Spazio Kabul

Afghanistan, istruzione in fiamme

Gli attacchi terroristici contro le scuole afghane lasciano milioni di studenti senza istruzione.  Il Rapporto del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, denuncia che gli attacchi contro scuole con sequestri, feriti e omicidi di insegnanti  stanno distruggendo i sogni e le speranze di un’intera generazione. Tra i motivi degli attentati il fatto che le scuole sono utilizzate come centri di voto elettorale. I dati del Ministero della istruzione afghano rivelano che di 17.500 scuole esistenti nel paese, circa 1.000 sono state chiuse per motivi di sicurezza. Situazione al collasso in un paese dove quasi 4 milioni di bambini di età compresa tra 7 e 17 anni (metà del numero totale di bambini in età scolare) non frequentano le lezioni. “L’istruzione è in fiamme in Afghanistan”, ha dichiarato il  direttore esecutivo dell’UNICEF Henrietta Fore in un comunicato. L’organizzazione delle Nazioni Unite sta lavorando con le comunità afghane per fornire lezioni nelle case e in altri luoghi, contribuendo anche a ridurre il rischio di insicurezza sulle strade nelle vicinanze delle  scuole. Henrietta Fore spera che qualcosa possa cambiare anche grazie alla terza Conferenza internazionale sulle scuole sicure che si terrà in Spagna, chiede la fine di tutti gli attacchi contro gli istituti scolastici e sollecita tutte le parti in conflitto a proteggere l’istruzione durante i conflitti armati. 

Pierluigi Bussi

Pierluigi Bussi è giornalista dal 2003 e inviato in zone di guerra e all'estero. E’ stato, tre gli altri paesi in Afghanistan e Tunisia. Si è laureato in Relazioni Internazionali presso L’Università La Sapienza di Roma con approfondimenti sui conflitti nel Corno d’Africa e Medio Oriente. Da anni segue le sorti politiche e sociali afgane. Tra i vari ruoli ricoperti è stato capo redattore del mensile Europe Today, ha collaborato con i quotidiani Pubblico, Roma News, Il Mezzogiorno d’Italia, con approfondimenti in materia di politica estera. Ha scritto, inoltre, per Storia in Network. Attualmente collabora con La Stampa.

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