Il Talento

Pilar: Luna in Ariete

L’artista romana è tornata lo scorso settembre con il quarto album di inediti, dalla forte natura autoriale. Tra genitorialità, tempo che passa e l’Italia di oggi.

Roma – Il 30 gennaio Ilaria Patassini, per tutti Pilar, tornerà a esibirsi dal vivo con una nuova data presso la Casa del Jazz nella Capitale. Intanto nell’autunno 2019 ha viaggiato, come sempre, moltissimo muovendosi tra il nostro Paese e l’estero per presentare al pubblico il suo nuovo disco Luna in Ariete. Uscito a settembre dell’anno appena trascorso, è stato anticipato dai singoli A metà e Il suono che fa l’Universo. Un lavoro, il quarto, con una serie di inediti che mettono in luce tutta la sua forte natura autoriale.

Cosa ti aspetta nel 2020?

Sarà un anno variegato… Ci saranno i concerti dei tour del disco, un nuovo periodo canadese, la mia attività di docenza e poi tre collaborazioni di altrettanti progetti, in fase di entusiasta avviamento.

Luna in Ariete è il tuo quarto album. Come è nato?

Dall’urgenza di esporre tutta la visione di festività e alfabeti che sento appartenermi e che sono la fotografia del mio presente. Poteva essere un azzardo, invece era un passo necessario.

Ilaria Pilar Patassini – Ph. Paolo Soriani

La maternità in questo ultimo lavoro?

Aspettare un figlio durante la lavorazione dell’album ha dettato i tempi, eliminato dubbi, mi ha fatto prendere decisioni senza starci troppo a ricamare su. La gravidanza mi ha fatto il grande dono della sintesi.

L’importanza del numero 3 nella struttura e nella lavorazione del disco?

È dal liceo che sono innamorata della Divina Commedia, la cui struttura è costruita sul numero 3 e sui suoi multipli. Il 3 contiene il pari e il dispari, è presente in tutte le religioni, ed è anche un simbolo di potere, sapienza, autorità. È il movimento, come per le tre braccia dell’elica, uno degli oggetti simbolo del disco.

Il tempo è un concetto cardine, un filo che lega tra le varie tracce di Luna in Ariete. Perché?

Se il tempo non esiste certamente resiste però, portandosi dietro tutte le eredità che non vogliamo lasciare andare. Trattare una resa con il tempo è fondamentale per vivere il presente senza smettere di fare progetti e riflettere sul passato. Anche il tempo è scandito in tre (passato, presente, futuro): goderlo e rispettarlo credo sia un buon obiettivo. Ambizioso ma possibile.

La cover di “Luna in Ariete”

Nell’album parli anche dell’Italia, e dell’attualità. Soprattutto nel brano più visionario che s’intitola Alla riscossa.

Dell’Italia non se ne può che parlare attraverso delle visioni, almeno per quanto mi riguarda. Il nostro è un Paese meraviglioso e assurdo. Un Paese che stiamo svendendo, da viziati ereditieri quali siamo. Io spero nei ragazzini arrabbiati. Loro sì che forse potranno ristabilire un sistema politicamente più sano, in tutte le accezioni che la politica può avere.

Che altre esperienze musicali vorresti maturare in futuro?

I prossimi progetti che sto avviando comprendono quello che amo fare, non sta rimanendo fuori nulla. C’è De André, la musica barocca, il jazz, la radio, nuove canzoni e forse anche un po’ di Sud America. Cosa desiderare di più?

Un sogno ancora non realizzato?

Imparare a viaggiare con un bagaglio leggero.

In copertina: ph. Paolo Soriani

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Simona Cappuccio

Laureata in Italianistica, le sue grandi passioni sono la letteratura, il cinema, il teatro, la scrittura creativa. Ha collaborato per anni con magazine online di letteratura e critica cinematografica. Lavora inoltre come ufficio stampa nell'ambito formazione.

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