Da mister Ranier al duello Totti-Spalletti. Fatti del calcio di oggi che sono già Amarcord. E poi la nostalgia di chi lascia. Bellini, Di Natale e Luca Toni. E i mondiali di 10 anni fa, ormai, sono solo un ricordo…

Leicester (UK)- Leicester piccola città britannica e una storia calcistica mai da copertina, fino a quando Mister Ranieri o, come lo chiamava Mourinho mister «zero tituli»,  non arrivasse su quella panchina rovente di una squadra che doveva riuscire a salvarsi.

Si lui, il testaccino romano doc figlio di un macellaio che finora era sempre andato vicino a vincere lo scudetto persino con la sua squadra del cuore, la Roma. Mentre scrivo la radio passa il brano di Massimo Ranieri, omonimo del tecnico romano cantante e grande showman, “Erba di casa mia”, canzone che forse è la più appropriata per gioire del successo di un mister, che secondo i più stava attraversando la fase calante della sua carriera, vista l’età. Vardy, Mahrez, Ulloa, Okarazi,M organ e N’Golo Kante, chi sono questi sconosciuti? Prima del trionfo in Premier League questi campioni non sapevamo chi fossero. Forse a malapena conoscevamo Inler, per i suoi trascorsi in Italia, ed il portiere Kasper Schmeichel figlio del grande Peter campione del Manchester United e della Danimarca nei Campionati Europei del 1992. Vincere con dei semi sconosciuti in un club semi sconosciuto può valere una carriera e ripagare ogni sacrificio. Mi verrebbe da dire: «Grazie, Mister “fettina”», come lo chiamavano gli amici d’infanzia. Grazie,  perchè così ci ha fatto ricredere a tutti, Mourinho compreso.

Ci sono favole come quelle di Bellini capitano bergamasco della Dea che dall’età di 6 anni ha sempre vestito i colori del club dell’Atalanta. Qualche settimana fa, questa bandiera ha salutato il suo pubblico ed i compagni hanno voluto fargli l’omaggio di calciare il rigore per poter gioire doppiamente segnando nel suo stadio nella sua ultima partita. Eccola, un’altra bella storia. Come quella di Luca Toni, in gol contro la Juve e capace di far vincere il Verona ormai retrocesso contro i campioni bianconeri. Ciao e grazie, girovago del gol! Forse perderemo anche Di Natale, che sta per dire addio a un club a cui ha dato tutto, rinunciando a contratti con big e introiti di guadagni maggiori. Di sicuro qui in Italia non ammireremo neanche più Miro Klose, altro grande campione.

Altra storia, altra gioia. Francesco Totti ha dato uno smacco a molti compreso mister Spalletti da Certaldo. Il “boss” americano James Pallotta ora ha rimesso in discussione dopo le sue ultime prestazioni il rinnovo di un contratto che non avrebbe mai dovuto esserci. Totti come Del Pero, come Maldini come anche Zanetti. Sono l’essenza e la storia del calcio e l’incarnazione di una bandiera che ormai tende a sparire e allora magari averne di Totti, anche a 40 anni. Anche solo per vederlo giocare 15 minuti perchè la classe non si riconosce dall’età o dal fisico. Certo occorre avere anche quelli in buono stato, ma un campione resta tale anche se lo si ferisce, come è successo a lui che ha fatto la storia della Roma e quindi lunga vita a te Francè.

Ultimo sguardo più lontano e triste. Recentemente un artista se ne andato. Ed è sempre triste quando un artista se ne va. Forse non sarà famoso come Totti, Ranieri, Bellini, Klose, Toni e Di Natale ma è stato un grandissimo. Per mesi lottava con un male incurabile e nonostante ciò era sempre in scena col suo collega con cui formava la coppia “Duo x Duo”. Sto parlando di Massimo Borrelli, artista di Made in Sud. Il mio ultimo ricordo è triste ma velato da quel sorriso di un comico che soleva dire spesso «Tu si che vales» perchè nella vita devi valere per poter raccogliere gioie. Prima o poi.

 

Michele Belsito