Corpus Domini:a Ostia Papa Francesco dona al mondo e a questo Territorio la forza del Vangelo e il coraggio della sua fragilità  

<<OSTIA , NON DIMENTICARE DI PREGARE PER ME>>

Un abitante di Idroscalo: “Se il nostro Papa non ha potuto essere tra noi, sarà questa  periferia ad andare a Roma da lui”- In alcune chiese lidensi le comunità pregano per il Papa apparso stanco.Ostia da oggi sente la responsabilità di un Papa che qui si è mostrato uomo

 

In questa importante celebrazione del Corpo di Dio vissuta nel ‘quartiere’ anziché tra le cattedrali di Santa Romana Chiesa , Papa Francesco ha fatto , a noi Ostiensi e di rimando a tutti , un dono enorme che forse ancora non riusciamo a ‘leggere’ a pieno , ma su cui è necessario riflettere per comprendere ancora meglio la Croce di nostro Signore in questo tempo storico (che fa nuove le cose con l’Amore) e la croce di questo Papa che , sempre di più , ci chiede di sostenerlo , ma che a Ostia e a noi che eravamo a guardarlo in Piazza Santa Monica ha dato di più (“l’uomo” Papa Francesco) e ‘richiede’ di più: ciascuno presente lì non può non aver ‘sentito’:

<<Ostia, prega per me>> ; quello che abbiamo avvertito nel nostro Cuore , guardando a un Papa serio , affaticato , a tratti anche triste, pare che effettivamente Papa Francesco l’abbia proprio pronunciato congedandosi , stranamente in anticipo rispetto ai programmi, poco prima di salire sulla sua ‘utilitaria’. A Idroscalo si era anche radunata la gente delle casette perché sarebbe passato a trovarli dopo le celebrazioni, come fonti decisamente autorevoli avevano preannunciato; <<Dio solo sa quanto voleva questo contatto con la gente di Ostia Papa Francesco , in particolare con il borghetto alla periferia della periferia , ma così non è potuto essere>>. E non per motivi di sicurezza.  <<Se Papa Francesco non è venuto all’Idroscalo – ci dice gagliardamente una donnona, abitante di qui – sarà Idroscalo ad andare ad abbracciare il suo Papa in Vaticano>>. E, se ci pensiamo, questa espressione ha in sé quella spontaneità così bella che gli concede la forza di farsi Profezia. Ilmovimento dello Spirito ‘va e viene’, per questo se un Papa va verso le Periferie presto vedremo le Periferie ‘venire’ nei Palazzi Apostolici, magari – perché no – a trovare il Santo Padre.

Aldilà di ogni aspettativa Papa Bergoglio è apparso molto stanco. Non si è avvicinato alla gente, non ha camminato tra le vie e i quartieri. Da alcune indiscrezioni sappiamo che ha dovuto riposare qualche minuto nella stanza del Parroco in Santa Monica e anche che, per terminare la celebrazione con la benedizione fuori dalla Chiesa di Nostra Signora di Bonaria, ha avuto bisogno anche di qualche accorgimento medico.

Dagli ambienti Vaticani si sdrammatizza con decisione qualsiasi sorta di preoccupazione perché il Santo Padre è semplicemente affaticato e una semplice notte di riposo risolverà qualsiasi problema avuto.  

Tutti i giornali , negli scorsi gironi , titolavano: “il Papa ama Ostia!” e tutti noi ci aspettavamo il bagno di folla, il pollice alzato, le carezze ai malati e ai bambini. Era stato preparato un ‘canto’ di lode e di festa meraviglioso ‘Jesus Christ You are my Life” che avrebbe risuonato in tutta la Piazza, in tutta Ostia, al grido ‘Viva il Papa’, ai nastri colorati alzati dai bambini e dalle famiglie… Niente di tutto questo.

“…Segno di contraddizione”, che non significa freddezza. Anzi tutt’altro.

Tanta amarezza in chi si era immaginato tutto un diverso ‘film’, ma , se ci pensiamo bene, questo è l’amaro di una medicina che poi ci fa bene, ci deve fare ragionare tanto , perché non è stata una mancanza di attenzione anzi è il messaggio di un Amore più grande.

Il Papa ama Ostia , è vero , anzi lo ha mostrato in maniera del tutto particolare ; per questo Amore si è fatto ‘vedere’ da noi, si è fatto ‘toccare’, nella sua ‘fragilità’. Chi ha percepito questo come ‘distacco’, come ‘lontananza’, peggio come ‘disinteresse’, si ricreda: “Ostia, prega per me”. Noi dobbiamo consapevolizzare di aver ricevuto un dono e una richiesta eccezionale e una forte responsabilità.

Si, perché il Papa della gente aveva detto a Ostia , in Regina Pacis, che essere Cristiani non è avere la ‘faccia da immaginetta’, essere distaccati dalla realtà e dal quotidiano, scissi dall’empatia per la propria cittadina; a Santa Monica Bergoglio ha mostrato che essere Cristiani è non avere paura di mostrare la solitudine della sofferenza eppure andare avanti per Amore.

E la risposta Cristiana di Ostia ha ‘soffiato’ fin da subito; di fronte al forte Papa della rivoluzione tenera visto reale e vero nella fragilità già alcune Parrocchie di Ostia stanno organizzandosi con alcune preghiere comunitarie. Altre invece proseguiranno con maggiore coscienza il cammino , intrapreso da tempo, di ecclesialità e incontro tra parrocchie. Si, perché la forte sintonia tra questo Pontefice e Ostia non è solo fatta di preghiera ma di tante opere: le docce e i servizi igienici per i poveri, gli incontri della Caritas, la formazione di operatori aldilà delle Chiese, la particolare comunione tra sacerdoti delle diverse parrocchie. Francesco Papa ha potuto mostrarsi vero perché già da tempo Ostia e lui si guardano negli occhi senza veli.

E se anche tu che magari non sei abituato ad andare in Chiesa, a partecipare alle celebrazioni e alle liturgie canoniche, se anche tu hai sentito Papa Francesco ‘parlare al tuo cuore’ in questo modo a Ostia qualche giorno fa, anche tu lo stesso puoi pregare per lui e anche aiutare la gente che lui ci ha consigliato di cercare , quei tabernacoli abbandonati. Semplicemente puoi organizzarti o con qualcuno che conosci e che frequenta le chiese o anche cercare un sacerdote e lui ti indicherà.

Di quello che il Santo Padre ha detto nella riflessione al Vangelo in Santa Monica , riferendosi decisamente al nostro Territorio , si è parlato e scritto già tanto e moltissimo se ne farà, ma chi scrive in conclusione vuole soffermarsi evidenziando l’aspetto particolare, perché chi racconta , grazie a Dio, ha potuto vedere da vicino.

E il duplice messaggio di Papa Francesco in Ostia è anche questo:

essere qui a Ostia mandando un segnale cristiano forte , alla Chiesa di Roma e al Mondo intero , di non fuggire dalle periferie fisiche ed esistenziali, come questa coraggiosa ‘porta’ della Caput Mundi , vessata dalla ‘violenza’ reale e da quella procurata da notizie e immagini distorte e false che come una leonessa combatte, ed essere qui nel modo in cui è stato qui facendo intendere come per ‘ristabilire’ la realtà, uno spirito di Verità, bisogna essere veri anche aldilà di ogni aspettativa , per un certo verso prendendo quasi tutti in contropiede, rischiando di deludedere molti ;

il dono grande di Papa Francesco a Ostia è stato quello di mostrare ‘la sua verità’ : quella dell’uomo Bergoglio , una persona in carne ed ossa, fatta di ‘corpo e sangue’ , non proprio un ‘super eroe’, quanto un ‘nonnino’ che ha fatto vedere la sofferenza fisica , la solitudine seppure ‘dorata’ di un Pontefice ‘venuto quasi dalla fine del mondo’ che fa , nella Chiesa millenaria, una rivoluzione con la tenerezza con coraggio e ci chiede di aiutarlo.

Ecco il Corpo di Dio , ecco l’Agnello che è immolato , ecco Colui che toglie i peccati del mondo, ecco il Cristiano , ecco chi Ama, ecco Gesù. Non si nasconde dietro la maschera, non ha la ‘faccia da immaginetta’, non si asseconda alle aspettative, non scende al compromesso, non deve vendersi per vendere, non deve cercare il clamore, non deve essere osannato. Può essere reale, vero, se stesso. Anzi, in Cristo deve esserlo. Non si fugge. Si soffre anche, affinché la Vita sia fatta Nuova. Nell’epoca cruda che vediamo intorno a noi dove lo scontro da un lato tra immagine irreale che vogliono descriverci per interessi altri rispetto alla gente e dall’altro la realtà della prossimità e della quotidianità, la coerenza, l’esserci,  Papa Francesco ha mostrato la verità, che è insieme con la V maiuscola del Vangelo, di Gesù Cristo, e anche serietà , responsabilità , il coraggio di mostrarsi quelli che si è.

Allora questo ‘Corpo di Dio’ , solennità di Santa Romana Chiesa celebrato a Ostia , consegna a noi cittadini di Ostia un’esperienza profonda , oltre che storica , di uno spessore , una densità, che via via si schiuderà e ne rivelerà la straordinarietà e forse l’orizzonte futuro di una Chiesa , una Città, un’Umanità.

Non ci rimane che allora stupirci nello scoprire , giorno dopo giorno , questa rivelazione.