anche se non mancano gli abusivi. E gli abitanti non rinunciano al verde, magari sulla copertura della barca dove sono posizionate piante di tutti i tipi.All’improvviso ecco, proprio lungo il canale il mercato dei fiori. Galleggiante anch’esso naturalmente. E qui lo sguardo impazzisce tante sono le varietà e i colori e non soltanto dei classici tulipani. Acquistare i bulbi e sperare di vederli crescere sul proprio balcone o in giardino è d’obbligo. E negli stand non solo fiori e bulbi, tanti oggetti, tutti di classe, souvenir e, in caso di visita ad Amsterdam, consigliamo di stabilire una cifra a parte per l’acquisto dei gadget.
A piazza Dam, il cuore della città, abbiamo assistito alla celebrazione del Giorno della Memoria, un anniversario molto sentito dagli olandesi che si fermano negli istanti in cui, alla presenza dei reali, si ricordano le vittime della guerra e del nazismo. Una cerimonia breve, toccante che prevede due minuti di silenzio e che la piazza gremita ha osservato in maniera totale. Riflessione: da noi nemmeno il minuto stabilito, per esempio allo stadio, viene rispettato. La gita in battello è d’obbligo, rilassante, magica. Dall’acqua Amsterdam, se possibile, è ancora più bella. D’obbligo anche il giro nel quartiere a luci rosse (sia di giorno che di sera). Le vetrine lungo il canale e nelle stradine adiacenti, mostrano “signorine” in bikini. Qui, il mestiere più antico del mondo è tutelato da un sindacato, si pagano le tasse, è vietato fotografare e l’augurio è che le ragazze abbiano scelto questo mestiere e che non ci sia sfruttamento. Strettamente collegato al quartiere a luci rosse, è il negozio che vende condom. Di tutti i tipi, di tutti i gusti, con varia oggettistica/souvenir. Non volgare e divertente.
Negozi di condom nel quartiere a luci rosse di Amsterdam
Negozi di condom nel quartiere a luci rosse di Amsterdam
Il quartiere delle Beghine
Il quartiere delle Beghine
Amsterdam città
Amsterdam città
Amsterdam città
Amsterdam città
Amsterdam città
Amsterdam città
La stazione di Amsterdam
La stazione di Amsterdam
Il mercato di fiori di Amsterdam
Il mercato di fiori di Amsterdam
Un bar nel quartiere a luci rosse
Un bar nel quartiere a luci rosse
Altra prerogativa, si sa, è la vendita di marijuana anche sotto forma di lecca lecca. Anche qui c’è da sbizzarrirsi nell’acquisto di vari oggetti. E poi ci sono i coffee schop dove si fuma in libertà. Si possono tenere legalmente fino a 500 grammi di marijuana e venderne fino a 5 grammi ad un cliente (purché maggiorenne). L’aria che si respira in questa città (cannabis a parte) è di libertà e trasgressione ma, allo stesso tempo, di rispetto per le scelte degli altri. Un salto al quartiere delle beghine ed ecco un’altra magia e il pensiero al Medioevo.Begijnhof (beghinaggio) è un angolo da non perdere. Con il suo cortile e con le case che ancora oggi accolgono le persone in difficoltà, soprattutto donne.
E la casa di Anna Frank a ricordarci un passato impossibile da dimenticare. E il quartiere bohémien Jordaan. Gli atelier degli artisti, il silenzio nelle stradine. Oggi, come accade per la nostra Trastevere, non più tanto bohémien nei prezzi degli affitti… ma il fascino resta. Splendida la stazione ferroviaria, con il suo orologio e persino i dodici segni dello zodiaco. Con un po’ di tempo, vale la pena prendere il treno e a poco più di mezz’ora (trasporti efficienti e puntuali naturalmente) si arriva al mare del Nord, alle spiagge ricche di dune. Un lungomare frequentatissimo dagli olandesi alla ricerca del sole. A Noordwijk è sepolta Maria Montessori, prima donna italiana a laurearsi in medicina. Bistrattata nel periodo fascista nel nostro Paese e apprezzatissima in Olanda dove il suo metodo è in tutte le scuole dell’infanzia.
Parlare di Amsterdam senza parlare del museo Van Gogh è impossibile. Chi vive a Roma ha la fortuna, di tanto in tanto, di ammirare le opere dei più grandi artisti, in trasferta nella Città Eterna. Ma vederle nel proprio contesto è un’altra emozione. Di questa galleria portiamo nel cuore tre momenti: il primo davanti ad un autoritratto tra i tanti del grande pittore. Un’immagine giovanile e già tormentata e la sensazione è da sindrome di Stendhal. Il secondo momento è “il momento”, quello dei Girasoli. Quando si arriva lì davanti beh, le lacrime scendono facile. Emerge il giallo dei fiori e del resto della tela, emerge il verde del picciolo e persino quell’accenno di turchese a destra del dipinto. Ma è una marina (che non ricordavamo) a toccarci il cuore. Un mare agitato, le barche che vacillano sulle onde. La firma in rosso, in basso a sinistra: “Vincent”. Come tutti i suoi dipinti, Van Gogh lo ha realizzato dal vivo; cogliendo i cambiamenti veloci del tempo e quindi il mutare dei colori. La sua tavolozza in quegli istanti ha accolto la salsedine, i granelli di sabbia che il pennello ha posato sulla tela. Con un microscopio, questi elementi, questi corpi estranei ai pigmenti, si vedono chiaramente. Come la brama di vivere del pittore. Amsterdam nel cuore.
Emanuela Sirchia

 

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Emanuela Sirchia

Nel 1983 si iscrive all'Università di giornalismo di Camerino. Nell'ottobre del 1988 approda al neo nato "Il Giornale di Ostia", dove rimarrà per 25 anni. Dal marzo 1991 è iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Già collaboratrice per Paese Sera, ha scritto per il giornale aziendale dell'Acea e per il settimanale Free Magazine. Dal 2008 al 2013, è nell'ufficio stampa e pubbliche relazioni del Municipio X e dal 2006 a tutt'oggi ricopre l’incarico di addetto stampa del teatro Nino Manfredi. Ha scritto di cronaca nera, bianca, sport, spettacolo, arte e cultura. Tra i personaggi da lei intervistati: Tito Stagno, l’uomo della luna, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Paola Gassman, Valeria Valeri, Gianrico Tedeschi e vari campioni sportivi come Bruno Conti, Rudi Voeller e Beppe Giannini. Per la giudiziaria, ha seguito la vicenda dei fratellini Brigida, il caso Marta Russo e l’omicidio di via Poma. E’ stata inviata per il Giubileo del 2000 e dal 1994 è accreditata in Campidoglio. Dice di sé: “ogni volto, ogni storia, ogni mostra visitata, ha lasciato un segno indelebile, esperienze di vita che non hanno eguali”.

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