Mercoledì 14 e 21 Marzo ore 21 nella Chiesa di Santa Maria Regina della Pace: le Otto Parrocchie di Ostia insieme in 2 serate su ‘Legalità e Giustizia’ alla Luce del Vangelo

A OSTIA DON PATRICIELLO IL SACERDOTE ANTI MAFIA DELLA TERRA DEI FUOCHI:IL TERRITORIO RIVELI IL SUO VOLTO MIGLIORE

Ostia Cristiana, Chiesa in Uscita, ha inaugurato una straordinaria stagione di Ecclesialità e Inteparrocchialità; ‘Legalità e Giustizia’:al forte richiamo del Vescovo Paolo Lojudice, dei Sacerdoti del Territorio hanno risposto il Parroco di Caivano don Maurizio Patriciello, don Antonio Coluccia insieme ad altre personalità della lotta alla criminalità organizzata.

L’esperienza dei fuochi che ardono per distruggere e avvelenare un Territorio non è solo ambientale , naturalistica, ecologica; già Papa Francesco nella sua ‘Laudato Sii’ ci ha invitato profondamente a riflettere come e a che livelli ci sia relazione tra il comportamento degli uomini verso il Creato di cui è Custode, quello ‘sociale-economico’ tra gli stessi esseri umani e quello intimo, spirituale nel rapporto con la sua stessa coscienza e con Dio.
Una Terra che brucia quella del nostro Territorio non solo dal punto di vista figurato dalla criminalità, ma abbiamo visto, solo fino a pochi mesi fa, anche nella realtà di roghi dolosi delle nostre Pinete.

La riflessione che la Chiesa Ostiense – in questo periodo di Grazia nel quale sembra soffiare un’eccezionale Spirito di Comunione, di Ecclesialità, quanto anche d’ Incontro Ecumenico – vuole suscitare tra i Cristiani e tutti i Cittadini del Territorio in genere una ricerca di Legalità e Giustizia non solo dal punto di vista Politico Istituzionale, GIuridico e Amministrativo, Economico e Sociale, ma strettamente connessa ad una ‘rivelazione’ : il Vero Volto di Ostia, la sua Bellezza.

In questi anni di tribolazione la grande assente è stata proprio la verità; oltre alla descrizione ‘irresponsabile’ che diversi media nazionali e non solo hanno fatto (spesso ancora continuano a fare) di Ostia e della gente che vi abita, la cittadinanza ha percepito lontane le sue Istituzioni, spesso incapaci di tradurre il vero vivere quotidiano in azioni adatte a migliorarne le reali condizioni di vita. Logiche esterne, poteri più o meno legittimi hanno condizionato il vissuto della gente.
La Cosa Pubblica via via non si è più percepita come tale; progressivamente questa deriva ha aperto le porte ad una spirale criminale che ha sottratto per pochi le risorse di molti. Prima ancora che dalla presenza di una criminalità di borgata, strutturata e organizzata, gli Ostiensi sono stati vittime del tradimento di alcuni tra le più alte cariche Istituzionali locali.

E’ per questo che ad un necessario, fondamentale cambiamento Politico Istituzionale , che probabilmente avrà i suoi lunghi tempi di elaborazione nella percezione sociale e cittadina della gente, deve poter nascere sul Territorio Ostiense un profondo senso civico, una coscienza ed una consapevolezza nuova di cosa significhi Servire gli Altri, Servire il Prossimo.
In questo la Chiesa, attraverso il Vangelo di Gesù Cristo e la Testimonianza Cristiana nella vita dei quartieri, può contribuire concretamente oltre alle esperienze che possono narrarsi circa la Legalità e la Giustizia vissute nella lotta contro le organizzazioni criminali nelle zone di massimo scontro.

La partecipazione straordinaria di DON MAURIZIO PATRICIELLO Mercoledì 14 Marzo, di DON ANTONIO COLUCCIA (fondatore dell’Opera don Giustino) il 21 Marzo a Santa Maria Regina Pacis e di altri testimoni in Cristo di come poter rispondere cristianamente al male della criminalità organizzata, sono un punto di arrivo importante per comprendere che Ostia e i suoi Cittadini non sono soli, che le Parrocchie sono unite e anche rappresentano un punto di partenza: operare Ecclesialmente, creare Ponti tra le Comunità anzitutto Cristiane per sottrarre alla criminalità quel terreno fertile al suo proliferare che risiede nell’isolamento, nell’esclusività, appunto NON NELLA ‘COSA PUBBLICA’ , che apre alla sana rappresentanza e alla partecipazione in senso istituzionale, ma invece alla COSA NOSTRA,di pochi, di chi è come noi, di chi vogliamo noi, non riconoscendo l’autorevolezza di un Territorio che si governa.

Allora oltre questi INCONTRI DELLA LEGALITA’ E GIUSTIZIA, oltre agli altri sul VOLONTARIATO DI ‘PER AMORE DELLA NOSTRA TERRA sarà importante per Ostia e il suo Territorio tenere ben sotto occhio l’ordinarietà dei processi di cambiamento: LE CHIESE CHE COLLABORANO TRA DI LORO nelle  COMMISSIONI LOCALI sono grandi esempi di tutti i giorni, ma anche la Collaborazione tra il VESCOVO E I CATECHISTI, GLI INSEGNANTI DI RELIGIONE NELLE SCUOLE. Tutto questo edifica la cittadina e nello stesso tempo combatte la criminalità quella dell’ignoranza e della violenza e anche quella dei ‘colletti bianchi’. Dall’odio che la criminalità ha per la cosa pubblica può invece vincere l’Amore.

LA RIFLESSIONE:
E’ l’Amore che può saziarci di quella Fame e Sete di Giustizia che ci bruciano dentro, non quell’amore sentimentalista, emozionalista, che ci porta lontano dal reale della vita vera, quotidiana, a seguire le ‘sirene’ del mercato, di questo o quell’evento che i media e le mode sponsorizzano a livello globale o locale; nemmeno quell’amore iperuranico, simbolico o dei principi universali e la spasmodica ricerca, lotta, battaglia, guerra per i diritti di questo, codesto e quello, quando a stento salutiamo il vicino di casa. E’ invece quell’Amore che è il cercare di percorrere la Via di un’esperienza di Vita Vera, reale, concreta, piena di ricchezza umana, che è nella Testimonianza – ‘storica’ prima che ‘mistica’ – di Gesù , dei Suoi insegnamenti , delle Sue diremo ‘buone pratiche’, di quell’esistenza che supera la morte.
Un’Esempio di Persona anzitutto, che ci apre – qui sulla Terra, a casa nostra, nel quartiere, nella cittadina, nel mio volontariato, sport, attività, lavoro – ad una condizione intima di pace: piccole cose che ci piace fare, poche persone che ci fa stare bene sentire, semplici azioni che sono importanti invece per qualcun altro quando si presentano ed è bello ammirarlo. Un ‘piccolo regno del Cielo’ dentro casa, dietro casa, facile, prossimo, ora, adesso, ma che ha la grandezza , la Potenza di portarci via da una Terra di Fuochi, che è rabbia, rancori e vendette, volontà di sottomettere e di controllo, di confronti e imitazione, conflitti e rivalse, frustrazione, insoddisfazione, tenebre.
Quell’Esempio di Vita che è Gesù ci sazierà, di darà Pace, anzi saremo Beati se riusciremo in Ostia, come altrove, a fare quello che ci ha indicato di fare come Cristiani, spezzare il Pane con gli altri e bere dallo stesso Calice, fare Comunione con il Prossimo senza separarci, isolare e isolarci, fuggire, e quindi vivere quanto meglio una Casa, una Famiglia Comune.

Ecco, di questo forse c’è bisogno, della Bellezza di sentirci a Casa, in Famiglia, benché in essa possano a buon ragione nascere diversità si sta insieme per un Bene Comune che ci rende orgogliosi di fare parte.

‘Cosa Nostra’ e ‘Cosa Pubblica’ non possono andare d’accordo; non c’è miglior terreno fertile per la criminalità che una sorta di educazione all’esclusività, alla separazione, alla distanza. E invece non c’è antitodo migliore che la ‘prossimità’ , l’incontro e l’ascolto, il dialogo.
La storia di Ostia è da sempre stata un esempio di incontro e ascolto, dialogo tra popoli e culture; nel DNA, potremmo dire, risiede questa ‘vocazione’ che fa bene ai suoi cittadini in qualche modo ‘ricordare’ come una parte dell’Identità. Ecco, anzi, le tribolazioni di questi anni possono fare in modo di suscitare una grande e unica opportunità: rivelare il Vero Volto di Ostia, la sua Bellezza, nel paesaggio caratteristico dell’ambiente che è oggettivamente fuori di noi e che può altrettanto esserlo dentro di noi.