È autunno, il freddo incalza e il periodo delle vacanze è già un lontano ricordo. Quello che il caldo non ha portato via con sé è la voglia di viaggiare, di conoscere posti e volti nuovi che in qualche maniera rendono diverso lo scorrere delle giornate, libere dal grigiore dei mesi invernali. Ma non è mai il momento sbagliato per concedersi una fuga dalla routine e scoprire posti ancora inesplorati. Basta fare due passi a Piazza del Popolo, avvicinarsi alla scalinata che conduce al Pincio ed entrare nelle Sale del Bramante, dove una serie di ottanta scatti fotografici regalano un viaggio lungo tutta l’Italia nel tempo di un solo giorno. Non servono bagagli, non servono affitti o voli, ma la semplice curiosità di abbandonarsi ai piaceri di una mostra innovativa.

L’iniziativa proposta da Instagram ha conquistato il sito museale che ha aperto le sue porte alla fotografia social. Gli scatti che hanno conquistato un posto all’interno del viaggio virtuale non provengono soltanto da occhi esperti di fotografi di professione, ma anche dalle lenti fotografiche di appassionati che hanno scelto di condividere quei particolari, quei dettagli che rendono unico il loro modo di vedere il mondo. Quella che viene messa in scena è la rappresentazione di tradizioni, tendenze ed abitudini che riguardano luoghi diversi dello stesso paese e che interessano momenti diversi della giornata; situazioni che vanno dalla mattina fino alla notte. Si inizia così ammirando l’angolo breakfast che occupa la parete destra della stanza; vi è il chiaro richiamo alle immagini racchiuse nel libro “Simmetry Breackfast” di Michael Zee; un progetto iniziato nel 2013 con l’obiettivo di unire la cultura e l’estetica di design che ruota intorno al concetto di prima colazione e che invoglia ad aprire la propria mente e la propria dieta verso modi diversi di iniziare la giornata.

Il viaggio virtuale prosegue poi con la rappresentazione di luoghi, azioni, sapori e colori suggestivi; ci sono i monumenti di Roma, un bar di Milano, le acque limpide che circondano i Faraglioni dei Ciclopi ad Aci Trezza e ancora la mano di uomo di Vernazza che accarezza le pagine di un libro; i paesaggi incantati del Castello degli Odescalchi, o la camminata per arrivare alla “città che muore”; l’arrivo in acqua di una donna dopo un tuffo in Sardegna, o le luci dei lampadari del Teatro La Fenice di Venezia; la bellezza della Torre Astura a Nettuno, che ha conquistato un posto anche all’Expo di Milano nello stand della regione Lazio, così come la vista mozzafiato dalla grotta di Punta Rossa al Circeo. Momenti unici, attimi fugaci, catturati dalla velocità di uno scatto condiviso, il cui obiettivo è quello di omaggiare le bellezze italiane, di regalare e regalarci istanti di amor di patria.

Un amore consumato dai problemi che riguardano il Paese, spesso insultato, umiliato e forse anche odiato. Oggi il primo consiglio che viene dato ad un giovane è “impara e scappa”; così l’Italia si ritrova ad essere amata solo dall’estero.

Ma forse, quello che questa iniziativa ha smosso è anche il piacere di guardarsi attorno e immortalare con uno scatto ciò che di bello ci circonda, così da risvegliare in noi un senso di appartenenza. L’hashtag è infatti ormai virale; sono ben 4.000 i post che occupano la bacheca Instagram e che raccontano un Paese ricco di storia e di siti culturali, ma anche luoghi in cui godere di panorami unici immersi nel verde e nella natura; posti spesso ancora legati alla tradizione del pane fatto in casa o del profumo del bucato steso alla finestra. Perché l’Italia non è solo il Paese della pasta e della pizza o del Colosseo e del Duomo di Milano. L’Italia è composta da ben 20 regioni, ognuna delle quali racchiude al suo interno peculiarità che la rendono unica. È bene dunque andare oltre gli stereotipi e far conoscere ciò che di bello rimane, oltre i piacere goderecci che ci rendono unici del genere, soprattutto in un momento come questo, in cui tutto scricchiola, dove si traballa ma si spera di non cadere, o di prendere la prima valigia e scappare.