Il popolare conduttore televisivo è morto a 77 anni a Milano, dopo un anno di lotta con una grave malattia.

 

Ci ha lasciato un consumatore onnivoro di spettacolo, un divulgatore, un affabulatore, un medium di memoria collettiva, che amava il nazional popolare ovunque si annidasse: nella radici della musica folk, nelle canzonette cuore-amore di Sanremo, nel grande cinema pop italiano anni ‘50 (che recensiva sui periodici), in quello americano di cui adorava certo gusto kitsch. Fu il grande precursore dei quiz, partecipando come autore alla realizzazione di un programma storico come Rischiatutto, con Mike negli anni ‘70.
L’annuncio della scomparsa è stato dato da Nicola Carraro, produttore cinematografico e marito di Mara Venier, che lo ha poi ricordato con affetto su Instagram.

Curioso dei retroscena, dei pettegolezzi eleganti, esibiva conoscenze dirette con le dive dello spettacolo come Liz Taylor e Gina Lollobrigida. Frequentatore di Hollywood, lì si procurava il materiale per le sue interviste e per gli special tv (si ricorda il documentario su Marilyn Monroe nel ’92) dedicati ai grandi da Iglesias a Villa, da Battisti alla Osiris, dalla Callas a Mina.
Proprio di Mina fu collaboratore e affettuoso amico; per lei scrisse i testi di “Viva lei”, “Bugiardo e incosciente”, “La voce del silenzio” e “Secumdì secumdà”. Lavorò anche per la Vanoni e fu vicino praticamente a tutti i cantanti italiani dai 50 a oggi.
Paroliere, scrittore, giornalista, cinefilo e cinofilo, fu scoperto da Luciano Rispoli che lo fece uscire dalle quinte con “La maga Merlini” negli anni ‘60. Fulminato dalla somiglianza con Marilyn, fu per poco tempo marito di Justine Mattera, showgirl americana, da lui stesso scoperta.

Da osservatore e protagonista, attento alla moda e al gusto, anticipò l’ondata vintage di un passato sempre favoloso, che poi si è abbattuta in tv. Contribuì al clima amarcord con gli appuntamenti nostalgici del primo pomeriggio anni ‘90, tanto da creare un luogo comune: Dove sono i Pirenei?, Ci vediamo in tv, Alle due su Raiuno e, solo due anni fa, E-state con noi, piccoli assaggi di storia italiana. Anticipò in Telemenù con Wilma de Angelis l’inflazione degli chef. Amatissimo dal pubblico over 50 soprattutto femminile cui il perito tecnico (dal ’61) Limiti faceva ritrovare antichi beniamini, motivi mai dimenticati, volti ritrovati e immagini sperdute nei ricordi dei Cinema Paradiso.
Perché le sue specialità erano assaggiare di tutto, l’aneddotica come puzzle, il talento del salotto che gli permise un’edizione di Domenica In ed infinite partecipazioni nei “talk”, oltre a collaborazioni con Funari, Predolin, Baudo, Zuzzurro e Gaspare.
Per lo psicologo del pubblico, abile a interpretarne i sogni, che si divertiva col musical e il melodramma
l’ultimo anno è stato infernale ma, racconta un amico, Paolo aveva alla fine placato anche il senso di ingiustizia che il male porta con sé, e non aveva più neanche voglia di sfogliare vecchie riviste e di vedere vecchi film; segno che stava già viaggiando altrove.
Il suo stile di conduzione e la sua capacità di giocare con i ricordi, riproposti con un carico di aneddoti, di storie e di conoscenza hanno fatto di lui un vero custode della storia dello spettacolo, italiano e non.

 

Emanuele Forlivesi