Dopo il no di Mattarella, l’accusa di impeachment e 88 giorni di crisi politica, oggi il governo di Giuseppe Conte ha giurato di fronte al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Alla vigilia della festa della Repubblica sembra dunque che una qualche stabilità sia stata raggiunta, grazie alla mediazione richiesta da Mattarella su Paolo Savona, uomo della discordia, che i due partiti avrebbero voluto come ministro dell’Economia ma che invece si occuperà degli Affari Europei. Al suo posto arriva Giovanni Tria, docente di economia politica all’Università di Tor Vergata di Roma e uomo molto vicino al Pdl di Berlusconi.

Il patto è stato raggiunto alle 19 del 31 maggio, dopo quasi tre mesi di travaglio. E così prende vita quello che si definisce il governo del cambiamento che ora dovrà superare la sfida più grande: riuscire a rimanere in piedi.

Il punto di vista estero

La notizia dell’accordo sul nuovo governo non ha tardato ad arriverà anche al resto d’Europa e così già molti giornali esteri lanciano la notizia. Su El Paìs si parla di “ coalizione populista senza precedenti” e ancora il Financial Times che ha parlato di “moderni barbari” per concludere con la copertina dell’inserto settimanale del Frankfurter. Il disegno raffigura un’Ape con la bandiera italiana e i simboli dei due partiti sulla portiera che precipita da un precipizio. Non manca nemmeno l’autista che fa il gesto dell’ombrello. “Mamma mia!” è il titolo che continua: “perché l’Italia è la grande bambina problematica dell’Europa”. E si continua con il Suddeutsche Zeitung che pubblica una vignetta poco morbida che raffigura il Bel Paese come un malato terminale nelle mani di Di Maio e Salvini, visti rispettivamente come Peste e Colera mentre Le Monde raffigura Conte come un bambino sul seggiolone con tanto di cucchiaino e biberon che grida “bleah Europa!” e intorno a lui gli altri governanti preoccupati che si rivolgono alla Grecia dicendo “alla fine ci piaci”.

Ma sono solo alcuni dei giornali su cui le vicende dell’Italia continuano a fare notizia. Dal canto nostro noi continuiamo a pensare al nostro Paese con la speranza che questo possa essere un nuovo punto di partenza e che domani il 2 giungo possa essere ricordato anche come inizio di una nuova era.

Francesca Interlandi