Storie dall'Italia

ALESSANDRO, IL SOLDATO-EROE

A Messina, la storia di un militare dal grande cuore. Durante la missione in Libano, il Caporal Maggiore Alessandro Cimino ha salvato la vita a un suo commilitone. Ha ricevuto un’onorificenza dall’Esercito.

Messina- Si respira un’aria di commozione alla caserma “Crisafulli-Zuccarello” di Messina. In piazzale d’Armi, i militari sono tutti in rassegna. Ufficiali, graduati e truppa. Sono lì per salutare il loro comandante che va via, ma anche per stringersi intorno ad Alessandro. Per lui, è una giornata speciale. Il caporal maggiore scelto Alessandro Cimino ha il volto duro e inespressivo del soldato imperturbabile agli eventi, ma dentro vive l’emozione dell’uomo qualsiasi che sa di aver fatto bene. Trentacinque anni, aggregato alla brigata meccanizzata Aosta, è stato lui ad aver salvato un suo commilitone. I fatti risalgono all’ultima missione in Libano.

Paese controverso e ostico, dove l’Italia dal 1982 è schierata in prima linea per garantire equilibri stabili. Il processo di pace, nonostante gli impegni, stenta a decollare. 1100 uomini e donne impiegati nel sud, al confine di Israele che controllano strade, bonificano i terreni dalle mine e presidiano la blu-line. Un tracciato di piloni dell’Onu di colore blu, appunto. Guai a chiamarlo confine, ma segno di demarcazione tra due popoli più che tra due stati.

Quel giorno, Alessandro era uscito con alcune pattuglie per una normale perlustrazione. Un’operazione di routine, pur sapendo che in missione nulla è mai di routine. Nella città di Al Qualaylah, una di quelle dove le sacche di resistenza hezbollah sono le più coriacee, uno dei mezzi ha un incidente. Esce fuori strada. Un soldato a bordo, giovanissimo, è incastrato sotto il Lince che si è ribaltato. Il militare è ferito. Rimane intrappolato e perde sangue. Ha un’emorragia. “Aiutatemi”, sono le uniche parole che cerca di gridare. Il caporal maggiore scelto Cimino si accorge subito della gravità della situazione e si precipita a soccorrere il commilitone. Insieme ai colleghi, lo libera e gli presta le prime cure. Un laccio emostatico per evitare il dissanguamento. Alla radio, si chiamato i rinforzi. Alessandro continua a parlare a quel giovane soldato. Gli tiene la mano e non lo molla un attimo, finché non arriva l’ambulanza. Passano i giorni, e il militare è fuori pericolo. Si salva.

Tutta la base di Shama tira un sospiro di sollievo. Più intenso di quei tramonti mozzafiato che si vedono ad Al-Mansouri. Al rientro in Italia, il caporal maggiore scelto Alessandro Cimino riceve dal vice comandante della Aosta il colonnello Lisciandro, la croce d’argento al valore dell’Esercito. A Messina, è un giorno di emozioni. C’è il saluto per il nuovo comandante del reparto comando e supporti tattici. Il tenente colonnello Marcello D’Agostino lascia al parigrado Riccardo Fani. E c’è la storia di Alessandro. Che non è solo la storia di una caserma, di una brigata o di Messina. È la storia dell’Italia intera che si accorge di due tenniste in America, di una squadra di Basket che si gioca gli europei, ma si dimentica, troppo spesso, di fare il tifo per chi lo scudetto lo difende. Ogni giorno.

 

Mirko Polisano

Mirko Polisano

Giornalista embedded a seguito del contingente italiano nelle aree di crisi. E'stato inviato in Kosovo, Afghanistan e Libano. Ha seguito il terremoto de L'Aquila e il G8; l'emergenza immigrazione della Sicilia, la crisi libica e la Primavera Araba, inviato in Maghreb ad un anno dalla Rivoluzione. Ha raccontato le divisioni di Belfast e gli orrori di Auschwitz e Birkenau nel Giorno della Memoria. E' autore del libro "Storie Lontane. Racconti di vita in Afghanistan". È collaboratore del quotidiano Il Messaggero.

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