Spazio Kabul

Afghanistan, in mano agli “insurgents”: in calo il numero delle forze armate

Le forze armate afgane cominciano a perdere i pezzi, «SIGAR» segnala un calo dell’11% nell’ultimo anno.

L’ispettorato generale degli Stati Uniti per la ricostruzione dell’Afghanistan (SIGAR), organismo di controllo americano, ha riportato un calo di almeno l’11% del numero delle forze di difesa e sicurezza nazionali afgane.
L’ispettore generale del SIGAR, John Sopko, ha fornito dati precisi nel suo ultimo rapporto relativo agli sforzi in corso per ricostruire le forze armate afgane. Almeno 296.400 addetti alla sicurezza stanno attualmente prestando servizio. Il rapporto include nel numero stimato anche il personale dell’Afghan Air Force.
John Sopko, ha dichiarato: “Costruire le forze afgane è una delle massime priorità per gli Stati Uniti e per i nostri alleati internazionali, quindi è preoccupante vedere diminuire il numero dei militari afgani sul campo”. Il governo afgano e le istituzioni di sicurezza non hanno commentato finora l’ultimo rapporto del SIGAR.
L’ultima relazione dell’ispettorato generale degli Stati Uniti per la ricostruzione dell’Afghanistan, avviene in una fase molto delicata. Dopo i gravi attentati, la sicurezza si è bruscamente deteriorata in tutto il paese negli ultimi mesi. Le forze afgane affrontano una crescente insurrezione guidata dai talebani e dai lealisti dei gruppi terroristici dell’ISIS, che lentamente conquistano sempre più territorio.

Interviste a reclute hanno messo in evidenza che, negli ultimi anni, vi è stata la più alta percentuale di contatti con elementi anti-governativi, nel complesso il 16% dei giovani arruolati nell’ANA “Esercito Nazionale Afghano” è stato corrotto da forze ribelli attraverso consistenti offerte economiche.

SIGAR – ammette – che l’ANDSF “Afghan National Security Forces”, ha volutamente ceduto terreno nelle zone in cui la sua capacità di proteggere il territorio era limitata, soprattutto nella provincia di Helmand, un fazzoletto di terra che confina con il Pakistan, storica roccaforte talebana.

Pierluigi Bussi

Pierluigi Bussi è giornalista dal 2003 e inviato in zone di guerra e all'estero. E’ stato, tre gli altri paesi in Afghanistan e Tunisia. Si è laureato in Relazioni Internazionali presso L’Università La Sapienza di Roma con approfondimenti sui conflitti nel Corno d’Africa e Medio Oriente. Da anni segue le sorti politiche e sociali afgane. Tra i vari ruoli ricoperti è stato capo redattore del mensile Europe Today, ha collaborato con i quotidiani Pubblico, Roma News, Il Mezzogiorno d’Italia, con approfondimenti in materia di politica estera. Ha scritto, inoltre, per Storia in Network. Attualmente collabora con La Stampa.

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