Spazio Kabul

Afghanistan, CIA e intelligence locale accusati di violazioni dei diritti umani

L’intelligence locale trama con la CIA per costruire un regime di terrore in Afghanistan? E’ quanto hanno denunciato dissidenti politici, analisti e giornalisti afghani

Kabul – Ritorna lo spettro della polizia segreta sovietica. Secondo alcuni dissidenti politici, la Direzione Nazionale di Sicurezza (NDS) non è solo il successore ufficiale di KHAD, il brutale servizio di intelligence dei comunisti afgani negli anni ’80, sembra che stia imitando le sue tattiche violente per trasformare l’Afghanistan in un nuovo stato di polizia con l’aiuto dell’intelligence statunitense, che sostiene il regime. Una serie di attacchi a catena contro chi aveva opinioni critiche verso Kabul e Washington, ha fatto scattare un campanello d’allarme. Molti osservatori ed agenzie di stampa afghane hanno collegato le forze filo-governative ad una serie di raid contro i dissidenti.

Il governo ha rifiutato di commentare la maggior parte delle accuse. Ma il direttore dell’NDS Mohammad Masoom Stanekzai è stato costretto a dimettersi lo scorso settembre dopo un raid dell’NDS a Jalalabad, in cui fu sterminata una importante famiglia locale, tutti civili. Stanekzai faceva parte del regime comunista afgano ed ha combattuto contro i mujaheddin negli anni ’80, molti afghani ritengono che l’NDS, con l’aiuto e l’approvazione della CIA, si sia sostituito al feroce KHAD.

Nazar Mohammad Motmaeen, analista politico freelance di Kabul è stato attaccato da uomini armati nel mezzo di Kabul. Motmaeen molto critico nei confronti dell’occupazione militare americana in Afghanistan, scampato all’agguato ritiene che l’attentato è di matrice NDS, secondo lui l’intelligence è pronta ad ucciderlo a causa del suo dissenso politico. Alcune settimane dopo il tentato omicidio di Motmaeen, un altro dissidente politico antigovernativo, Mohammad Hassan Haqyar, è stato aggredito e ferito da uomini armati, ancora non identificati. Circa due mesi fa, Waheed Mozhdah, analista politico e scrittore, noto per le sue opinioni critiche verso Ghani e Trump è stato assassinato nel quartiere Dar-ul-Aman a Kabul, all’uscita dalla moschea dopo la preghiera. Tutti questi attacchi ad oggi non hanno un colpevole.

Pierluigi Bussi

Pierluigi Bussi è giornalista dal 2003 e inviato in zone di guerra e all'estero. E’ stato, tre gli altri paesi in Afghanistan e Tunisia. Si è laureato in Relazioni Internazionali presso L’Università La Sapienza di Roma con approfondimenti sui conflitti nel Corno d’Africa e Medio Oriente. Da anni segue le sorti politiche e sociali afgane. Tra i vari ruoli ricoperti è stato capo redattore del mensile Europe Today, ha collaborato con i quotidiani Pubblico, Roma News, Il Mezzogiorno d’Italia, con approfondimenti in materia di politica estera. Ha scritto, inoltre, per Storia in Network. Attualmente collabora con la Repubblica e La Stampa.

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