Cronache di Roma

ALLA FINE E’ CROLLATO

È bastato, si fa per dire, il caso Marra per far vacillare tutte le certezze grilline. Ora, al campidoglio l’aria si è fatta davvero tesa. Tutto questo mentre gli attivisti iniziano a storcere

 

Roma – Il “Boss” delle risorse umane del Comune di Roma, è stato prelevato lo scorso 16 dicembre dal CC e portato nel carcere romano di Regina Coeli. Il blitz, sarebbe scattato in seguito ad una sospetta operazione immobiliare che vede implicato il braccio destro di Virginia Raggi.

Il caso – L’acquisto avrebbe a che fare con un immobile dell’Enasarco, ente previdenziale in capo ai rappresentanti di commercio. Per l’immobile in questione, Raffaele Marra avrebbe ricevuto una “mazzetta” da parte del costruttore Sergio Scarpellini. Tutto questo sarebbe accaduto quando Marra era Dirigente del Campidoglio, durante l’epoca Alemanno. Non avrebbe nulla a che vedere, quindi, con le indagini in corso per le nomine fatte dell’attuale primo cittadino capitolino. Resta comunque il fatto che, l’operazione dei militari, ha avuto il potere di scuotere tutto l’ambiente grillino. Mettendo a rischio la sopravvivenza, politica ovviamente, della stessa Virginia Raggi.

Se sei bello ti tirano le pietre – Sembra ieri, in realtà lo è, quando la Sindaca difendeva a spada tratta il buon vecchio Marra. “Se va via lui – diceva all’epoca la Raggi, vado via anch’io”. E giù frecciatine al vetriolo da parte dell’ala più intransigente della costola romana del Movimento. Quello che, tanto per intenderci, non ha affatto gradito la nomina di Marra a Capo delle risorse umane. L’avevano messa in guardia Virginia, lo aveva fatto persino Beppe Grillo. Lei, però, non ha voluto sentire ragioni. Ha puntato i piedi e questo è il risultato. Un esito imprevedibile, ma non così troppo, capace di mandare su tutte le furie lo stesso Beppe, che avrebbe minacciato: “L’hai voluto tu, adesso rimedi”.

Gli avvoltoi hanno fame – Ora gli “avvoltoi” sono tutti alti nel cielo, pronti a avventarsi sulla “carcassa” dell’esperienza a “cinque stelle” nella Capitale. Non ce ne vogliano, Taverno, Lombardi e Ruocco. La mente, infatti, corre veloce a questo accostamento. Non ce volgiano perché, ad attendere dietro alle sterpaglie, ci sono anche il Pd, Fratelli d’Italia e chi più ne ha più ne metta. Li stessi che, solo pochi mesi fa, erano scappati a gambe levate pur di non governare Roma. Adesso, sono tutti lì a reclamare le spoglie di una Movimento che, perlomeno, ci ha provato. Onore al merito.

A.A.A. cercasi di Maio e Di Battista – Che il colpo sia stato accusato, però, sembra oltre modo evidente. Lo si intuisce dalla “latitanza” di alcuni membri del direttorio, Di Maio e Di Battista su tutti. Il primo, ferito nell’orgoglio per aver appoggiato le scelte di Virginia, non da sue notizie da giorni. L’altro, il Dibba, se avesse potuto siamo sicuri avrebbe preferito continuare il suo giretto in moto per Italia. Quanto era bello il clima da referendum. Tutti per uno e tutti contro Renzi. Già, peccato che il Sì ha stravinto, ma che nessuno se ne sia accorto. Adesso, le più nefande previsioni si sono realizzate. Gliel’hanno tirata ed è accaduto.

A pensar male, non si sbaglia mai – Che Marra fosse, per così dire, un tipo sospetto lo avevano intuito tutti, tranne Virginia Raggi ovviamente. Tanto sospetto che, pare, essersi meritato l’appellativo di “Rasputin del Campidoglio”. Un titolo “onorario, dovuto al peso politico che aveva acquisito tra gli ambienti politici. Gli stessi, che gli avrebbero permesso di affittare, tra l’altro allo stesso comune, appartamenti per un valore totale di 2.600.000 euro. 2.256 euro di affitto l’uno in media. Peccato, però, che gli appartamenti in questione fosse fuori dal GRA e non a piazza di Spagna.

Pasta, pizza e mandolino – Secondo l’inchiesta de LEspresso, Marra era un uomo in pasta. Sopravvissuto a vari cambi d’amministrazione. Lo confermerebbero, i molti contratti stipulati dallo stesso con l’imprenditore Amore. Il filo conduttore che collegherebbe, condizionale quanto mai d’obbligo, Marra a l’inchiesta Mafia Capitale. O meglio, era un uomo a disposizione, diceva lui stesso nelle intercettazioni. A disposizione di Scarpellitti e del sistema, insinuano le male lingue. Non certo del Movimento, replica Grillo dal suo Blog. Dicendosi pronto a fare tutto il necessario per salvare l’immagine “a cinque stelle” del Movimento da lui creato.

Errare humanum est, perseverare diabolicum – Il Sindaco, da far suo, ha ribadito che Marra è solo uno dei 23.000 dipendenti del Comune. Niente di più. Che il suo braccio destro sono i romani e che lei non ha nessuno intenzione di dimettersi. Vorrebbero cacciarla tutti, invece. Lo voglio gli attivisti e, si può immaginare, lo avrebbe voluto anche Beppe. Alla fine ha desistito Grillo, concedendogli la seconda possibilità. L’alternativa era la rinuncia al simbolo del Movimento, con la conseguenza che il Sindaco dovrebbe continuare questa “lunga marcia” da sola. Con il rischio, in questo caso davvero reale, di lasciare per sempre Roma alla malavita. Avrà, però, un “tutor” Virginia. Un controllore per tutti gli atti prodotti dalla giunta, passati e futuri.

Per il momento, non è dato sapere cosa c’è nel futuro pentastellato. Possiamo solo immaginare che gli strascichi di questa inchiesta saranno lunghi. Molto lunghi. Avranno ripercussioni, senza ombra di dubbio, sull’amministrazione grillina nella Capitale. Così come, con tutta probabilità, ne avranno su tutto il Movimento. Scopertosi cagionevole di fronte al virus del malaffare che, ormai, ha infettato la Capitale. A poco o nulla serviranno le epurazioni “volontarie” di Romeo e Frongia. Ci vorranno scelte di campo e una sana autocritica che in questi casi non guasta. Chiedere al Partito Democratico per conferma.

Mattia Bagnato

Mattia Bagnato

E’ laureato in Relazioni Internazionali con una specializzazione in Diplomazia multilaterale e sicurezza collettiva presso l’Università degli Studi di Perugia. Attento alle questioni internazionali come la sensibilizzazione e la tutela dei diritti umani e i metodi di risoluzione dei conflitti internazionali. Ha un diploma in Diritto Internazionale Umanitario e un Diploma in risoluzione di conflitti internazionali presso l’Universidad Complutense de Madrid. Ha collaborato con diverse ONG italiane quali Oxfam Italia e la Tavola della pace di Perugia. Esperienze professionali alle quali si aggiunge un periodo di stage presso l’Ufficio relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo dell’Università di Granada. Attualmente, sta collaborando con il giornale on-line Ghighliottina.it per il quale si occupa di scrivere articoli di politica nazionale ed economia.

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