Cronache di Roma

A.A.A. CERCASI DISPERATAMENTE PARLAMENTARE

Secondo l’Osservatorio civico sono sempre di più i c.d. “voltagabbana” presenti nel parlamento italiano. Un esercito di politici pronti a cambiare casacca alla prima occasione, ai quali si aggiungono altrettanti assenteisti.

Roma –  la conferma, triste ma ineluttabile, che la nostra classe politica è affetta da un pericoloso “male”. Una sindrome che, secondo Openpolis, si manifesta sotto forma di repentini cambi di casacca ed un fastidiosissimo senso di assenteismo. Così acuto, da rischiare di compromettere le quotidiane attività parlamentari. Il “virus” era già noto agli scienziati politici, ma si starebbe manifestato con particolare evidenza proprio durante quest’ultima legislatura.

L’erba cattiva non muore mai – Scherzi a parte, ciò che emerge dal report del noto Osservatorio civico chi sa perché stupisce quanto la scoperta dell’acqua calda. Né più e né meno. Quello che, invece, lascia un cicinin perplessi è la superficialità con cui viene trattata la questione. Incuranti del fatto che di trasformismo ed assenteismo si muore. O meglio, ha “morire” è il parlamento e la sua funzione di rappresentanza. I dati sono drammatici e parlano di una “transumanza” senza precedenti nella storia Repubblicana.  Aggravati ancor di più dallo scarso livello di produttività parlamentare.

Si lavora e si fatica si fa tutto per la… diaria – Partiamo proprio da qui allora. Da quelle proiezioni sulla produttività che, caso strano, hanno “appicciato” le code di paglia di deputati e senatori. Che in parlamento non ci si ammazzi di lavoro è cosa nota. Lo testimonia, oltre ogni ragionevole dubbio, lo “stacanovistico” ritmo lavorativo che vede gli onorevoli nostrani impegnati tra i banchi di Montecitorio dal martedì al giovedì. Una sorta di settimana corta. Così corta, che più corta non si può. Fin qui nulla strano, se non fosse che a tuonare allo scandalo è stato, niente popò di meno che, “Re” Giorgio Napolitano. Colui che scelse di “sacrificarsi” in barba all’età e alla fatica accumulata.  

Al peggio non c’è ma fine –  La stessa solerzia messa in campo dagli ormai famigerati “pianisti”. Omini dal fare disinvolto che altruisticamente si premurano di votare per i colleghi in altre faccende affaccendati. È proprio a questo punto che la domanda nasce spontanea: da chi avranno preso spunto i furbetti del tesserino? Una coincidenza, niente di più ovviamente, che rafforza l’idea che la classe politica sia, inevitabilmente, lo specchio della società. But don’t worry and keep calm, il Presidente Grasso ha prontamente dichiarato di voler procedere ad una rigorosa indagine. #lavoltabuona.

Tutti per uno, uno per tutti – Al netto di roboanti dichiarazioni di circostanza, però, c’è poco da star sereni. Come spesso avviene in simili circostanze, infatti, anche questa volta gli antichi dissapori e le differenze di vedute si sono sciolte come neve al sole. Tutti, da destra a sinistra, seppellita l’ascia di guerra hanno pensato di proteggere, per l’ennesima volta, i privilegi della casta. Certi, che presto o tardi il popolo smemorato dimenticherà tutto. D’altronde, si sa, l’italica memoria non eccelle in lunghezza. Questa volta la misura è davvero colma. Così traboccante, da richiedere adeguate contromisure. Pena, la definitiva perdita di fiducia nella più democratica tra le istituzioni.

Lottare contro i mulini a vento – Fortunatamente, però, ha vegliare sugli inermi cittadini c’è Don Casaleggio de la Mancha e il suo fedele scudiero. I cinuqestelle, infatti, sembrano gli unici interessati ad impedire che le forti raffiche di vento trasportino da un parte all’altra gli onorevoli italiani. Questione di principio, prima ancora che di coerenza nei confronti degli elettori. Quale miglior deterrente, allora, se non una “nobilissima” ammenda da 150.000 euro. Un freno inibitorio discutibile certo, ma che ad oggi avrebbe portato nelle casse dei partiti, centesimo più centesimo meno, 50.400.000 euro. Mettendo la parole fine al deprecabile finanziamento pubblico.

Oltre al danno anche la beffa – Manco a dirlo, però, la questione è più spinosa di ciò che appare. Già, perché Casaleggio ed associati quando fanno una cosa la fanno a regola d’arte. Così, la multa a “cinque stelle” è stata pensata dai vertici del movimento per evitare anche “sgradevoli” disallineamenti. Quelli che di tanto in tanto arrivano proprio dall’alto, com’è accaduto per le unioni civili. Un bavaglio in perfetto grillo’s style o, semplicemente, il tentativo ultimo di impedire che Governi a corto di numeri cadano come foglie morte? Scilipoti docet. L’unica cosa certa è quel vincolo di mandato di Albertina memoria ripreso e scongiurato dall’art. 67 della Costituzione.

Si potrebbe star qui a discutere tutta la notte sulla produttività dei nostri parlamentari. Alla fine, probabilmente, non arriveremmo a nessuna conclusione. Se non fosse altro, perché ci sentiremmo rispondere che il lavoro del parlamentare non si esaurisce sugli scranni di Montecitorio o di Palazzo Madana. Qualcun altro, poi, cercherebbe di convincerci che gli emendamenti dell’opposizione vengono puntualmente disattesi, privilegiando quelli della maggioranza. Come se il diritto/dovere di una maggioranza non fosse quello di definire la linea politica del Governo.

 

Mattia Bagnato

Mattia Bagnato

E’ laureato in Relazioni Internazionali con una specializzazione in Diplomazia multilaterale e sicurezza collettiva presso l’Università degli Studi di Perugia. Attento alle questioni internazionali come la sensibilizzazione e la tutela dei diritti umani e i metodi di risoluzione dei conflitti internazionali. Ha un diploma in Diritto Internazionale Umanitario e un Diploma in risoluzione di conflitti internazionali presso l’Universidad Complutense de Madrid. Ha collaborato con diverse ONG italiane quali Oxfam Italia e la Tavola della pace di Perugia. Esperienze professionali alle quali si aggiunge un periodo di stage presso l’Ufficio relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo dell’Università di Granada. Attualmente, sta collaborando con il giornale on-line Ghighliottina.it per il quale si occupa di scrivere articoli di politica nazionale ed economia.

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