Colpita al volto mentre tornava a casa a Moncalieri, è stata operata per una lesione alla cornea e rischia la partecipazione agli Europei di Berlino. E’ un altro gravissimo episodio avvenuto nelle ultime settimane. Caccia al nero: 11 casi in 50 giorni, Salvini non può più liquidare il razzismo con una battuta.

 

Nel momento in cui viene sottovalutata l’ondata di violenza razzista, licenziata dal ministro Salvini con la battuta del razzismo come “allarme inventato dalla sinistra”; nella situazione vergognosa e pericolosa delle ripetute aggressioni contro chi è diverso in Italia; proprio oggi, in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, è venuto il momento di diffondere e difendere la verità e l’uguaglianza contro chi semina, fomenta e giustifica odio e crea fake news per i suoi interessi. Perché siamo un paese magnifico, meticcio e da sempre variegato; ma adesso, cosa stiamo diventando?
Daisy Osakue, nata a Torino ventidue anni fa da genitori nigeriani emigrati in Italia, è la primatista italiana Under 23 di lancio del disco, e rappresenta i colori azzurri anche nel getto del peso. Secondo quando avrebbero accertato gli inquirenti, è stata colpita questa notte in pieno volto da un uovo lanciato da un’auto in corsa, un Doblò. Il motivo? Si sospetta un atto a sfondo razzista. Trasportata all’ospedale Oftalmico di Torino, ha riportato una abrasione alla cornea ed è stata operata per rimuovere un frammento di guscio dell’uovo. Ma questo non le impedirà di partecipare agli Europei di atletica che si terranno a Berlino dal 6 al 12 agosto, perché il suo sogno non verrà oscurato dalla follia e dall’ignoranza di alcuni stupidi falliti, ricercati dai carabinieri. Dopo l’aggressione, la sua foto con un occhio pesto e le lacrime che le solcano il viso è stata pubblicata su Instagram da Luca Paladini, un attivista per i diritti Lgbt, e ha fatto subito il giro del web, rilanciata da altri utenti, fra i quali il direttore di La7 Enrico Mentana, indignato per l’accaduto.
Era già stato segnalato nei giorni scorsi, a Moncalieri, il Fiat Doblò da cui la scorsa notte è partito il lancio di uova che ha ferito al volto Daisy. Lo rendono noto i carabinieri, precisando che nei giorni scorsi erano stati segnalati altri lanci di uova contro passanti. Nella notte tra il 14 e il 15 luglio, un pensionato ha segnalato ai carabinieri lanci di uova contro la sua abitazione; il 25 luglio, intorno alle 23, tre donne, appena uscite da un ristorante di strada Genova, sempre a Moncalieri, sono state colpite da uova tirate da una macchina che viaggiava a tutta velocità. I carabinieri sospettano che i responsabili siano gli stessi.

Le parole di Daisy e del padre dopo l’aggressione
«Per fortuna è soltanto una abrasione. Qualche giorno di riposo, qualche goccia e dovrei star bene» afferma Daisy fuori dall’ospedale. «L’hanno fatto apposta. Non volevano colpire me come Daisy, volevano colpire me come ragazza di colore. In quella zona ci sono diverse prostitute, mi avranno scambiata per una di loro. Mi era già capitato di essere vittima di episodi di razzismo, ma solo verbali. Quando però si passa all’azione, significa che si è superato un altro muro». Daisy vuole rassicurare anche i suoi tifosi: «Cascasse il mondo, ma a Berlino vado assolutamente. Parto comunque con la squadra, gareggio giovedì». «Io non escludo i motivi razziali. Non voglio essere criticata per questo, ma secondo me mi hanno lanciato quell’uovo, in viso, da un’auto che viaggiava a tutta velocità, semplicemente perché sono di colore», sottolinea la giovane atleta. E conclude: «Spero che trovino i responsabili, solo così si potrà sapere il motivo del gesto».
Parla anche il papà di Daisy, Iredia Osakue: «Siamo arrivati dalla Nigeria 24 anni fa. E’ capitato di essere vittime di episodi razzisti verbali, ma non ci faccio caso. Le persone parlano, non bisogna darci troppo peso. Daisy è nata in Italia, come i suoi fratelli di 14 e 8 anni, da adesso in poi farò attenzione che non tornino a casa dopo le 20. Fortunatamente mia figlia sta bene: se la ferita fosse stata più grave, la sua carriera sarebbe finita e avrebbe dovuto rinunciare a questa gara molto importante».

Le reazioni politiche
Così è intervenuto Salvini, di nuovo negando un’emergenza razzismo: «Ogni aggressione va punita e condannata, sono e sarò sempre a fianco di chi subisce violenza. Di certo l’immigrazione di massa permessa dalla sinistra negli ultimi anni non ha aiutato, per questo sto lavorando per fermare scafisti e clandestini. Emergenza razzismo in Italia? Non diciamo sciocchezze, ricordo che solo negli ultimi tre giorni, nel silenzio generale, la Polizia ha arrestato 95 immigrati, mentre altri 414 sono stati denunciati». All’atleta Daisy Osakue il ministro augura una veloce guarigione: «Spero di incontrarla e vederla gareggiare il prima possibile».
Il Pd si è pronunciato contro la spirale di odio: «Matteo Salvini, il razzismo esiste e tu lo nutri ogni giorno con il tuo linguaggio di odio. Oggi pronuncerai la parola scusa?» Così su Twitter la senatrice Vanna Iori capogruppo Pd in commissione istruzione. Sempre su Twitter ha scritto la senatrice Laura Garavini: «Con Salvini aggressioni stile squadrista in tutta Italia, è questa l’Italia che volevano gli elettori 5stelle? E’ questa l’Italia sicura di cui parla il Governo?”. E Matteo Renzi agiunge: «Daisy Osakue è una campionessa italiana. Ieri è stata selvaggiamente picchiata da schifosi razzisti. Gli attacchi contro persone di diverso colore della pelle sono una emergenza. Ormai è un’evidenza, che nessuno può negare, specie se siede al governo. Italia, torniamo umani».
Pippo Civati, fondatore di Possibile, chiama in causa direttamente il ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Salvini dice che il suo modello non sono gli Stati Uniti di Trump; ha ragione, il suo modello è l’Alabama degli anni Sessanta, con aggiunta di citazioni fasciste, di falsità a ogni occasione, accompagnate da parole che vengono dalle stagioni più buie della storia italiana recente».

Gli episodi razzisti
Undici casi in 50 giorni, i più eclatanti, senza contare le decine di violenze subite in silenzio da uomini, donne e bambini e mai denunciate.  E chi è il mandante di tutto questo? L’odio, l’ignoranza, la miseria che oggi più che mai una certa politica sfrutta ed alimenta, rinnegando le lezioni più brutali della storia recente, rinnegando l’uguaglianza e la parità di diritti che la varia umanità si è conquistata nei secoli e che anche la scienza e l’antropologia confermano. E per le quali sarà il caso di organizzare una mobilitazione nazionale, una riflessione profonda, un’opposizione irriducibile. Non possiamo stare fermi, in silenzio. Perché si rischia l’instabilità sociale, un far west (come ha detto Mattarella), una guerra civile, tra poveri. E perché davvero siamo tutti uguali e migranti, e dobbiamo solo tornare ad avere un sorriso accogliente, una curiosità umana verso l’altro.

1- Caserta, 11 giugno
Daby e Sekou, due ragazzi del Mali sono ospiti di una struttura Sprar del Comune. Quella sera, tardi, senza nessun motivo vengono investiti da una raffica di colpi di pistola ad aria compressa sparati da una Panda nera. Daby viene ferito all’addome. In questura racconta che i tre aggressori inneggiavano a Matteo Salvini
2- Napoli, 20 giugno
Konate Bouyagui, è uno chef del Mali di 22 anni, da quattro in Italia con regolare permesso di soggiorno, viene colpito alla pancia da un piombino mentre torna a casa. A sparare due ragazzi a bordo di una macchina. Dopo l’aggressione, il giovane chef dichiara: «Questi episodi sono collegati alla campagna elettorale del governo. Uno che ti spara con un proiettile finto può anche decidere poi di usarne uno vero e ti uccide… Salvini smetta di lanciare messaggi d’odio».
3- Forlì, 2 luglio
Una giovane donna nigeriana, sposata con un italiano, viene ferita a un piede da un colpo sparato da una pistola ad aria compressa da due giovani in scooter.
4- Forlì, 5 luglio
Un ivoriano di 33 anni viene colpito alla pancia con una pistola da softair mentre si muove in bicicletta.
5- Latina, 12 luglio
Due nigeriani di 26 e 19 anni che aspettano l’autobus a Latina Scalo, vengono colpiti con vari colpi esplosi da una pistola ad aria compressa, responsabili due individui a bordo di un’auto scura. Solidarietà da parte del sindaco Damiano Coletta che commenta: «Sembra chiara la matrice discriminatoria».
6- Roma, 17 luglio
Una bambina di etnia rom di 13 mesi in braccio alla madre viene colpita alla schiena da un piombino mentre si trova per strada. Ricoverata all’ospedale Bambin Gesù, le sue condizioni restano gravi per il rischio di danni alla colonna vertebrale. Chi ha sparato è un ex dipendente del Senato che dice:  «volevo provare l’arma». Spara dal suo terrazzo al settimo piano di una palazzina in zona Cinecittà. Il pistolero dirà poi di non aver mirato a nessuno in particolare, e di non essersi accorto che il colpo era andato a segno.
7- Vicenza, 26 luglio
Un operaio 33enne di origine capoverdiana, dipendente di una ditta di impianti elettrici, viene colpito alla schiena mentre è al lavoro su una pedana mobile a 7 metri di altezza. A sparare è stato un 40enne del luogo, individuato dai carabinieri che sono risaliti al punto dello sparo. L’uomo spiega ai carabinieri di aver sbagliato mira mentre tentava di prendere un piccione.
8- Palermo, 28 luglio
Un 19enne senegalese richiedente asilo, che lavora come cameriere in un bar di piazza Caterina, a Partinico (Pa), è stato aggredito da un gruppo di ragazzi che gli hanno procurato ferite al labbro e alle orecchie. Gli assalitori avrebbero gridato vari insulti razzisti, invitandolo a “tornare a casa tua”. Per l’arcivescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi è «un atto razzista e xenofobo» .
9- Aprilia, 29 luglio
Lo credono un ladro, e l’immigrato viene inseguito e pestato a morte. Il 43enne marocchino è morto la notte scorsa dopo l’inseguimento in auto, andata a sbattere contro un muretto. I giustizieri della porta accanto si sono all’improvviso trasformati in assassini. Ne sembrano convinti i carabinieri, che dopo alcune indagini hanno denunciato due uomini di 40 anni del posto, ipotizzando l’omicidio preterintenzionale.
10- Catania 29 luglio
Quattro persone immigrate lasciate a terra dal bus per Taormina. Non basta avere acquistato il biglietto per salire sul pullman, questo hanno pensato le quattro persone di origine africana che avrebbero voluto andare da Catania a Taormina e invece sono rimaste alla stazione Interbus di Catania. L’autista ha chiuso le bussole e se n’è andato lasciandole a terra.
11- Moncalieri, 30 luglio
L’ultima in ordine di tempo (ancora da verificare l’aggravante razziale) è l’aggressione subita da Daisy Osakue.

Una striscia di violenza e razzismo che quest’anno si è evoluta dal primo caso di Macerata, lo scorso 3 febbraio, quando Luca Traini semina il terrore in città, sparando all’impazzata verso degli stranieri, ferendone sei. Traini, che nel 2017 fu candidato dalla Lega, rintracciato dalle Forze dell’ordine si fece trovare avvolto nel tricolore, facendo il saluto romano.
Il 4 marzo è invece stato ucciso a Firenze il senegalese Idy Diene, preso da colpi di pistola su Ponte Vespucci da Roberto Pirrone, pensionato 65enne. Pirrone ha rivolto i colpi della sua arma contro il migrante che passava vicino a lui in quel momento. La sera del 2 giugno, infine, è stato ucciso Soumayla Sacko. L’omicidio è avvenuto tra Nicotera e Rosarno, la vittima era un attivista del sindacato Usb (che rifiuta lo “sviluppismo”, che distrugge vite umane e territori, genera guerre, razzismo e miseria). Viveva nella tendopoli di San Fernando e aveva deciso di aiutare due connazionali a raccogliere in una fornace abbandonata alcune lamiere per le loro baracche quando è stato ammazzato con un colpo alla testa, diventando nell’Italia razzista un simbolo dei diritti dei lavoratori invisibili. Ma adesso: basta razzismo.

 

Emanuele Forlivesi