Dopo una fase di calma apparente sono ripresi gli attacchi nella provincia di Nangarhar, una delle zone più calde afgane. I sofisticati droni americani hanno scovato e ucciso sacche di resistenza.

Oltre dieci tra miliziani i miliziani di Daesh e talebani sono stati uccisi in diversi attacchi con droni nella provincia orientale afgana di Nangarhar. Le forze statunitensi hanno compiuto raid su gruppi armati talebani e nascondigli dell’ISIS utilizzando i veicoli aerei senza equipaggio, la conferma viene da funzionari delle forze armate afgane e della polizia. I jihadisti ed integralisti islamici  sono stati colpiti in due diverse operazioni. Nella prima operazione, il 201 ° Corpo Silab dell’esercito afghano – ha dichiarato – che almeno tre ribelli talebani sono morti durante un violento attacco nella zona di Kkochiano del distretto di Bati Kot. Il secondo raid ha ucciso otto militanti dell’ISIS, nel zona di Pekha del distretto di Achin, alto il numero dei feriti.

Il drone è una presenza silenziosa e fredda, capace di volare senza essere quasi percepito, se debitamente armato, colpire con un missile e sparire senza lasciare traccia né esporre a pericoli fisici alcun essere umano incaricato delle operazioni. Gli Stati Uniti sono certamente il Paese capofila nell’utilizzo dei veicoli aerei senza equipaggio per questo genere di operazioni.

 Al momento, i gruppi armati anti-governativi inclusi i militanti talebani e dell’ISIS non hanno commentato le grosse perdite subite. Ciò avviene mentre le operazioni antiterrorismo, compresi i raid aerei delle forze afgane e statunitensi, sono in corso contro i talebani, l’ISIS e altri gruppi terroristici a Nangarhar e in altre zone del paese.