Diario di BordoMicro

24 ORE PER IL SIGNORE A STELLA MARIS

“Misericordia io voglio e non sacrifici”: Innanzi a Gesù nessuno va escluso

24 ORE PER IL SIGNORE A STELLA MARIS

Quando vuoi nella Chiesa in Viale dei Promontori preghiera personale di fronte all’Eucarestia da oggi alle 17 ininterrottamente fino a domani stessa ora

Da oggi – dalle 17 – la Chiesa Maria Stella del Mare, in Ostia Lido Viale dei Promontori, apre le porte per un’intera giornata, notte compresa – fino a Sabato alla stessa ora – per permettere a chiunque di entrare e accostarsi in silenzio, con la preghiera personale, al ‘Corpo di Cristo’ Gesù che si è offerto, e si offre, all’Umanità tutta – a tutti, specie a chi non è vicino alla fede – per mostrare la via che conduce al Padre, al Cielo, al Paradiso mostrando nella Resurrezione dai morti che lui veramente è la Via,la Verità e la Vita malgrado il dolore, nel corpo e nello spirito, la sofferenza, la prova.

Vieni a conoscere come trovare nella tua vita quel Paradiso che avremo eternamente perché anche qui possiamo viverlo lì ‘dove’ Dio che ci conosce personalmente ci indica, parlando al cuore, nel silenzio.

Aspetta te. In anonimato, aldilà delle liturgie, delle celebrazioni, delle comunità, dei gruppi, delle attività, hai la possibilità di trovare un momento di Silenzio, di relazione personale, di dialogo con Dio.

Anche in altre Chiese del territorio Ostiense l’esperienza dell’Adorazione personale di fronte all’Eucarestia è un cammino già iniziato spesso da tempo. Nella Parrocchia San Nicola , in Via Passeroni –  è lo stesso Mons. Plinio Poncina a ricordarlo –  per una ‘chiamata’ davvero particolare, è sempre possibile andare in una cappellina predisposta giorno e notte. La vicinanza all’Ospedale e ai Servizi per la Persona e Sociali è veramente un valore che si aggiunge alla grazia che comunque e concessa a tutti. Ma anche in tutte le altre Chiese c’è sempre un’orario che permette questo contatto diretto con Gesù.

Nel dare la notizia di oggi troviamo l’occasione di riproporre le parole di Papa Francesco proprio riferite alla versetto che ci richiama a quel rapporto diretto che Dio vuole con noi, con Te che leggi:

“Gesù ricorda loro una parola del profeta Osea (6,6): «Andate e imparate che cosa vuol dire:misericordia io voglio e non sacrificio» (Mt 9,13). – Papa Francesco, solo un anno fa, di ricorda queste parole del Vangelo e prosegue – “Rivolgendosi al popolo di Israele il profeta lo rimproverava perché le preghiere che innalzava erano parole vuote e incoerenti. Nonostante l’alleanza di Dio e la misericordia, il popolo viveva spesso con una religiosità “di facciata”, senza vivere in profondità il comando del Signore. Ecco perché il profeta insiste: “Misericordia io voglio”, cioè la lealtà di un cuore che riconosce i propri peccati, che si ravvede e torna ad essere fedele all’alleanza con Dio. “E non sacrificio”: senza un cuore pentito ogni azione religiosa è inefficace! Gesù applica questa frase profetica anche alle relazioni umane: quei farisei erano molto religiosi nella forma, ma non erano disposti a condividere la tavola con i pubblicani e i peccatori; non riconoscevano la possibilità di un ravvedimento e perciò di una guarigione; non mettevano al primo posto la misericordia: pur essendo fedeli custodi della Legge, dimostravano di non conoscere il cuore di Dio! È come se a te regalassero un pacchetto con dentro un dono e tu, invece di andare a cercare il dono, guardi soltanto la carta nel quale è incartato: soltanto le apparenze, la forma, e non il nocciolo della grazia, del dono che viene dato”.

E ancora Papa Bergoglio ci ricorda: “Come il pubblicano Matteo – da cui si prende spunto nei versetti per l’Adorazione di Stella Maris –  ognuno di noi si affida alla grazia del Signore nonostante i propri peccati. Tutti siamo peccatori, tutti abbiamo peccati. Chiamando Matteo, Gesù mostra ai peccatori che non guarda al loro passato, alla condizione sociale, alle convenzioni esteriori, ma piuttosto apre loro un futuro nuovo. Una volta ho sentito un detto bello: “Non c’è santo senza passato e non c’è peccatore senza futuro”. Questo è quello che fa Gesù. Non c’è santo senza passato né peccatore senza futuro. Basta rispondere all’invito con il cuore umile e sincero. La Chiesa non è una comunità di perfetti, ma di discepoli in cammino, che seguono il Signore perché si riconoscono peccatori e bisognosi del suo perdono. La vita cristiana quindi è scuola di umiltà che ci apre alla grazia. Un tale comportamento non è compreso da chi ha la presunzione di credersi “giusto” e di credersi migliore degli altri. Superbia e orgoglio non permettono di riconoscersi bisognosi di salvezza, anzi, impediscono di vedere il volto misericordioso di Dio e di agire con misericordia. Esse sono un muro. La superbia e l’orgoglio sono un muro che impediscono il rapporto con Dio. Eppure, la missione di Gesù è proprio questa: venire in cerca di ciascuno di noi, per sanare le nostre ferite e chiamarci a seguirlo con amore. Lo dice chiaramente: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati» (v. 12). Gesù si presenta come un buon medico! Egli annuncia il Regno di Dio, e i segni della sua venuta sono evidenti: Egli risana dalle malattie, libera dalla paura, dalla morte e dal demonio. Innanzi a Gesù nessun peccatore va escluso – nessun peccatore va escluso! – perché il potere risanante di Dio non conosce infermità che non possano essere curate; e questo ci deve dare fiducia e aprire il nostro cuore al Signore perché venga e ci risani. Chiamando i peccatori alla sua mensa, Egli li risana ristabilendoli in quella vocazione che essi credevano perduta e che i farisei hanno dimenticato: quella di invitati al banchetto di Dio. Secondo la profezia di Isaia: «Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. E si dirà in quel giorno: Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza» (25,6-9).

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Stefano Di Tomassi

Stefano Di Tomassi è Operatore Socio Pedagogico, Insegnante di Scuola Elementare con incarichi amministrativi, Capo Scout, Attore. E' membro dell'Associazione Pedagogisti Educatori Italiani. È il promotore socio culturale dell'Ufficio del Dialogo e della Pace nel X municipio di Roma, deliberato con doc. prot. 10975/2015 . Ha fondato la Ciurma Associazione.

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