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AL SUD… DOVE NON SI DEVE SMETTERE DI SOGNARE

Un progetto, l’AIFF Ariano International Film Festival a metà strada tra l’Irpinia e una “politica” poco attenta

Ariano Irpino (Avellino)- Quando si parte pieni di entusiasmo e si arriva alla IV edizione di un festival cinematografico, nel sud Italia, si è già raggiunto un successo. Lo sa bene Annarita, che è riuscita a mettere insieme un progetto troppo bello e lungimirante per un contesto non proprio promettente, eppure lì, ad Ariano Irpino, ci sarebbe tutto, servizi, location, scenari, calore umano e quella intraprendenza che ha reso l’Irpinia una terra ricca e salvaguardata. Forse Annarita Cocca, regista e ideatrice dell’AIFF, era stata affascinata da questo humus, da questa miscellanea di fattori della sua terra a cui voleva e vuole donare la sua forza, il coraggio della sua idea; sino a quando sulle scale della politica si è imbattuta in una più reale condizione meridionalistica e distratta, forse solo poco dialogativa. Vediamola così, diciamo che al sud, spesso, si dialoga poco e ci si confronta ancor meno, danneggiando così menti brillanti, idee e progetti troppe volte sulla rotta migratoria, dirette dove si da spazio a chi è conoscitore della tecnica e dove, nella materia umana si investe, si crede, si scommette.

Ariano Irpino, seconda cittadina irpina dopo Avellino, ha visto in questi 4 anni di kermesse nomi illustri del jet set cinematografico, Montesano, Lo Verso, Remo Girone, Tomas Arana, per fare alcuni nomi e giurie tecniche di altissimo spessore, oltre che pellicole provenienti da tutto il mondo in gara nelle sessioni avveniristiche e più classiche. Insomma, al sud, dove Joe Morelli regalava speranze, oggi si deve continuare a sognare e “la donna delle stelle” in questo caso vera e brava, deve essere circondata e sostenuta da quella politica che non può più permettersi errori, non deve! Basta guardarsi indietro per vedere l’arida condizione creata e la desertificazione ereditata e senza litanie e piagnistei bisogna rivendicare la propria appartenenza al territorio e con essa le proprie ragioni, pretendendo dalla politica servizi e non favori come per troppo tempo è stato.

La storia dell’Ariano International Film Festival è una delle tante storie che frenano la progettazione giovane e che allontanano le ricchezze nostrane dall’Europa e dalla fase 4.0; questa triste verità è spesso figlia di una organizzazione gretta e ferma allo scambio di favori e non di idee, alla mancata elasticità e alla scarsa concezione di team building.

La giusta sintonia tra questo progetto e le organizzazioni governative locali, possono essere da esempio e volano per chi vuole continuare a sognare nel mezzogiorno d’Italia.

 

Michele Zizza

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Michele Zizza

Giornalista con una laurea dedicata alla filosofia della comunicazione e del linguaggio, ho incentrato lo studio sulla digital life de i fenomeni più insidiosi come il cyberbullismo. Trovo interessanti le strategie dei social network e come gli algoritmi agiscano sulla vita. Mi occupo di comunicazione istituzionale e prendo pillole di PNL e comunicazione efficace. Adoro sciare e il freddo, i paesi scandinavi, il jazz, la fusion, il blues e i Pink Floyd. Ho una bimba, Ginevra

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