La presenza del contingente italiano si è sensibilmente ridotta in Afghanistan, ma non si può certo affermare che le nostre forze militari ancora dispiegate, non siano di supporto, anzi in questi ultimi mesi le loro azioni concertate con la polizia e l’esercito afgano hanno prodotto ottimi risultati, fondamentali per la sicurezza della popolazione nelle province occidentali del paese, ancora sotto scacco di bande di insorti e dei loro atti intimidatori. Circa 100 militari italiani della Brigata Alpina “Taurinense” hanno condotto la terza ed ultima fase di assistenza ai Comandi delle Forze di sicurezza afgane, impegnati contemporaneamente nella provincia di Farah e a Shindand, nell’ambito della “Khalid” la campagna pianificata dal governo afgano per  garantire la sicurezza nelle aree minacciate da formazioni terroristiche, che osteggiano la popolazione locale mettendone a serio repentaglio la sicurezza. I militari italiani fornendo il loro supporto alle Forze Speciali afgane, hanno portato a termine l’operazione “Zafar 57″ con l’obiettivo di contrastare  e ridurre la presenza degli”insurgents” e ripristinare il governo legittimo in quei distretti sotto il controllo dei terroristi. Il comando italiano, a stretto contatto con le forze speciali afgane e le postazioni di sicurezza locali, hanno fornito assistenza durante la fase organizzativa e di condotta dell’operazione, in particolar modo nel distretto di Shindand, una delle aree più pericolose dell’Afghanistan, ritenuto dal governo di Kabul la roccaforte degli insorti nella zona occidentale. A Shindand i vari dispiegamenti hanno visti impegnati elicotteri dell’Aviazione dell’Esercito, sia NH 90 adibiti al trasporto dei vari team, sia A 129 “Mangusta” per la scorta e garantire la sicurezza in volo assieme ai velivoli da trasporto C-130 e di elicotteri Apache e Black Hawk statunitensi che hanno consentito agli Alpini del 2°Reggimento della Brigata Taurinense  con altre unità specializzate, di potere approntate tempestivamente  le misure di sicurezza necessarie alla difesa della base avanzata “La Marmora” nella quale i specialisti italiani del TAAC-W (Train Advise Assist Command West) hanno assistito i Comandanti delle Forze di Sicurezza afgane in tutte le varie fasi dell’operazione. Tra i risultati conseguiti, neutralizzare numerose cellule terroristiche, scardinandone le linee di comando e di coordinamento. Oltre 30 “IED” ordigni esplosivi improvvisati, sono stati ritrovati e disinnescati dai team di specialisti afgani, formati pochi mesi fa dagli addestratori italiani e risultati assolutamente determinanti per il successo dell’operazione. L’azione militare, ha consentito il pieno ripristino dell’autorità legittima nei distretti occupati, conseguendo anche il risultato di aver tagliato le vie di comunicazione delle cellule terroristiche tra il nord e il sud dell’Afghanistan. Il successo dell’operazione ha messo in luce l’efficacia del sistema congiunto tra i comandi, caratteristica dell’operazione Resolute Support, attuato negli ultimi mesi  secondo le linee guida della NATO, nonché il ragguardevole incremento della capacità operativa autonoma  raggiunto negli ultimi anni dalle Forze di sicurezza afgane. In questo panorama ottimistico, il Comandante della TAAC-W, il Generale Massimo Biagini, ci ha tenuto a precisare che l’attività dei militari italiani a favore delle forze afgane, ha rappresentato per il nostro contingente,  il risultato di anni di lavoro e di addestramento svolto in sinergia con le controparti locali, per le quali l’esperienza degli specialisti italiani è risultata determinante. Conclude il suo breve confronto con la stampa con enfasi ed un pizzico di esultanza:  “Missione compiuta, un eccellente successo per i militari italiani”.