LA NUOVA SERIE TARGATA NETFLIX, E TRATTA DAL BESTSELLER DI JAY ASHER, METTE D’ACCORDO PUBBLICO E CRITICA PARLANDO DI ADOLESCENZA E BULLISMO 

Roma- Uno degli ultimi episodi è accaduto a Tivoli, in provincia di Roma: una vittima del branco, oltraggiata quotidianamente. Preda facile di una cattiveria del tutto immotivata, non giustificabile neppure prestando attenzione alla giovane età degli aggressori. Completamente consapevoli delle loro vili azioni: oltre alle aggressioni verbali, a quanto pare anche quelle fisiche e il ricorso ai social. Per non farsi mancare niente. Di cyberbullismo è poi tornato a parlare Roberto Saviano in una puntata del talent show di Canale 5, Amici. Si tratta di tematiche delicatissime e di vicende che, purtroppo, vedono protagonisti i più piccoli da sempre. Da quando il mondo esiste verrebbe da dire, senza apparente soluzione. E, del resto, la scuola si configura come uno dei posti nei quali trova maggiormente spazio l’affermarsi di comportamenti aggressivi, assunti da ragazzini a danno di altri coetanei.

TREDICI: SERIE TV E DOCUMENTARIO

Spostandoci negli Stati Uniti, ma rimanendo drammaticamente in tema, di questo parla la nuova serie tv prodotta dalla teen idol Selena Gomez e disponibile su Netflix dal 31 marzo. Tredici, come gli episodi realizzati per narrare il dramma di un’adolescente morta suicida, che ha deciso di affidare la propria verità ad alcune registrazioni su cassetta. E come le ragioni alla base del gesto fatale di Hannah Baker, attorno a cui ruota tutto il resto: dalle lezioni agli amici e la famiglia, dal sesso all’identificazione dei carnefici. Destinatario di quelle confessioni è però un suo compagno di classe, Clay Jensen, che dopo averle ritrovate in un pacco all’entrata di casa, scoprirà di essere una delle cause della morte della ragazza, e non solo. Tra l’altro alla messa online della prima stagione – accolta positivamente da critica e pubblico – è stata affiancata quella del documentario Tredici: oltre i perché, contenente interventi sui temi principali della serie, da parte del cast e di alcuni psicoterapeuti.

13 RAGIONI, E UNA SOLA VERITA’?

La serie, tratta a sua volta dal primo romanzo campione di vendite di Jay Asher Thirteen Reasons Why (2007), affronta perciò la difficile questione del bullismo, parlando contemporaneamente del mondo di oggi e di quello degli adolescenti, alle prese con una società in continua evoluzione, in cui i modi per esercitare la violenza verso i più deboli continuano a moltiplicarsi e a “raffinarsi”. Un universo pieno di sfaccettature, sempre in bilico tra Male e Bene, dove conoscere la verità per intero è pressoché impossibile. Così accade con l’identità dei colpevoli della storia. Tutti sono coinvolti e ricoprono un ruolo nella tragedia, nessuno è escluso. «Mettiti comodo, perché quella che sto per raccontarti è la storia della mia vita. Più esattamente, il motivo per cui è finita», avverte infatti Hannah prima di proseguire col suo racconto, aggiungendo: «E se tu hai queste cassette, è perché sei uno dei motivi». Certezze traballanti alternate a interrogativi inevitabili e dubbi senza fine, in definitiva, che troveranno forse una risposta solo nella seconda, auspicabile, stagione di Tredici.

 

Simona Cappuccio