INTERVISTA ALLA GIOVANE SCRITTRICE MILANESE ALICE SPADA, NELLA VITA ANCHE AVVOCATO E MEDIATRICE, CHE DA POCO è APPRODATA NELLE LIBRERIE COL SUO LIBRO D’ESORDIO. UN RACCONTO PER BAMBINI ED ADULTI, TRA FAVOLA E REALTÀ, PUBBLICATO DA APOLLO EDIZIONI

Alice, come e quando è nata l’idea di scrivere un racconto per bambini? 
L’idea è nata un po’ per caso. Ho scritto sempre per lavoro, ma non avevo mai pensato di scrivere un libro mio. Poi un giorno mio zio Mario mi ha fatto vedere dei disegni che aveva trovato, appartenenti a sua moglie Isabella. Illustravano un suo racconto intitolato “Il pozzo della rana”. Così ho iniziato a rileggerlo, e leggendo ho deciso di provare a riportare in vita il suo lavoro. I disegni erano talmente belli che era un peccato non farli conoscere al pubblico. Scrivendo però il progetto è cambiato: avevo troppe cose da dire, e il bisogno di trovare un modo per esprimerle. Allora è nata la mia storia, o meglio l’avventura di Martin.
 
Chi era Isabella Petiti e che valenza ha avuto la sua arte nella scrittura della tua opera?
Isabella nasce a Chiavari, ma cresce tra Roma e Milano. Nipote di un famoso pittore dell’800, Filiberto Petiti, respira arte fin dalla nascita, trovando in essa il suo naturale mezzo d’espressione. I suoi bellissimi dipinti sono in grado di condurre chi li guarda in mondi fantastici, quasi mistici. I quadri infatti si sviluppano, osservandoli. Per me, poi, Isabella è sempre stata una persona speciale. Sono cresciuta con lei, con le sue storie. Mi ha avvicinata all’amore per la pittura, ha ascoltato le mie pene d’amore, interpretando i miei sogni e le mie carte. Era una zia, un’amica, una seconda mamma ed è stato soprattutto un grande esempio d’umanità. Senza Isabella il mio libro probabilmente non esisterebbe. La sua arte ha guidato la mia penna, dando voce alla mia fantasia. L’amore per lei è stato dunque il principio di tutto. Ed Isabella entra nel mio libro non solo con i suoi disegni ma anche attraverso il personaggio di Isabel, che guida Martin dandogli coraggio nei momenti in cui è più in difficoltà. Un po’ come è accaduto a me.
 
Quella di Martin è una storia tra favola e realtà, potremmo dire. Molti infatti sono gli spunti legati al mondo in cui viviamo.
Ho scritto il libro mentre passavano sotto i miei occhi ogni giorno immagini del popolo siriano colpito dalla guerra, nel momento in cui la paura degli attentati era entrata a far parte anche del mio quotidiano. In quel periodo andai a vedere uno spettacolo teatrale dal titolo “Srebrenica” di un’attrice bravissima, Roberta Biagiarelli, presso la Fondazione Feltrinelli. Avevo già visto altri suoi spettacoli, eppure rimasi impressionata dai suoi racconti su come, durante la guerra bosniaca, i bambini furono vittime colpite da ogni fronte. Persino da chi avrebbe dovuto proteggerli e che, al contrario, li usò per verificare la presenza delle mine antiuomo. Il suo modo di utilizzare la propria arte per risvegliare i sentimenti, e la nostra passività di fronte a quello che ogni giorno ci passa davanti agli occhi, mi ha scossa e risvegliata. Il mio libro infatti vuole gridare “no” all’assurdità di tutte le guerre: i più piccoli devono essere protetti. Tutti i bambini, di qualsiasi parte del mondo. Non possiamo più chiudere gli occhi, dinanzi alla follia dell’uomo. Accettiamo situazioni intollerabili perché ormai ci siamo abituati a tutto. Occorre invece dire “no”, aver il coraggio di cambiare, rischiando. Tirando fuori la nostra umanità, per rendere migliore il mondo dei nostri figli.
 
Centrante è, nella storia, il tema dell’omologazione. Qualcosa che richiama ad alcuni fatti storici e a certi movimenti politici.
In realtà il mio libro non pensa alla politica, è molto più basilare. Sono stata cresciuta nel rispetto per l’individuo indipendentemente dal proprio pensiero politico. Il mio più caro amico è del partito opposto al mio, ma per me lui sarà sempre e comunque il mio migliore amico. La diversità è importante. È un valore e bisogna rispettarla, insegnarla ai nostri bambini, per non continuare a ripetere gli errori che sono stati commessi in passato.
 
Al di là del protagonista Martin, hai definito Allegra, una bambina, la vera eroina del racconto. Perché?
Perché sono cresciuta in un’era in cui le principesse venivano sempre salvate da un principe azzurro, quando io ero un vero e proprio maschiaccio e non volevo essere salvata da nessuno. A parte gli scherzi, Allegra è uscita per caso guardando il dipinto di mia zia Isabella intitolato “Madre natura”. Un quadro bellissimo che ho appeso, a casa, in salone. Lì la Terra è rappresentata da una donna, sdraiata e con la testa appoggiata al gomito. Il corpo è nudo, i seni rappresentano dei monti, l’ombelico un lago e la chioma un campo di fiori. Guardando il quadro, ad un primo impatto, è difficile riconoscere quello che rappresenta nella realtà ma osservandolo con attenzione l’immagine appare, quasi magicamente. Allegra rappresenta, pertanto, la forza e il coraggio della natura, delle madri e delle donne in generale. Solo con il coraggio però non si va da nessuna parte. Nella vita, a mio avviso, bisogna anche fidarsi ed affidarsi. E questa è una regola che vale per tutti: Martin viene da un mondo ancora pulito e proprio grazie al suo cuore illeso e alla sua semplicità di bambino può aiutare Allegra e gli altri abitanti del regno a trovare una soluzione.
 
 
 
Un altro personaggio femminile è legato a una capacità, quasi un valore, che tutti dovremmo possedere: il perdono. Parlo dell’antagonista, la regina… 
Mantea è il personaggio cattivo della storia. Rappresenta il nemico da sconfiggere, un personaggio che però non fa mai veramente paura, in quanto è quasi grottesco. Difatti è la prima vittima della paura del “diverso” ma con una sua debolezza nascosta. Schernita da piccola perché diversa dagli altri, a sua volta si è rifugiata nella convinzione che per esser più forti occorre rendere tutti conformi a se stessi. La consapevolezza che al di là della sua cattiveria c’è stata sofferenza rende, quindi, il personaggio meno antipatico. Direi quasi patetico, a tratti. Il perdono nei suoi confronti servirà peraltro a salvare un altro personaggio della storia, a testimonianza del fatto che l’amore vince sempre, superando il tempo, le diversità e le distanze.
 
Martin è la tua opera d’esordio. Pensi di continuare la tua avventura di scrittrice e, in particolare, di opere per l’infanzia?
Penso che mi piacerebbe scrivere ancora e nella mia mente ballerina sta già iniziando a frullare qualche progetto…
 
 
Simona Cappuccio
 

MARTIN E IL VIAGGIO NEL MONDO DEL PERPETUO. Autrice: Alice Spada. Illustrazioni: Isabella Petiti. Editore: Apollo Edizioni. Collana: I Girasoli. Genere: Bambini/Ragazzi. Pagine: 180 con immagini a colori. Isbn: 978-88-94921-19-9. Prezzo: € 8,00.