18-25 Gennaio,Settimana di Unità dei Cristiani:sul X Muncipio e nel Litorale si intensifica il percorso ecumenico

OSTIA,LE CHIESE CRISTIANE SI SALUTANO,FANNO VISITA E PREGANO INSIEME:L’AMORE DI CRISTO RICONCILIA

Il 18 alle 19 in ‘Stella Maris’ l’opportunità per i Cattolici di pregare con gli Ortodossi ostiensi-monsignor Plinio Poncina Parroco di Stella Maris:“il 24 alla stessa ora saremo da loro nella Chiesa che stanno costruendo e che ha rivelato un cimitero paleocristiano”

Si intensifica sul Territorio Ostiense l’incontro Ecumenico delle Chiese Cristiane. In occasione della Settimana dedicata all’Unità ciascuno sente il bisogno di riconoscersi fratello e sebbene la storia abbia nel passato allontanato oggi un moto senza precedenti verso una riconciliazione è in atto.

 “L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione (2 Corinzi 5, 14-20)”questo è il motto di questa Settimana di Unità e tutte le Chiese locali si orientano verso questo incitamento e preghiera comune.

Nel caso della Chiesa di Stella Maris le parole dell’Apostolo Paolo si fanno veramente concrete; i Cattolici avranno l’opportunità di pregare insieme agli Ortodossi ostiensi il primo giorno della Settimana di Unità, Mercoledì 18 Gennaio alle 19 presso la stessa Chiesa su Viale dei Promontori. Il 24 Gennaio, ci fa sapere Mons. Plinio Poncina, alla stessa ora, chi vuole potrà recarsi presso la stessa Comunità Ortodossa proprio dove si sta costruendo la Chiesa sulla Via Ostiense. La riconciliazione grazie all’Amore di Cristo in questo caso sta avvenendo in modo stradordinario se si considera che negli scavi per la costruzione della struttura è stato rinvenuto un cimitero paleocristiano e c’è chi ha detto di avere delle prove davvero convincenti per affermare possa trattarsi anche della sepoltura di qualche martire.

Il Territorio Ostiense conferma sempre di più la sua particolare vocazione ad essere un terreno di incontro tra tutti i Cristiani e di dialogo religioso.   

“Per la Chiesa Cattolica è evidente che esite anche una gerarchia della Verità. Di conseguenza – dichiara don Salvatore Tanzillo Prefetto di Ostia e del Territorio della 26ma Prefettura Diocesana di Roma e Parroco di Sant’Agostino Vescovo in zona Stagni di Ostia, X Municipio di Roma – è pure evidente che tra Cristiani e Chiese Cristiane non solo esiste un’Unità che va aldilà delle loro divisioni in quano hanno in comune molte cose anche sul piano Sociale Ecclesiale, bensì esiste pure uni’Unità che va oltre tutto questo. Con la Confessione nella Fede nel Dio di Gesù Cristo il Salvatore, nella sua Grazia, nella sua Parola, nella Salvezza escatologica dataci attraverso Cristo, c’è un’Unità più grande di quanto non venga ostacolato dalle questioni di Teologia che separano le Chiese. La Cristianità, pur nei suoi distinguo, oggi si trova in una situazione storica , spirituale, sociale, culturale, che obbliga tutti i cristiani separati a chiedersi come fare fronte alle esigenze del futuro che incombe, e là dove le Chiese si sforzano di rispondere davvero alle domande che il nostro tempo non cristiano pone al cristianesimo , ci sarà l’occasione di vedere superate tante controversie tanto da ritenere superato il problema dell’Unità.”

In questi giorni e nei prossimi che verranno avremo modo di approfondire i vari percorsi e già diversi sono i saluti tra i sacerdoti, i pastori delle varie Comunità; Ostia ne conosce diversissime, è davvero ricca: dalle tante Chiese Cristiane Cattoliche al quella Ortodossa (che nata all’Idroscalo poi si è spostata su Viale dei Promontori e ora – come detto – sta costruendo la sua Parrocchia sulla Via Ostiense, ndr) a quelle Protestanti, Apostoliche ed Evangeliche, come ad esempio la Comunità di Via dei Fabbri Navali, quella a Via Casana, di Via delle Azzorre o nella zona di Via Vasco de Gama, per non dimenticare la Chiesa Apostolica Evangelica de ‘l’Arca’ sul Litorale tra Ostia e Fiumicino o la Comunità presso il Centro studi biblici all’Infernetto ‘Nuovo Eden’.

Ma approfondiamo il tema biblico che edifica questo Ponte in Cristo; esaminiamo il testo dalle parole stesse di San Paolo alla luce e della realtà sul Territorio e del richiamo a livello globale che se ne fa:

<<< Infatti – prosegue il testo dalle Lettere di San Paolo –  l’amore di Cristo ci spinge, perché siamo sicuri che uno morì per tutti, e quindi che tutti partecipano alla sua morte. Cristo è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per lui che è morto ed è risuscitato per loro.

Perciò, d’ora in avanti non possiamo più considerare nessuno con i criteri di questo mondo. E se talvolta abbiamo considerato così Cristo, da un punto di vista puramente umano, ora non lo valutiamo più in questo modo. Perché quando uno è unito a Cristo, è una creatura nuova: le cose vecchie sono passate; tutto è diventato nuovo.

E questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ha dato a noi l’incarico di portare altri alla riconciliazione con lui. Così Dio ha riconciliato il mondo con sé per mezzo di Cristo: perdona agli uomini i loro peccati e ha affidato a noi l’annunzio della riconciliazione. Quindi, noi siamo ambasciatori inviati da Cristo, ed è come se Dio stesso esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo da parte di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.>>>

Dopo essere entrati nelle parole dell’Apostolo non possiamo poi non considerare il percorso con le quali sono state individuate come Tema della Settimana.

“Quando il Comitato organizzativo nazionale tedesco si riunì nell’autunno del 2014 – riprendendo il documento del Pontifício Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani Commissione Fede e Costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese – risultò subito chiaro che il materiale per la Settimana di preghiera 2017 doveva avere due punti focali: da una parte doveva esserci una celebrazione dell’amore e della grazia di Dio, la “giustificazione dell’umanità solo per grazia”, che rifletteva l’istanza cruciale delle chiese marcate dalla Riforma di Martin Lutero. Dall’altra parte il materiale doveva anche riconoscere il dolore della conseguente profonda divisione che ha segnato le chiese, chiamando per nome le colpe, e prospettando opportunità per offrire passi di riconciliazione.

È stata, infine, l’esortazione apostolica di papa Francesco Evangelii Gaudium (La gioia del vangelo) che ha suggerito il tema per quest’anno con la citazione, al paragrafo n.9, “L’amore di Cristo ci spinge”. Con questo versetto (2 Cor 5, 14), preso nel contesto dell’intero quinto capitolo della Seconda Lettera ai Corinzi, il Comitato tedesco ha formulato il tema della Settimana di preghiera del 2017.

Esaminando maggiormente il testo biblico “2 Corinzi 5, 14-20” esso enfatizza che la riconciliazione è un dono che viene da Dio, inteso per l’intera creazione. “Dio ha riconciliato il mondo con sé per mezzo di Cristo: perdona agli uomini i loro peccati e ha affidato a noi l’annunzio della riconciliazione” (v.19). Quale risultato dell’azione di Dio, la persona, che è stata riconciliata in Cristo, è chiamata a sua volta a proclamare questa riconciliazione in parole e opere: “L’amore di Cristo ci spinge”. “Quindi, noi siamo ambasciatori inviati da Cristo, ed è come se Dio stesso esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo da parte di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio” (v.20). Il testo sottolinea che questa riconciliazione non è senza sacrificio. Gesù ha dato la sua vita; è morto per tutti. Gli ambasciatori di riconciliazione, similmente, sono chiamati, nel suo nome, a dare la loro vita. Essi non vivono più per loro stessi; essi vivono per Colui che è morto per loro.

Gli otto giorni e la celebrazione ecumenica saranno strutturati in una riflessione che svilupperà otto spunti teologici dei singoli versetti, come segue:

Primo Giorno:    Uno morì per tutti
Secondo Giorno:   Vivere non più per se stessi
Terzo Giorno:   Non considerare più nessuno con i criteri di questo mondo
Quarto Giorno:    Le cose vecchie sono passate
Quinto Giorno:   Tutto è diventato nuovo
Sesto Giorno:   Dio ha riconciliato il mondo con sé
Settimo Giorno:    L’annunzio della riconciliazione
Ottavo Giorno:   Riconciliàti con Dio

Nella liturgia ecumenica si celebra il fatto che Dio, in Cristo, ha riconciliato il mondo con sé. Questo evento da celebrare deve anche includere una nostra confessione di peccato prima di ascoltare la Parola proclamata e attingere alla sorgente senza fine del perdono di Dio. Solo successivamente saremo in grado di testimoniare al mondo che la riconciliazione è possibile.

Quello che emerge è che tutti noi Cristiani siamo ‘chiamati alla testimonianza di Gesù’; l’amore di Cristo ci sollecita a pregare, ma anche ad andare oltre la nostra preghiera per l’unità dei cristiani. Le comunità e le chiese hanno bisogno del dono della riconciliazione di Dio quale sorgente di vita. Ma, soprattutto, esse ne hanno bisogno per poter dare la loro comune testimonianza al mondo: “Fa’ che siano tutti una cosa sola: come tu, Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi. Così il mondo crederà che tu mi hai mandato” (Gv 17, 21).

Il mondo necessita di ambasciatori di riconciliazione, che facciano cadere barriere, costruiscano ponti, stabiliscano la pace, e aprano la porta a nuovi stili di vita, nel nome dell’Unico che ci ha riconciliati in Dio, Gesù Cristo. Il suo Santo Spirito conduce al cammino verso la riconciliazione nel suo nome.

Dal momento che questo testo è stato scritto nel 2015, molte persone e molte chiese in Germania erano impegnate nel mettere in pratica la riconciliazione offrendo ospitalità ai numerosi rifugiati provenienti dalla Siria, dall’Afghanistan, dall’Eritrea, così come da paesi dei Balcani occidentali, in cerca di protezione e di una nuova vita. Il sostegno pratico e le efficaci azioni contro l’odio verso gli stranieri hanno costituito una chiara testimonianza di riconciliazione per la popolazione tedesca. Quali ministre di riconciliazione le chiese tedesche hanno attivamente assistito i rifugiati trovando loro nuove case, e nello stesso tempo cercando di migliorare le condizioni di vita nei paesi che essi avevano dovuto lasciare. Agire concretamente per aiutarli è necessario tanto quanto pregare insieme per la riconciliazione e la pace, per dare un po’ di speranza e di consolazione a quanti cercano di fuggire dalla loro terribile situazione.

La sorgente della riconciliazione in Dio, donata gratuitamente, possa scorrere durante la Settimana di preghiera di quest’anno, cosicché molte persone trovino la pace, e si ricostituiscano legami; possano i popoli e le chiese sentirsi spinti dall’amore di Dio a vivere una vita riconciliata e a rompere le barriere che ci separano.”