Editoriali

ADHD

ADHD, Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder, è un disturbo che porta chi ne soffre a dover combattere contro vari problemi: difficoltà a concentrarsi su qualcosa (come lo studio, una conversazione, un lavoro manuale ecc.), tendenza ad essere impulsivo e iperattivo, difficoltà nell’instaurare sane relazioni sociali e, in alcuni casi, tendenza alla depressione, ad avere atteggiamenti ossessivi-complusivi e al bipolarismo. Insomma un vero e proprio disturbo neurologico che, di certo, nel momento in cui venisse diagnosticato, deve essere curato nel migliore nei modi (anche perchè più tardi lo si inizia a curare, più difficilmente lo si riuscirà a superare).

Non sono pochi però gli scettici di fronte alle diagnosi di ADHD. Eccessiva irrequietezza, disinteresse e mancanza di attenzione non sono infatti necessariamente sinonino di ADHD, alle volte può benissimo trattarsi di semplice immaturità o maleducazione. Non è un caso che uno studio portato avanti da ricercatori di Taiwan su 380.000 soggetti tra bambini e ragazzi, abbia portato a rilevare un maggior tasso di diagnosi del disturbo nei soggetti nati ad agosto rispetto a quelli nati a settembre. Si tenga conto che nella Repubblica di Cina agosto è l’ultimo mese valido per l’iscrizione alla prima classe. Tale dato ha portato i ricercatori ad ipotizzare che i più giovani siano quindi i più soggetti a tale diagnosi, il che risulterebbe in linea di massima un errore dal momento in cui, essendo appunto più giovani, forse hanno semplicemente bisogno di più tempo per maturare e dimostrare le loro abilità.

Al di là dei casi di diagnosi di ADHD, forse troppi, c’è un’altra questione legata a questo disturbo che fa molto discutere: il rapporto che intercorre tra ADHD e sport. Un caso in particolare è certamente degno di attenzione, quello dell’atleta, quattro volte oro olimpico, Simone Biles (ragazza ventenne di origine statunitense). Ebbene, da documenti rubati da alcuni hacker dai server dell’Agenzia mondiale antidoping è uscito fuori che la ragazza, essendo affetta da ADHD, avrebbe i permessi necessari per l’utilizzo di anfetamine. Non si sono fatte attendere le spiegazioni della ragazza che, su Tweeter, ha specificato come l’utilizzo di medicinali sia per lei obbligatorio a causa del disturbo di cui soffre. Nonostante la vicinanza alla ragazza che soffre di ADHD sia d’obbligo, viene comunque da chiedersi se chi fa uso di anfetamine non sia agevolato in una competizione contro chi invece non ne fa uso. Non resta che dire, ai posteri l’ardua sentenza.

Federico Molfese

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Federico Molfese

Laureato in Relazioni internazionali presso l’Università di Roma La Sapienza, ha approfondito i suoi studi seguendo un master in Mediazione interculturale e interreligiosa presso l’Accademia di Scienze Umane e Sociali di Roma. Appassionato di geopolitica e attento a temi quali diritti umani, dialogo nelle sue più svariate forme, fondamentalismi e metodi per la risoluzione dei conflitti, ha svolto diverse conferenze presso alcuni istituti scolastici di Roma. Attraverso un periodo di stage presso l’Onlus “InMigrazione”, nel campo dell’accoglienza dei migranti in territorio nazionale, ha potuto ulteriormente approfondire la sua conoscenza riguardo il rapporto che intercorre tra lo Stato italiano, l’Unione Europea ed il fenomeno migratorio. Per diletto si interessa allo studio delle religioni e della simbologia sacra, nonché all’insegnamento di diverse discipline marziali. Ama storie fantasy di autori come Tolkien, Michaele Ende, Jule Verne e Stevenson e nutre una grande passione per la scrittura.

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